Quello che nessuno dice sulle azioni UniCredit

Tommaso Scarpellini

25/07/2025

Questa dissonanza, emersa negli ultimi risultati condivisi da UniCredit, è poco discussa, ma mette in luce un elemento chiave da non sottovalutare.

Quello che nessuno dice sulle azioni UniCredit

Gli utili sono saliti e, giustamente, il mercato esulta per l’ottima notizia. Ma quanti si sono accorti che invece i ricavi scendono? E, in effetti, c’è una cosa a cui prestare molta attenzione prima di lasciarsi travolgere dall’entusiasmo.

UCG non si ferma, eppure...

Negli ultimi trimestri UniCredit è riuscita a conquistare titoli di giornale grazie a risultati finanziari sorprendenti. E se si guarda agli utili, il trend continua: il net profit rettificato del secondo trimestre ha toccato quota €2,9 miliardi, in crescita dell’8% su base annua e ben superiore al consensus degli analisti. Un dato che, a prima vista, sembra confermare un trend strutturalmente positivo, rafforzato dalla nuova guidance 2025: l’utile netto atteso è stato alzato a circa €10,5 miliardi, contro una precedente previsione di €9,3 miliardi.

Ma i mercati finanziari raramente sono semplici. Basta scendere un livello più in profondità per rendersi conto che il quadro non è del tutto roseo. Il vero cuore pulsante di una banca sono i ricavi, perché rappresentano la capacità di generare valore prima dei costi e delle ottimizzazioni straordinarie. E qui arriva la nota stonata: i ricavi del Q2 arrivano a €6,1 miliardi, in calo del 3,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Perché questo dato è così importante? Perché, in finanza, un utile netto in crescita a fronte di ricavi in contrazione può segnalare che la performance è sostenuta da fattori non strutturali. Come suggerito da Reuters, emergono degli elementi che merita attenzione, forse troppo poco discussi:

  • Margine d’interesse: €3,5 miliardi, in calo del 2,8% a/a.
  • Commissioni: €2,1 miliardi, in flessione dell’1% a/a.
  • Trading: crollo del 57,7% a/a e del 70% q/q, impatto negativo di circa €335 milioni.

Il campanello d’allarme

Questi numeri parlano di un business che, nella sua componente core, sta mostrando segni di rallentamento. Ed è proprio per questo che l’ottimo utile netto rischia di essere una fotografia parziale: potrebbe derivare più da una gestione costi efficiente o da eventi straordinari che da una reale crescita organica.

Questo è un campanello d’allarme. Non significa che UniCredit sia destinata a una discesa, ma significa che sta nascendo una dissonanza, che prima o poi il mercato potrebbe iniziare a prendere in considerazione dopo la crescita esponenziale del titolo UCG degli ultimi anni.

UCG, 1W UCG, 1W Grafico a candele settimanali del titolo UCG. Fonte: baha.com

Quindi?

Guardare oltre, su titoli molto chiacchierati come UCG è fondamentale: anche se per certi versi, il comparto bancario, e specialmente UCG, arrivano da un periodo di rinascita importante, non è detto che questo possa durare per sempre.