Queste 2 azioni corrono a Piazza Affari, +116% e +58% in un anno. E il rally può continuare

Claudia Cervi

5 Febbraio 2026 - 10:10

Cosa c’è davvero dietro il rally di due big del Ftse Mib. Tra dividendi, sinergie industriali e piani strategici, il mercato sta cambiando lettura.

Queste 2 azioni corrono a Piazza Affari, +116% e +58% in un anno. E il rally può continuare

A Piazza Affari sta succedendo qualcosa che gli investitori non possono ignorare. Due titoli che fino a poco tempo fa venivano analizzati separatamente oggi si muovono sempre più come una coppia, dopo che uno è diventato il principale azionista dell’altro e ha aperto la strada a sinergie industriali miliardarie. Il risultato è sotto gli occhi del mercato: negli ultimi dodici mesi una delle due azioni è salita di oltre il 116%, l’altra di quasi il 60%.

Non si tratta soltanto di un rialzo parallelo. Tra piano industriale, integrazione di servizi e nuove prospettive per telecomunicazioni, pagamenti e cloud, il mercato sta iniziando a prezzare un progetto industriale più ampio. E ora la domanda che circola tra gli investitori è sempre la stessa: dopo una corsa così forte, il rally può davvero continuare?

Poste Italiane

Poste Italiane non è più il classico titolo “tranquillo” da dividendo. Il mercato ha cambiato lente e oggi lo tratta come un pilastro da portafoglio. Il fatto che le azioni viaggino stabilmente sopra i 23 euro e sui massimi storici racconta esattamente questo cambio di percezione. Negli ultimi dodici mesi il total return si è avvicinato al 64%, ben oltre la media del settore assicurativo europeo. Non è stato un rimbalzo tecnico, ma una rivalutazione vera del modello di business.

Grafico azioni Poste Italiane Grafico azioni Poste Italiane Fonte Tradingview

Gli investitori stanno comprando visibilità sugli utili, solidità dei conti e una politica di dividendi che resta tra le più generose in Europa. BancoPosta continua a beneficiare di tassi ancora relativamente elevati, con un margine di interesse netto atteso intorno ai 2,7 miliardi sia nel 2025 sia nel 2026. Tradotto in modo semplice, significa redditività prevedibile e flussi di cassa che sostengono la cedola. Le stime indicano dividendi in crescita e un rendimento prospettico che può avvicinarsi al 6,6%. Per molti investitori istituzionali Poste è ormai una rendita evoluta, una posizione da tenere in portafoglio quando i tassi iniziano a scendere e la caccia al rendimento torna centrale.

Poi c’è l’ingresso in TIM che aggiunge una dimensione industriale nuova. E il mercato sta iniziando a prezzarla sempre di più. Qui si capisce perché il titolo continua ad attirare capitali. Non è più solo stabilità, è stabilità con una possibile gamba di crescita.

Telecom Italia

Grafico azioni TIM Grafico azioni TIM Fonte Tradingview

TIM arriva da un 2025 da protagonista, con un rialzo superiore al 116%, e ha iniziato il nuovo anno mantenendosi tra i titoli più forti del Ftse Mib. Il mercato, però, non sta guardando solo al passato. Sta comprando quello che potrebbe arrivare nei prossimi mesi. Al centro dell’attenzione c’è il nuovo piano industriale e, soprattutto, il legame sempre più stretto con Poste Italiane, diventata nel frattempo il principale azionista del gruppo.

Le indiscrezioni parlano di un progetto che punta a mettere insieme telecomunicazioni, pagamenti, servizi digitali ed energia, sfruttando la rete capillare di Poste e le infrastrutture di TIM. Se queste sinergie diventeranno numeri, si parla di oltre un miliardo nel medio periodo. Ed è proprio su questa prospettiva che il mercato sta iniziando a scommettere, più che sui risultati già messi a bilancio.

Gli analisti stanno progressivamente alzando le valutazioni perché vedono catalizzatori che potrebbero non essere ancora pienamente riflessi nei prezzi. Il piano industriale 2026-2029, atteso nei prossimi mesi, è lo snodo chiave. Sarà lì che si capirà se la narrativa diventerà esecuzione.

TIM resta una storia diversa da Poste. Più legata agli eventi, più sensibile alle notizie, ma oggi inserita in un progetto industriale più ampio. Ed è proprio questo cambio di percezione che ha spinto le due azioni a correre insieme e a finire sotto i riflettori del mercato.

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