Rendimenti dei titoli di Stato ai massimi pluriennali, dagli Usa all’Italia. Cosa dice l’asta del Tesoro di oggi

Ufficio Studi Money.it

29 Settembre 2026 - 15:58

Il Tesoro colloca oggi 8 miliardi di euro tra BTP a 5 e 10 anni e CCTeu, con rendimenti in forte rialzo rispetto alle emissioni comparabili precedenti. È l’ultima tappa di un rialzo dei tassi sovrani che dagli Stati Uniti alla Germania sta spingendo il costo del debito pubblico ai livelli più alti da diversi anni.

Rendimenti dei titoli di Stato ai massimi pluriennali, dagli Usa all’Italia. Cosa dice l’asta del Tesoro di oggi

Il Tesoro italiano ha collocato oggi, martedì 29 settembre, l’intero importo offerto in asta, 8 miliardi di euro, tra due BTP e un CCTeu, ma a un costo sensibilmente più alto rispetto alle emissioni comparabili dei mesi scorsi. Lo stesso giorno il rendimento del Treasury Usa a 10 anni viaggia al 5,22%, ai massimi da metà 2007, mentre il Bund tedesco resta sopra il 3,6%. Il filo che lega Roma, Washington e Berlino è lo stesso da settimane, un intreccio di pressioni fiscali, inflazione energetica persistente e mercati che scontano banche centrali meno accomodanti di quanto si pensasse in primavera.

L’asta di oggi con rendimenti che non vedevamo da tempo

Il Ministero dell’Economia ha collocato un BTP a 5 anni (scadenza 1° febbraio 2032) per 3,5 miliardi di euro a un rendimento del 4,08%, in salita di 63 punti base rispetto all’ultima emissione comparabile; un BTP a 10 anni (scadenza 1° ottobre 2036) per 3 miliardi a un rendimento del 4,58% (+49 punti base); e un CCTeu decennale (scadenza 15 aprile 2036) per 1,5 miliardi, con un rendimento lordo del 3,38%, secondo Ansa e Teleborsa. La domanda complessiva ha ampiamente superato l’offerta su tutte e tre le tranche (rapporto bid-to-cover tra 1,54 e 1,75).

Sul mercato secondario, il differenziale tra BTP e Bund decennali ha aperto stabile a 94 punti base alle 8:40 (Ansa), per poi allargarsi fino a 96 punti in tarda mattinata; il rendimento del BTP decennale già in circolazione era sceso lievemente al 4,57% in apertura, dal 4,58% della vigilia - un livello distinto da quello, leggermente più alto, pagato oggi sul nuovo titolo emesso in asta.

Per chi detiene già BTP in portafoglio, un rendimento di mercato più alto si traduce in un prezzo più basso per i titoli già in circolazione, con un impatto negativo sul valore del portafoglio se rivenduto prima della scadenza. Per lo Stato italiano, invece, il rialzo arriva in un contesto delicato, considerando la procedura Ue per deficit eccessivo che resta aperta dopo la conferma Istat di un deficit 2025 al 3,1% del Pil, mentre il rating sovrano Baa2 con outlook stabile è stato confermato da Moody’s solo lo scorso venerdì. Un costo del debito strutturalmente più alto, se dovesse consolidarsi, peserebbe sui conti pubblici nei prossimi anni.

Un rialzo che non riguarda solo l’Italia

Il contesto è quello di un rialzo diffuso dei rendimenti sovrani globali, in atto da settimane. Il Treasury Usa a 30 anni ha toccato il 5,44% nei giorni scorsi, il livello più alto dal 2004, mentre il decennale ha superato il 5% per la prima volta dal 2007.

Secondo un’analisi pubblicata il 10 settembre da RankiaPro, che raccoglie il giudizio di gestori ed economisti di mercato, il rialzo dei rendimenti riflette tre fattori strutturali più che un singolo evento:

  • l’aumento dei deficit pubblici e della spesa per la difesa, soprattutto in Europa;
  • la competizione per il capitale generata dagli investimenti record nell’intelligenza artificiale;
  • e i flussi globali, con il Giappone che riduce l’attrattiva relativa dei titoli occidentali man mano che i propri rendimenti salgono.

Florian Späte, strategist di Generali Investments citato nella stessa analisi, prevede che «i rendimenti continueranno a subire pressioni al rialzo» nei prossimi mesi, con eventuali cali probabilmente temporanei - una previsione, va detto, e non una certezza.