Quanto può valere un investimento di 10.000 euro in azioni UniCredit nel 2028?

Flavia Provenzani

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In attesa della trimestrale, proviamo a immaginare, con tre scenari e qualche calcolo, che cosa potrebbe diventare un investimento di 10.000 euro in azioni UniCredit da qui al 2028.

Quanto può valere un investimento di 10.000 euro in azioni UniCredit nel 2028?

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Negli ultimi cinque anni UniCredit ha regalato agli azionisti una delle cavalcate più spettacolari sulle borse europee. Chi avesse comprato nel momento peggiore, quando il titolo toccava i 7,75 euro, oggi si ritroverebbe con un capitale moltiplicato per quasi dieci volte, risultato che nel settore bancario ha pochi precedenti. Il passato non si compra e, guardando alla banca di Piazza Gae Aulenti, ci domandiamo quanto spazio resti ancora da correre alle azioni UniCredit e quanto pesino i rischi che si addensano all’orizzonte.

Il consiglio di amministrazione chiamato ad approvare i conti del terzo trimestre, inizialmente fissato per oggi, mercoledì 21 ottobre, è stato posticipato all’8 novembre, e i risultati saranno presentati al mercato il giorno successivo, 9 novembre. Sarà proprio quel consiglio a definire l’acconto sul dividendo del 2026, mentre il titolo arriva all’appuntamento dopo un mese difficile, in cui ha lasciato sul terreno oltre il 10%.

Il contesto attuale per le azioni UniCredit

Oggi le azioni UniCredit viaggiano a 74,66 euro secondo i dati di Borsa Italiana, in rialzo dello 0,73% rispetto alla sessione precedente. Siamo lontani dal massimo dell’anno, toccato a 86,42 euro, ma anche ben sopra il minimo di 57,36 euro del 23 marzo, quando i mercati avevano tremato per lo shock energetico.

Con 10.000 euro, a quel prezzo, si possono comprare 133 azioni, per un controvalore di 9.929,78 euro, lasciando da parte i 70,22 euro che avanzano e le commissioni del proprio intermediario. E da questo pacchetto di 133 titoli partiamo per costruire i nostri scenari.

Il motore della crescita di UniCredit? Utili record e una promessa agli azionisti

Per capire che cosa potrebbe valere UniCredit nel 2028 bisogna guardare dentro la macchina, e la macchina in questo momento gira a un regime mai visto. Il primo semestre del 2026 si è chiuso con il miglior risultato della storia del gruppo, oltre 6 miliardi di utile, e a luglio la banca guidata da Andrea Orcel ha alzato le previsioni per l’intero anno, puntando a un utile «ben superiore» agli 11 miliardi, circa 11,5 miliardi esclusi i costi di integrazione. Ne abbiamo parlato nel dettaglio commentando i conti del secondo trimestre.

Lo sguardo del management va però ben oltre il 2026, con il piano «UniCredit Unlimited» che indica un utile superiore ai 13 miliardi nel 2028 e di circa 15 miliardi entro il 2030, con una redditività del capitale tangibile oltre il 23%. Ancora più interessante, per chi ragiona da azionista, è la promessa che accompagna questi numeri. La banca prevede di restituire ai soci circa 30 miliardi di euro nei tre anni del piano e circa 50 miliardi in cinque anni, distribuendo l’80% degli utili, metà in dividendi e metà in riacquisto di azioni proprie.

Sui conti del 2025 UniCredit ha distribuito un divendo di 3,15 euro per azione, il 31% in più dell’anno precedente, mentre per il 2026 ha già annunciato un acconto complessivo di circa 2,8 miliardi, pari a circa la metà del dividendo in contanti dell’anno, con stacco finora previsto per il 23 novembre e pagamento il 25 novembre, date che andranno confermate dopo lo slittamento del consiglio all’8 novembre. Gli analisti stimano per il dividendo pagato nel 2027 una cifra vicina ai 3,85 euro per azione.

Le previsioni degli analisti sulle azioni UniCredit

Secondo il consenso raccolto da MarketScreener, i 18 analisti che seguono il titolo indicano un prezzo obiettivo medio di 94,48 euro, con una forbice che va da un minimo di 78 a un massimo di 113 euro. Il primo valore implica un potenziale rialzo di circa il 26,5% rispetto alla quotazione di oggi, il secondo addirittura di oltre il 51%.

Sul fronte degli utili per azione, le stime medie raccolte da Yahoo Finanza indicano 7,35 euro per il 2026 e 8,41 euro per il 2027. Ai prezzi attuali, significa che il titolo tratta a circa dieci volte gli utili dell’anno in corso, un multiplo che resta contenuto per una banca capace di una redditività tra le più alte d’Europa.

