Piazza Affari, la classifica delle 10 migliori azioni da dividendo (aprile 2026)

Claudia Cervi

27 Marzo 2026 - 08:23

Con mercati in calo e volatilità in aumento, trovare dividendi sicuri è più difficile. Ecco le 10 migliori azioni italiane ad aprile 2026.

Piazza Affari, la classifica delle 10 migliori azioni da dividendo (aprile 2026)

Ad aprile investire per incassare dividendi potrebbe essere più complicato di quanto sembri. E il rischio è scegliere i titoli sbagliati proprio adesso. La guerra in Iran ha riacceso la volatilità globale, fatto salire petrolio e inflazione e riportato in primo piano uno scenario di paura e incertezza. Le Borse europee hanno bruciato centinaia di miliardi in pochi giorni e gli indici hanno invertito la rotta.

Gli effetti si sono visti direttamente nei portafogli, dove molti titoli, anche tra i più solidi del listino italiano, hanno già perso tra il 5% e il 16% dai massimi di febbraio e marzo. In questo contesto, la caccia al dividendo rischia di trasformarsi in una trappola. Perché quando il mercato si muove così velocemente, quel 7% o 8% di dividend yield che fa gola può essere cancellato in poche sedute da un ribasso dei prezzi. E spesso dietro i rendimenti più alti si nascondono proprio i titoli più esposti al ciclo, quelli che soffrono di più quando aumenta l’incertezza.

Ecco allora le 10 azioni italiane da dividendo da tenere d’occhio ad aprile 2026.Perché non tutti i dividendi sono uguali, alcuni reggono anche quando il mercato scende, altri no.

Titolo Dividendo per azione Dividend Yield
Intesa Sanpaolo 0,376 € 7,4%
Poste Italiane 1,25 € 6,3%
Azimut 2 € 6,2%
Rai Way 0,33 € 5,7%
Enel 0,49 € 5,3%
Enav 0,29 € 5,3%
Snam 0,3021 € 4,8%
Eni 1,05 € 4,5%
Generali 1,46 € 4,3%
Terna 0,396 € 4,2%

1) Intesa Sanpaolo, dividendo al 7,4% (tra i più alti del listino)

Intesa Sanpaolo resta uno dei punti di riferimento per chi cerca dividendi a Piazza Affari. La cedola da 0,376 euro per azione è infatti tra le più generose del listino italiano.

La banca continua a beneficiare di una forte capacità di generare utili, sostenuta da margini elevati e da una struttura patrimoniale solida. A questo si aggiungono politiche di distribuzione chiare e, negli ultimi anni, anche operazioni di buyback che rafforzano il ritorno per gli azionisti.

Il rendimento al 7,4% resta tra i più interessanti del listino, ma il titolo viene osservato anche in prospettiva, in un contesto in cui il mercato guarda sempre di più alla tenuta degli utili nei prossimi mesi.

2) Enel, dividendo sicuro

Enel è un altro dei nomi più solidi quando si parla di dividendi a Piazza Affari. Il gruppo elettrico continua a offrire una delle cedole più prevedibili del listino, grazie a un business in larga parte regolato e a una forte esposizione alle reti e alle rinnovabili.

Il dividendo da 0,49 euro per azione conferma questa impostazione: crescita graduale, senza strappi, ma con una visibilità che pochi altri titoli possono garantire. È proprio questa continuità a renderlo un punto di riferimento per chi costruisce un portafoglio orientato al reddito.

A sostenere la distribuzione contribuiscono flussi di cassa stabili e un modello di business meno esposto alle oscillazioni del ciclo economico rispetto ad altri settori.

Il rendimento non è il più alto del listino (al 5,3%), ma è tra quelli che il mercato considera più affidabili nel tempo e in crescita costante (+4% circa rispetto al dividendo del 2024). Ed è questo che, in una fase di maggiore incertezza, fa la differenza.

3) Eni, dividendo solido e in crescita

Dividendo atteso: 1,05 euro per azione
Dividend yield: 4,5%

Eni continua a essere uno dei titoli più solidi per chi cerca dividendi nel settore energetico. A sostenere la cedola è l’impennata improvvisa dei prezzi di petrolio e gas, ma soprattutto la capacità del gruppo di generare flussi di cassa in crescita, in particolare nel segmento upstream.

Le stime indicano un miglioramento significativo nei prossimi anni, con un flusso di cassa libero atteso in aumento grazie a una combinazione di fattori: maggiore efficienza operativa, riduzione degli investimenti e margini più elevati. A questo si affianca una crescita della produzione stimata tra il 3% e il 4% annuo e un tasso di sostituzione delle riserve che rafforza la visibilità sul lungo termine.

Sono elementi che il mercato sta già incorporando nelle valutazioni. Anche gli analisti restano positivi: Barclays ha recentemente alzato il target price a 28,5 euro, indicando un potenziale di rialzo superiore al 20% rispetto ai livelli attuali.

Sul fronte della remunerazione, Eni mantiene un approccio molto chiaro. Il gruppo punta a distribuire l’intero flusso di cassa incrementale in scenari favorevoli, tra dividendi e buyback. Elementi che lo rendono una presenza stabile nei portafogli orientati al reddito

4) Generali, yield più basso ma prevedibile

Dividendo atteso a 1,46 euro per azione
Dividend yield del 4,3%

Generali offre un dividend yield più contenuto rispetto ad altri titoli della lista, ma è sostenuto da utili stabili e da un business meno esposto alle oscillazioni del ciclo economico. È questo che nel tempo ha permesso una crescita costante dei dividendi.

