Rendimento del 20,04% annuo e protezione fino al -40% su bancario europeo con acquisto sotto la pari

Redazione

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Analisi del certificato Barclays XS3184482217 su BPM, Commerzbank, SocGen e Deutsche Bank: cedola mensile del 1,67%, protezione profonda e acquisto vantaggioso sotto la pari.

Rendimento del 20,04% annuo e protezione fino al -40% su bancario europeo con acquisto sotto la pari

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Il certificato di Barclays con ISIN XS3184482217 su BPM, Commerzbank, Société Générale e Deutsche Bank prevede l’erogazione di una cedola mensile del 1,67% per un flusso cedolare annuo del 20,04%. Il rimborso al valore nominale a scadenza è condizionato al fatto che nessuno dei quattro sottostanti perda oltre il 40% dai valori di strike.

La situazione del mercato

Il settore bancario europeo naviga in una fase di redditività elevata, sostenuta da ricavi da interessi solidi e da una buona qualità del credito. Il tema dominante resta il risiko bancario, acceso mesi fa e che ora entra in una fase decisiva. L’alto numero di operazioni di aggregazione avviate in parallelo sta ridisegnando gli assetti proprietari di alcuni tra i principali gruppi creditizi del continente alimentando l’attenzione dei mercati.

Emesso l’1 settembre 2026, il certificato quota intorno a 93€ su un nominale di 100€, il che incrementa il rendimento già «corposo» spingendolo oltre il 25% annualizzato.

Banco BPM

Il gruppo ha chiuso il primo semestre 2026 con un utile netto corrente record al +3,9% su base annua, alzando la guidance sull’intero 2026 a oltre 1,95 miliardi. La banca resta al centro del risiko bancario italiano e oltre all’interesse di MPS, sono emerse indiscrezioni su possibili contatti tra Crédit Agricole, banca con quote di maggioranza in BPM, e UniCredit.

Il prezzo di strike si trova a16,15€ mentre il livello barriera a 9,69€.

Banco BPM Banco BPM .

Fonte: TradingView

Commerzbank

Il gruppo tedesco ha quasi raddoppiato l’utile nel secondo trimestre dell’anno salendo del +94% su base annua, con la banca che punta ora a un utile per l’intero 2026 di almeno 3,4 miliardi. UniCredit starebbe preparando l’affondo decisivo per assumere il controllo del gruppo tedesco puntando a rilevare il consiglio di sorveglianza.

Il prezzo di strike si trova a 42,75€ mentre il livello barriera a 25,65€.

Commerzbank Commerzbank .

Fonte: TradingView

Société Générale

La banca francese ha registrato un utile netto record nel secondo trimestre di 1,79 miliardi di euro, con ricavi saliti del 4,5% a 7,09 miliardi. Nel primo semestre l’utile netto ha raggiunto il +18%, risultati che hanno spinto il titolo in rialzo e portato la banca ad annunciare un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie.

Il prezzo di strike si trova a 75,07€ mentre il livello barriera a 45,042€.

Société Générale Société Générale .

Fonte: TradingView

Deutsche Bank

L’azienda ha chiuso il miglior secondo trimestre della sua storia, con un utile netto record di 1,9 miliardi di euro, +10% su base annua, e ricavi netti saliti del 9% a 8,5 miliardi. Nel primo semestre l’utile netto ha raggiunto i 4,1 miliardi di euro, il migliore di sempre, un percorso coerente con l’obiettivo dal gruppo di chiudere l’anno a quota 33 miliardi di ricavi complessivi.
Il prezzo di strike si trova a 35,525€ mentre il livello barriera a 21,315€.

Deutsche Bank Deutsche Bank .

Fonte: TradingView

Protezione e rendimento

La barriera di protezione a scadenza è posta al -40% dai valori di strike. Il livello di protezione è il fattore più importante in quanto ci fa capire fino a dove il nostro capitale nominale è garantito dall’emittente.

In questo caso quindi il capitale nominale alla scadenza è protetto se nessuno dei titoli sottostanti avrà perso più del 40% dal prezzo iniziale di strike.

L’osservazione per il rimborso al valore nominale avviene solamente alla chiusura dell’ultimo giorno di durata e non dipende dall’andamento dei titoli nel corso della vita del certificato.

La barriera cedola, ovvero il livello che garantisce l’erogazione del flusso cedolare funziona con meccanismo step-down e parte dal 95% e decresce dell’1,5% mese fino al 60% rispetto al prezzo di strike.

Alla prima osservazione mensile il flusso cedolare sarà quindi protetto da ribassi del 5% per poi arrivare ad una protezione del -40%.

