Riforma CSM cosa cambia: tutti i punti del progetto Bonafede

Isabella Policarpio

10/06/2020

10/06/2020 - 10:26

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Per la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura ci vorrà un anno: nuove modalità di elezione, niente toghe a chi è in politica e incarichi direttivi per 4 anni al massimo. Tutte le novità in arrivo.

Riforma CSM cosa cambia: tutti i punti del progetto Bonafede

Il caso Palamara, il magistratura accusato di corruzione e divulgazionie di informazioni riservate, ha “scoperchiato il vaso di Pandora”: serve una riforma organica e strutturata del CSM, l’organo che garantisce autonomia e indipendenza al potere giudiziario.

Il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede è al lavoro sui punti della riforma e ha annunciato che servirà “circa un anno” e conferma che la maggioranza è compatta. Tra le novità che travolgeranno il Consiglio Superiore della Magistratura ecco qualche anticipazione:

  • divisione tra politica e magistratura, chi svolge ruoli istituzionali non potrà far parte del CSM;
  • si torna alla composizione di 20 giudici togati e 10 laici;
  • stop alle nomine “a pacchetto” ;
  • più spazio alla presenza femminile.

A queste si aggiungono altre novità riguardo le modalità di elezione e la durata degli incarichi.

Di seguito le misure in arrivo e i punti principali su cui il Ministero della Giustizia è al lavoro per migliorare il funzionamento del Consiglio e le garanzie per l’intera categoria.

Riforma CSM: niente toghe per chi è in politica

Tema principale e di maggior rilievo del progetto Bonafede è eliminare l’ingerenza della politica dal CSM. La magistratura, infatti, deve essere autonomia e a dirlo è proprio la Costituziona. Eppure, statistiche alla mano, dal 1959 ad oggi il 15% circa dei membri del Consiglio erano ministri, deputati e senatori e la poltrona di vicepresidente è stata ricoperta nel 58% dei casi da chi aveva già svolto incarichi istituzionali.

Nelle varie bozze presentate c’è un segno di continuità: tutte intendono eliminare la possibilità a chi è in politica al Governo o in Parlamento di essere eletto tra i membri laici. Il divieto vale anche per i consiglieri, gli assessori e i presidenti di Regione e delle regioni autonome di Bolzano e Trento e per i sindaci dei comuni che contano più di 100 mila abitanti.

Ma non finisce qui. Il progetto di riforma prevede anche che dopo aver ottenuto un incarico politico è precluso il ritorno alla magistratura, cosa che non vale per chi si candida senza successo.

Non potranno essere consiglieri del CSM nemmeno i componenti della Sezione disciplinare, sempre nell’ottica di garantire maggiore trasparenza.

Composizione e legge elettorale del CSM

A cambiare sarà anche la composizione dell’organo: si torna a 20 membri togati e 10 laici. Per quanto riguarda la legge elettorale ci sarà il doppio turno con ballottaggio con 19 collegi (per passare al primo turno servirà almeno il 65% dei voti).

Attenzione anche alle quote femminili. In sede di votazione ogni elettore deve indicare almeno un nome femminile delle tre preferenze possibili. Vietato scrivere tre nomi dello stesso genere.

Prende strada un nuovo limite: gli ex consiglieri del Consiglio non potranno candidarsi a incarichi direttivi per oltre 4 anni, limite che scende a 2 anni per coloro che hanno ricoperto incarichi fuori ruolo.

Concorso in magistratura

La riforma del CSM sembra essere l’occasione per intervenire anche sul concorso per l’accesso alla magistratura. Cambiano i requisiti di accesso: basterà la laurea in Giurisprudenza; inoltre viene anticipato il momento di inizio del tirocinio presso gli uffici giudiziari, non servirà più il conseguimento della laurea ma basterà dimostrare il superamento dell’ultimo esame.

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