Quale sarà l’annuncio della Fed sui tassi USA, dopo la riunione del FOMC che inizierà nella giornata di domani, per concludersi dopodomani, mercoledì 28 ottobre? Quali sono le previsioni degli analisti?
I tassi americani viaggiano all’interno della forchetta compresa tra il 3,75% e il 4%, dopo l’ultima riunione, che risale allo scorso 16 settembre. Alla fine di quel meeting, la Banca centrale americana ha annunciato una stretta monetaria di 25 punti base, che ha portato i tassi sui fed funds al range attuale.
Tassi USA, cosa deciderà di fare la Fed dopo la riunione di ottobre
La decisione è stata considerata necessaria a causa del trend del tasso di inflazione USA, che continua a viaggiare a ritmi decisamente più elevati rispetto al target della Federal Reserve, pari al 2%.
L’annuncio della prossima decisione sui tassi della Fed è atteso alle 14 ora di New York, dunque alle 19 ora italiana, in quanto negli Stati Uniti l’ora solare tornerà il prossimo 1° novembre.
In Italia, le lancette dell’orologio sono tornate invece già indietro nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre.
Il Presidente della Fed Kevin Warsh prenderà la parola alle 19.30 ora italiana.
Nonostante l’inflazione abbia continuato a correre negli Stati Uniti - l’ultimo dato relativo all’indice dei prezzi al consumo indica una crescita dei prezzi su base annua, a settembre, del 3,7%, il consensus degli analisti ritiene che la Fed lascerà i tassi al valore attuale.
Le previsioni destano qualche perplessità, dal momento che, a rimanere sopra la soglia del 2%, è anche l’inflazione core, ovvero l’inflazione depurata dai prezzi dei beni energetici e alimentari, che è salita a settembre del 2,6% su base annua.
Non solo inflazione, occhio alle indicazioni emerse dai Non Farm Payrolls
Ma la Federal Reserve di Kevin Warsh vuole prendersi una pausa prima di considerare l’eventuale necessità di procedere a un altro rialzo dei tassi USA.
C’è poi un altro dato che frena la Fed dall’alzare i tassi USA in modo troppo aggressivo: quello dei Non Farm Payrolls, che nel mese di settembre, come indicato qualche settimana fa, sono saliti di appena 29.000 unità, dopo il balzo di 162.000 di agosto, risultando inferiori alle attese, a fronte di un tasso di disoccupazione USA che è aumentato al 4,2% rispetto al 4,1% di agosto.
In più, il numero dei posti di lavoro creati a luglio ed agosto è stato rivisto al ribasso di 60.000 unità rispetto a quanto reso inizialmente noto.
I dati sull’occupazione non avranno preoccupato in modo eccessivo la Fed di Warsh, ma hanno sicuramente indotto alcuni economisti a mostrarsi più cauti sul trend del PIL USA atteso per la fine dell’anno e nel corso del 2027.
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Cosa prevedono i mercati. Il messaggio del CME FedWatch Tool
Mercati ed economisti ritengono così che la Fed di Warsh, per ora, non si muoverà.
Nello specifico, il CME FedWatch Tool, che monitora le speculazioni dei trader sulle prossime mosse della Fed, scommette su un nulla di fatto al termine della riunione di ottobre alle porte con una probabilità decisamente alta, che si aggira attorno al 91%, mentre la probabilità di una stretta monetaria è pari ad appena il 9% circa.
Per quanto riguarda la view degli economisti, dal sondaggio lanciato da Reuters nei giorni compresi tra il 16 e il 20 ottobre, è risultato che la maggioranza degli economisti interpellati, 94 su 100, prevede che i tassi sui fed funds rimarranno inchiodati al range compreso tra il 3,75% e il 4%.
Ma per gli economisti i rialzi non sono finiti. C’è’ chi punta su altre due strette
I rialzi, tuttavia, non sono finiti, in quanto tutti i 100 economisti interpellati hanno detto di prevedere un’altra stretta monetaria a dicembre: un forte cambiamento rispetto al sondaggio dell’ultimo mese quando, a prevedere una nuova mossa a dicembre, era stato un numero inferiore alla metà degli esperti interpellati.
Guardando sempre in avanti, quasi il 60% degli economisti che hanno partecipato al sondaggio ha sottolineato di ritenere che i tassi saliranno fino a toccare un picco, alla forchetta compresa tra il 4% e il 4,25%.
Ma il resto, 38 su 92, prevede almeno due altre strette monetarie, in rialzo rispetto a chi aveva formulato lo stesso outlook a settembre, pari ad appena 1/5. L’inflazione, d’altronde, continua a mordere, e il suo trend dipenderà molto dall’evoluzione delle tensioni in Medio Oriente, che dettano ancora legge ai mercati. Le dichiarazioni che saranno rilasciate dal presidente della Fed Kevin Warsh nella conferenza stampa successiva all’annuncio sui tassi, per quanto il Presidente sia contrario alla forward guidance, potranno dunque far capire agli investitori come potrebbe muoversi la Fed in occasione della prossima riunione del Federal Open Market Committee (FOMC), l’ultima dell’anno, in calendario l’8-9 dicembre 2026.
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