Tre scenari per il 2028 per le azioni UniCredit

Trasformare queste cifre in una previsione è un esercizio che va maneggiato con cura, perché nessuno conosce il prezzo di domani, figuriamoci quello di due anni. Possiamo però costruire tre scenari ragionevoli, tenendo conto anche dei dividendi che le 133 azioni incasserebbero lungo la strada.

Per prudenza ipotizziamo un dividendo stabile di 3,85 euro l’anno per due anni, anche se il piano promette una crescita a doppia cifra, per un totale lordo di 1.024,10 euro che, al netto della tassazione del 26%, diventa 757,83 euro.

Lo scenario favorevole immagina che UniCredit centri i suoi obiettivi, che la partita su Commerzbank si chiuda in modo vantaggioso e che il mercato premi la banca fino al prezzo obiettivo più alto, 113 euro. In questo caso le 133 azioni varrebbero 15.029 euro, che con i dividendi netti salirebbero a 15.786,83 euro, con un guadagno di quasi il 58%.

Lo scenario intermedio parte dagli obiettivi della banca. Se l’utile passasse dagli 11 miliardi del 2026 ai 13 miliardi del 2028, l’utile per azione crescerebbe di circa il 18%, arrivando intorno agli 8,69 euro, e se il mercato continuasse a valutare il titolo a circa dieci volte gli utili, come fa oggi, il prezzo si porterebbe intorno agli 88,24 euro. Le 133 azioni varrebbero allora 11.735,92 euro, che con i dividendi diventerebbero 12.493,75 euro, con un guadagno di circa il 25%. È uno scenario che non conteggia l’effetto dei riacquisti di azioni proprie, che riducendo il numero dei titoli in circolazione farebbero crescere ancora l’utile per azione.

Infine, lo scenario sfavorevole, infine, immagina che le nuvole si addensino tutte insieme, tra rallentamento dell’economia, tensioni sullo spread e una vicenda Commerzbank più costosa del previsto, e che il titolo torni ai minimi di quest’anno, a 57,36 euro. In questo caso le 133 azioni varrebbero 7.628,88 euro, e nemmeno i dividendi basterebbero a colmare la perdita, fermando il conto a 8.386,71 euro, con una perdita di circa il 16%.

I rischi da non sottovalutare

La storia recente insegna che le banche sono titoli capaci di correre come lepri e di cadere come pietre e UniCredit non fa eccezione. Il primo fronte di incertezza si chiama Commerzbank. La banca italiana controlla ormai il 47,59% del capitale dell’istituto tedesco, dopo l’offerta pubblica di scambio chiusa a luglio, ma Berlino resta ostile e la Commissione europea ha tempo fino al 16 novembre per pronunciarsi sull’operazione. Un’integrazione riuscita potrebbe sprigionare sinergie importanti, mentre uno stallo prolungato immobilizzerebbe capitale che potrebbe altrimenti tornare agli azionisti.

C’è poi il rischio che arriva dai titoli di Stato. Le banche italiane detengono grandi quantità di BTP, e quando lo spread si allarga il valore di quei portafogli si assottiglia, come si è visto nelle ultime sedute, quando i bancari sono stati tra i titoli più venduti di Piazza Affari. Il terzo rischio è politico e riguarda la manovra 2027, con la proposta di un contributo strutturale a carico delle banche che, se approvata, peserebbe sugli utili del settore.

Ancora, il rialzo deciso dalla BCE a settembre sostiene il margine di interesse, ma un’economia che rallenta potrebbe far salire i crediti deteriorati e il costo del rischio, erodendo dall’altro lato i guadagni.

Allora, conviene comprare azioni UniCredit?

UniCredit oggi offre una combinazione rara nel panorama europeo, fatta di utili in crescita, una politica di distribuzione tra le più generose del settore e una valutazione che, almeno sui multipli, non appare tirata. Chi entra adesso compra però anche un pacchetto di incertezze che il mercato sta prezzando proprio in queste settimane, dalla scalata tedesca alla politica italiana, passando per lo spread.

Più che inseguire il prezzo di un singolo giorno, chi valuta il titolo farebbe bene a guardare i conti del 9 novembre, le indicazioni sull’acconto del dividendo che arriveranno nella stessa occasione e la decisione della Commissione europea su Commerzbank, attesa entro il 16 novembre, ricordando che nessuno scenario, per quanto ragionato, è una promessa. Come tutte le azioni, UniCredit può rendere molto, ma può anche far perdere una parte del capitale e il peso di un singolo titolo in un portafoglio dovrebbe sempre restare proporzionato alla propria tolleranza al rischio, secondo le buone regole del money management.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.

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Il mercato ha già prezzato tutto, e la volatilità attuale suggerisce che il passato potrebbe non ripetersi. Chi scommette su UniCredit rischia di rimanere deluso.

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