Prezzo carburanti, gasolio e benzina. Le nuove previsioni

Alessandro Nuzzo

1 Gennaio 2026 - 12:24

Dal 1° gennaio scatta il riallineamento delle accise voluto dal Governo. Di conseguenza il diesel costerà di più. Ecco i nuovi prezzi.

Prezzo carburanti, gasolio e benzina. Le nuove previsioni

Da oggi, 1° gennaio 2026, scattano nuovi rincari in Italia. Tra gli aumenti previsti c’è anche quello che riguarda il costo del diesel. Entra infatti in vigore il riallineamento delle accise così come stabilito dalla Legge di Bilancio. Per anni le accise sul gasolio sono state inferiori rispetto a quelle sulla benzina e questa differenza si rifletteva anche alla pompa, con la verde che arrivava a costare fino a circa 10 centesimi in più al litro.

Da oggi prende ufficialmente il via il percorso di riallineamento che porterà, nei prossimi anni, benzina e diesel ad avere un prezzo sostanzialmente identico. Nel 2026 il gasolio subirà un aumento di 4,05 centesimi al litro dovuto all’incremento delle accise. Un rincaro che coinvolgerà circa 16,6 milioni di automobilisti che guidano veicoli alimentati a diesel, mentre a beneficiare della misura saranno soprattutto le casse dello Stato, che incasseranno circa 552 milioni di euro di gettito aggiuntivo.

Le nuove disposizioni varate dal Governo prevedono infatti l’allineamento delle accise tra benzina e diesel, fissandole entrambe a 672,90 euro per mille litri. In termini pratici, ciò significa che il gasolio subirà un aumento di circa 50 euro per metro cubo, mentre la benzina registrerà una riduzione di entità simile.

Diesel, gli effetti dell’aumento sulle tasche degli automobilisti

Tenendo conto anche dell’IVA al 22%, da gennaio un pieno di gasolio da 50 litri costerà circa 2,47 euro in più rispetto ai prezzi precedenti. Su base annua, ipotizzando due rifornimenti al mese, l’aumento si traduce in un aggravio di circa 59,3 euro per ogni autovettura. Se però si considera anche l’incremento di 1,5 centesimi già scattato lo scorso maggio, il rincaro complessivo sale a 3,38 euro per pieno, con una spesa aggiuntiva di circa 81,1 euro all’anno.

Così come aumentano le accise sul diesel, in modo analogo quelle sulla benzina dovrebbero diminuire in virtù del riallineamento a metà strada. Non è però scontato che questa riduzione si rifletta realmente sul prezzo finale alla pompa. Secondo il Codacons, il ribasso rischia di restare soltanto teorico. In passato, infatti, le diminuzioni delle accise non si sono quasi mai tradotte in cali evidenti dei prezzi, a differenza dei rincari, che sono stati immediatamente visibili.

Già a maggio, quando l’accisa sul gasolio è aumentata di 1,5 centesimi, il prezzo alla pompa è salito subito, mentre per la benzina, nonostante la riduzione dell’accisa della stessa entità, i ribassi sono stati minimi. Va comunque ricordato che i prezzi della verde restano su livelli relativamente bassi, tra i più contenuti dal 2021.

Il ministero delle Imprese e del Made in Italy} ha confermato che dal 26 novembre 2025 si è registrato un sensibile calo dei prezzi dei carburanti. In media, la benzina è scesa a 1,68 euro al litro e il gasolio a 1,64 euro, con riduzioni rispettivamente di 0,2 e 0,1 centesimi rispetto al giorno precedente. La flessione è legata soprattutto al calo delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e dei raffinati, ma anche al periodo festivo, durante il quale l’aumento degli spostamenti ha reso più evidente l’impatto positivo della discesa dei prezzi.

In sintesi, se per gli automobilisti il diesel diventerà più caro, per la benzina non è affatto certo che il beneficio si traduca in un reale sconto alla pompa, nonostante prezzi che restano comunque su livelli bassi come non si vedevano da anni.

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