Il prezzo del petrolio continua a salire mentre le preoccupazioni relative a possibili carenze nell’offerta si fanno sempre più grosse, con le scorte degli Stati Uniti in costante contrazione e nuove complicazioni geopolitiche sorte a seguito dei recenti scontri in Ucraina. Attualmente, il petrolio WTI è quotato poco più di $80 al barile e anche da un punto di vista tecnico, sembra esserci ancora spazio per una prosecuzione del trend.
Cosa sta facendo salire il prezzo del petrolio?
Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA), i mercati petroliferi potrebbero trovarsi di fronte ad un significativo deficit di offerta, e questa ipotesi sembra riguardare tutto il 2024. Queste considerazioni si pongono su un piano diametralmente opposto rispetto alle precedenti previsioni, le quali indicavano una forte possibilità di un surplus, motivo per il quale il prezzo del petrolio è continuato a scendere nell’ultimo periodo.
Per quale motivo c’è stato quindi questo cambio drastico delle aspettative? A quanto pare, l’Arabia Saudita e i suoi partner prolungheranno i limiti di produzione fino alla metà dell’anno. Non c’è ancora stata una conferma proveniente dall’OPEC.
In aggiunta, le scorte di benzina statunitensi sono scese per la sesta settimana consecutiva ai minimi di tre mesi, così come le scorte di greggio. Situazione appesantita ulteriormente dai contesti bellici: ad esempio gli attacchi ucraini di questa settimana alle raffinerie russe.
Queste considerazioni sono state sufficienti per generare un primo apprezzamento del prezzo del petrolio, il quale ha altresì generato un innalzamento generalizzato dei futures sul petrolio e sulle altre materie prime a sfondo energetico.
Anche il dato sull’inflazione USA, riportato superiore rispetto alle aspettative degli analisti, sembra giocare un ruolo favorevole a una crescita del prezzo del petrolio. Il raffreddamento del sistema economico globale non sembra ancora essere arrivato.
Petrolio Brent e WTI, uno sguardo al grafico
I prezzi del petrolio stanno aumentando rispetto ai minimi dei mesi precedenti. Si osserva un’attenzione particolare verso il prezzo dei futures Brent; con il superamento degli $84, si è raggiunto il massimo dell’ultimo trimestre. L’indice di volatilità del CME, l’OVX, del prezzo del petrolio non sembra aumentare, evidenziando la linearità nella crescita dei prezzi di queste settimane. Il prezzo del gas naturale, ad esempio, non sembra mantenere toni rialzisti come il petrolio, nonostante i deprezzamenti del DXY (indice del dollaro) dell’ultimo periodo, che avrebbe dovuto comportare un impennata nel prezzo generalizzato delle materie prime. Questo attribuisce particolare forza relativa all’andamento del petrolio.
Il prezzo del petrolio WTI ha ora invece superato i $80, diretto verso i massimi di settembre 2023, posizionati poco sopra i $90. Sembra esserci ancora spazio di crescita dal punto di vista tecnico, con un oscillatore RSI su timeframe giornaliero e settimanale ancora vicino ai 50 punti, in un range di presumibile indifferenza grafica.
WTI, 1D
Grafico a candele giornaliere del petrolio WTI. Fonte: baha.com