Riforma delle pensioni: cos’è la Quota 41 per tutti?

La Quota 41 - strumento oggi accessibile ai soli lavoratori precoci - potrebbe essere estesa a tutti; ecco come funziona e in che modo potrebbe portare al superamento della Legge Fornero.

Riforma delle pensioni: cos'è la Quota 41 per tutti?

Da tempo si parla di una Quota 41 per tutti, specialmente dopo che il Centrodestra - con Salvini in primis - e il Movimento 5 Stelle hanno messo in cima alla priorità del nuovo Governo una nuova riforma delle pensioni, rivedendo “al ribasso” i requisiti introdotti dalla Legge Fornero.

Lo stesso Matteo Salvini nel discorso post-elezione dei Presidenti di Camera e Senato ha ribadito che il prossimo Esecutivo dovrà “abbassare le tasse e aumentare le pensioni”; in che modo e da dove verranno prese le risorse per una nuova riforma delle pensioni non è dato sapere, tuttavia sia il Centrodestra che il Movimento 5 Stelle (qualora i due schieramenti politici dovessero governare insieme) ci proveranno.

Molto probabilmente non verrà cancellata la riforma Fornero nella sua interezza, ma questa verrà “superata” attraverso l’introduzione di nuovi strumenti con i quali sarà possibile andare in pensione in anticipo rispetto a quanto accade oggi. Uno di questi strumenti sarà appunto la Quota 41, che già oggi è in vigore ma solamente per alcune determinate categorie di lavoratori.

L’obiettivo è di estendere la Quota 41 per tutti, ma non sarà semplice; nei giorni scorsi, infatti, è arrivato il parere contrario della BCE riguardo ad una possibile cancellazione della Riforma Fornero, dal momento che in Italia la spesa per le pensioni è ancora molto alta e bisognerebbe trovare un rimedio per abbassarla piuttosto che aumentarla ulteriormente.

Ma cos’è la Quota 41 e chi vi può accedere oggi? Scopriamolo di seguito, analizzando tutte le possibili novità introdotte da una futura riforma delle pensioni condivisa da Centrodestra e Movimento 5 Stelle.

La Quota 41 di oggi

La Quota 41 è uno strumento che ad oggi permette ai soli lavoratori precoci - ossia a coloro che hanno iniziato a lavorare prima del raggiungimento della maggiore età - di andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica.

Per accedere alla Quota 41 l’unico requisito richiesto è quello contributivo; come facilmente intuibile dal nome, infatti, è sufficiente aver maturato almeno 41 anni di contributi.

Come anticipato questo strumento è riservato ai soli lavoratori precoci, ovvero a chi prima del compimento dei 19 anni ha lavorato per almeno 12 mesi effettivi (non necessariamente continuativi) e che al 31 dicembre 1995 sia in possesso di un’anzianità contributiva.

Per accedere alla Quota 41 e andare in pensione prima del raggiungimento dei requisiti introdotti dalla Legge Fornero, però, non è sufficiente essere dei lavoratori precoci, poiché bisogna appartenere anche ad una delle seguenti categorie (requisito introdotto con la Legge di Bilancio 2018):

  • lavoratori disoccupati per avvenuto licenziamento o per dimissioni per giusta causa che da almeno 3 mesi non percepiscono l’indennità di disoccupazione NASpI;
  • caregivers, ossia lavoratori (sia dipendenti che autonomi) che assistono da almeno sei mesi un familiare (coniuge o parente di primo grado) convivente affetto da handicap;
  • lavoratori riconosciuti invalidi civili (invalidità almeno al 74%);
  • coloro che per almeno 6 anni negli ultimi 7 - o per 7 negli ultimi 10 - siano lavoratori dipendenti all’interno di una delle 15 professioni gravose indicate dall’ultima manovra finanziaria;
  • lavoratori dipendenti addetti a mansioni usuranti o lavoratori notturni (almeno 64 notti l’anno).

Queste quindi sono le 5 categorie che oggi possono accedere alla Quota 41, andando in pensione una volta maturati 41 anni di contributi. Obiettivo del Centrodestra e del Movimento 5 Stelle è di estendere a tutti i lavoratori questa possibilità, rivedendo quindi completamente la Legge Fornero.

La Quota 41 di domani

La nuova riforma delle pensioni potrebbe prevedere l’estensione della Quota 41 per tutti i lavoratori, indipendentemente dal requisito anagrafico. Tutti quindi potrebbero andare in pensione una volta maturati 40 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica.

Allo stesso tempo ci potrebbe essere l’introduzione della Quota 100 che invece comprende sia l’età anagrafica che gli anni di contributi: nel dettaglio, per andare in pensione con questo strumento è necessario che la somma tra età e contributi maturati dia come risultato 100. Ad esempio si potrebbe andare in pensione a 60 anni e 40 anni di contributi, oppure a 58 con 42 si contributi.

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