Se ad ogni osservazione mensile i quattro sottostanti saranno sopra al rispettivo, il certificato pagherà una cedola mensile dell’1,67%, che corrisponde ad un flusso cedolare annuo del 20,04%. Il rendimento sale oltre il 25% grazie alla possibilità di acquistare il prodotto sotto la pari a 93€.

Le cedole prevedono l’effetto memoria, quindi nel caso in cui uno dei quattro titoli si trovi al di sotto della barriera alla data di osservazione, la cedola non viene pagata ma accantonata in memoria.

Sarà sufficiente che entro la scadenza (anche eventualmente il giorno stesso della scadenza) il titolo worst of risalga al di sopra di tale livello per vedere erogate tutte le cedole precedentemente accantonate.

Nel contesto attuale di forte incertezza, investire in certificati, anziché nei titoli sottostanti, permette di generare un flusso cedolare, e quindi un rendimento positivo, anche in caso di lateralità o considerevole discesa dei listini azionari.

Durata e possibile scadenza anticipata

La scadenza naturale del certificato è prevista per il 14 settembre 2028, con una durata di 2 anni, ma da dicembre sarà prevista la possibilità di richiamo anticipato da parte dell’emittente.

Dall’osservazione cedolare di dicembre infatti, qualora tutti e quattro i titoli si trovino al di sopra del 100% del loro valore iniziale, il certificato scade anticipatamente rimborsando il valore nominale di 100€ e pagando la cedola mensile dell’1,67%.

Considerando quindi le tre cedole dell’1,67% in caso di richiamo alla prima osservazione il rendimento potenziale è di quasi il 10% in due mesi, considerando l’acquisto sotto la pari a 93€.

Qualora anche solo uno dei titoli fosse sceso sotto i valori di strike, lo stesso meccanismo si ripeterà con il trigger autocall che decrescerà dell’1% ogni mese, fino ad un minimo dell’80%. Un livello di autocall discendente permette di sostenere il prezzo anche in caso di discesa dei sottostanti.

Scenari a scadenza

Qualora non avvenisse l’autocall prima della naturale scadenza, a settembre 2028 si avranno due scenari:

  • il rimborso al nominale di 100€ a certificato qualora nessuno dei sottostanti si trovi in quel momento in ribasso di oltre il 40% dai prezzi di strike. In questo caso il rendimento sarà pari alla somma delle 23 cedole mensili dell’1,67% incassate durante la vita del prodotto, per un totale di oltre il 45%, considerando l’acquisto sotto la pari a 93€. Va sempre ricordato che i certificati generano redditi diversi e in caso di minusvalenze presenti in portafoglio queste cedole permetterebbero di andarle a compensare, ottenendo quindi l’esenzione dal pagamento del capital gain fino alla completa copertura delle minus pregresse.
  • rimborso in misura proporzionale rispetto alla performance negativa del worst of qualora almeno uno dei quattro titoli si trovi sotto alla barriera di protezione. Se ad esempio BPM dovesse scendere del 42% rispetto ai valori di strike, il certificato rimborserebbe 58€ su un nominale di 100€, anche se a tale valore andrebbero comunque sommate le cedole incassate nel corso della vita del prodotto.

3 caratteristiche da osservare

Personalmente credo che il certificato appena analizzato, il XS3184482217 abbia tre caratteristiche molto interessanti:

  • Rendimento: il flusso cedolare è notevole e pari al 1,67% mensile (20,04% annuo). Rendimento che cresce oltre il 25% grazie alla possibilità di acquistare il prodotto sotto la pari a 93€.
  • Autocall step down: il trigger discendente per l’osservazione autocall permette di mantenere alto il prezzo anche in caso di correzione da parte dei sottostanti ed inoltre, in caso di richiamo alla prima osservazione disponibile consente ottenere un rendimento vicino al 10% in due mesi.
  • Protezione profonda: il valore nominale del certificato a scadenza ed il flusso cedolare sono protetti fino a ribassi del 40% da parte dei sottostanti, lasciando quindi spazio e proteggendo l’investitore anche in caso di importanti correzioni del mercato.

Va infine specificato che investire in certificati espone al rischio di fallimento dell’emittente e al rischio di azzeramento del sottostante, casi che possono provocare la perdita dell’intero investimento. In questo caso l’emittente è Barclays che presenta un rating BBB+ (Standard & Poor’s).

Il basket è composto da quattro aziende ben capitalizzate e patrimonialmente stabili, motivo per cui il rischio azzeramento del sottostante è limitato.

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