Rheinmetall crolla del 5%. Perché scendono anche le azioni Leonardo e Fincantieri?

Claudia Cervi

11 Marzo 2026 - 12:41

Il rally della difesa si ferma dopo i conti Rheinmetall. Ecco perché il mercato sta vendendo Leonardo e Fincantieri proprio ora.

Rheinmetall crolla del 5%. Perché scendono anche le azioni Leonardo e Fincantieri?

A prima vista la seduta di oggi a Piazza Affari sembra quasi un controsenso. Proprio mentre la tensione geopolitica torna a salire, con il conflitto tra Stati Uniti e Iran che rischia di intensificarsi, i titoli italiani della difesa sono tra i peggiori del Ftse Mib.

E il motivo non è la guerra.

Le azioni Leonardo scendono del 2,66% a 60,80 euro, mentre Fincantieri lascia sul terreno circa il 2,13% a 13,76 euro. Un ribasso che sorprende molti investitori, soprattutto perché il settore militare tende storicamente a beneficiare dell’aumento delle tensioni internazionali.

La spiegazione, però, non arriva dal Medio Oriente. Arriva da Francoforte.

Qui Rheinmetall ha pubblicato i conti 2025. Numeri record, ma leggermente sotto le attese degli analisti. Tanto è bastato per raffreddare un comparto che negli ultimi mesi ha corso molto. Il titolo del gruppo tedesco ha aperto la seduta con un ribasso del 5%, recuperando parzialmente durante la giornata, e ha trascinato con sé parte del settore difesa europeo.

Il meccanismo è noto ai mercati. Quando un settore corre troppo, basta una piccola delusione per far scattare i realizzi.

Conti Rheinmetall sotto le attese e prese di profitto sul settore difesa

I risultati pubblicati da Rheinmetall mostrano comunque un gruppo in piena espansione. Nel 2025 i ricavi hanno raggiunto 9,94 miliardi di euro, in crescita del 29% su base annua, mentre il risultato operativo è salito a 1,84 miliardi, con un progresso del 33%.

Numeri molto solidi, ma leggermente sotto il consensus del mercato, che stimava vendite oltre 10,5 miliardi e un EBIT più elevato. Anche la guidance per il 2026, pur indicando una crescita potenziale tra il 40% e il 45%, è stata percepita come meno brillante rispetto alle aspettative degli analisti.

Il risultato è stato immediato. Il titolo Rheinmetall ha aperto la seduta con un calo intorno al 5%, trascinando con sé parte del comparto difesa europeo.

Questo settore è stato uno dei grandi protagonisti degli ultimi anni, sostenuto dall’aumento delle spese militari dopo l’invasione russa dell’Ucraina e dal deterioramento dello scenario geopolitico globale. In questo contesto molte azioni hanno corso velocemente, accumulando rialzi significativi.

Quando il benchmark del settore mostra anche solo una piccola crepa rispetto alle attese, gli investitori iniziano a prendere profitto. La dinamica che oggi colpisce anche Piazza Affari è la stessa.

Leonardo e Fincantieri giù in Borsa. Pausa o inversione?

Dopo le performance recenti, tuttavia, la debolezza di oggi non sorprende. Leonardo arriva da settimane di forti rialzi e nell’ultimo mese ha guadagnato oltre il 12%, avvicinandosi ai massimi recenti. Dopo una corsa così rapida è normale che alcuni investitori decidano di prendere profitto.

Anche Fincantieri ha beneficiato del rinnovato interesse per i titoli legati alla difesa e alla sicurezza, alimentato dall’aumento delle spese militari in Europa e dal rafforzamento delle politiche di deterrenza nel continente.

Il contesto geopolitico resta infatti molto teso. Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran mantiene alta la pressione in Medio Oriente e continua a spingere i governi occidentali verso un rafforzamento delle capacità militari.

Secondo diverse analisi, però, il programma missilistico iraniano starebbe mostrando segnali di logoramento. Nei primi giorni di guerra sarebbero stati distrutti oltre 300 lanciatori, riducendo sensibilmente la capacità operativa del Paese. Oggi le piattaforme attive potrebbero essere tra 100 e 120, molto meno rispetto alle fasi iniziali del conflitto.

Questo non significa che la minaccia sia sparita. L’Iran dispone ancora di un ampio arsenale di missili e soprattutto di droni, come quelli della serie Shahed, relativamente economici e rapidi da produrre. Proprio per questo la domanda globale di sistemi di difesa aerea, droni e tecnologie militari avanzate resta elevata.

In ogni caso, il ribasso di oggi non mette realmente in discussione il potenziale del settore. Piuttosto rappresenta una pausa dopo una fase di forte entusiasmo.

Anche i fondamentali di Leonardo restano solidi. Il gruppo guidato da Roberto Cingolani ha recentemente rafforzato la propria struttura finanziaria con una nuova linea di credito ESG-linked da 600 milioni di euro, con durata di cinque anni e rimborso a partire dal terzo anno. L’operazione ha registrato una domanda doppia rispetto all’offerta, segnale di fiducia da parte del sistema bancario.

Per molti analisti si tratta quindi più di una pausa che di un vero cambio di trend.