I conti del 2025, chiusi con risultati record, hanno rafforzato ulteriormente questa traiettoria, con un dividendo in aumento e un nuovo programma di buyback da 500 milioni. Un segnale di continuità nella politica di remunerazione.

Non è il titolo che sorprende per rendimento, ma è uno di quelli che il mercato continua a premiare per la sua capacità di garantire stabilità anche nelle fasi più incerte.

In un mercato come quello attuale, la differenza non la fa il rendimento più alto, ma la tenuta nel tempo.

5) Snam, dividendo del 4,8%

Dividendo atteso pari a 0,3021 euro per azione
Dividend yield del 4,8%

Snam è uno dei titoli più presenti nei portafogli da dividendo. I ricavi stabili, legati a infrastrutture energetiche strategiche, offrono infatti una visibilità sui flussi di cassa che pochi altri possono garantire.

Non è un titolo che corre, ma è uno di quelli che nel tempo fanno il loro lavoro senza sorprese.

I numeri del 2025 vanno in questa direzione: ricavi a 3,9 miliardi (+8,9%), EBITDA a 2,97 miliardi (+7,8%) e utile netto oltre 1,4 miliardi (+10,3%). Su queste basi, il gruppo ha proposto un dividendo di 0,3021 euro per azione, in crescita del 4%.

Anche le prospettive restano solide, sostenute dall’aumento della RAB e da un piano di investimenti che continua a rafforzare la visibilità su utili e cassa nei prossimi anni.

6) Terna

Terna opera in un contesto di monopolio naturale nella trasmissione dell’energia elettrica. Questo le consente di generare ricavi altamente prevedibili, indipendenti dalle oscillazioni del ciclo economico.

Nel 2025 i numeri sono cresciuti ancora, con ricavi sopra i 4 miliardi (+9,6%), EBITDA a 2,75 miliardi (+7,2%) e utile netto a 1,11 miliardi (+4,7%). Ma il dato che spicca è quello sugli investimenti, saliti a 3,5 miliardi, il livello più alto mai raggiunto dal gruppo.

Il dividendo continua a crescere (quello relativo al 2025 è pari a 0,396 euro per azione, con yield del 4,2%) in linea con una politica che punta più sulla continuità che su rendimenti elevati.

Dunque è uno di quelli che il mercato continua a considerare affidabili, soprattutto quando aumenta l’incertezza.

7) Poste Italiane, dividendo in aumento e yield al 6,3%

Poste Italiane è un caso particolare nel panorama italiano. Non è solo un operatore postale, ma un gruppo che spazia tra servizi finanziari, assicurativi e pagamenti digitali.

Questa diversificazione permette di sostenere dividendi interessanti, anche se l’evoluzione del business rende il titolo meno “lineare” rispetto alle utility tradizionali.

Il 2025 si è chiuso con risultati record, con ricavi a 13,1 miliardi (+4%), risultato operativo a 3,24 miliardi (+10%) e utile netto a 2,2 miliardi (+10%).

Numeri che hanno permesso al gruppo di rafforzare ulteriormente la remunerazione degli azionisti. Il dividendo è salito a 1,25 euro per azione (+16%), con un payout superiore al 70% e una distribuzione complessiva di circa 1,6 miliardi.

Il dividendo (pari a 1,25 euro per azione e dividend yield del 6,3%) è tra i più interessanti del listino, ma è soprattutto la continuità della distribuzione (quasi 9 miliardi agli azionisti dal 2016) a rafforzare il posizionamento del gruppo nei portafogli orientati al reddito.

8) Enav, dividendo stabile anche con utili in calo

Dividendo atteso: 0,29 euro per azione
Dividend yield: 5,3%

Enav è uno dei titoli più interessanti tra le infrastrutture italiane quando si parla di dividendi. Il business è regolato e legato alla gestione del traffico aereo civile, con una buona visibilità sui ricavi nel medio periodo.

Il 2025 ha mostrato qualche segnale di rallentamento, con ricavi a 1,02 miliardi (-1,2%), EBITDA in calo a 252 milioni e utile netto sceso a 93 milioni. Un andamento legato soprattutto al nuovo periodo regolatorio e all’aumento dei costi operativi.

Nonostante questo, la generazione di cassa resta solida. Il free cash flow ha superato i 260 milioni, permettendo al gruppo di ridurre l’indebitamento e sostenere la politica dei dividendi.

Il dividendo si mantiene infatti stabile, con una cedola pari a 0,29 euro per azione per il 2025 e di 0,30 euro per il 2026.

9) Rai Way

Dividendo atteso: 0,33 euro per azione
Dividend yield: 5,7%

Rai Way resta uno dei titoli più lineari quando si parla di dividendi. Il business è legato alle infrastrutture di trasmissione e si basa su contratti di lungo periodo, che garantiscono ricavi prevedibili.

Nel 2025 i numeri sono rimasti solidi, con ricavi in crescita a 282,8 milioni (+2,4%) ed EBITDA a 191,8 milioni (+3,3%). L’utile netto è rimasto stabile poco sotto i 90 milioni, a conferma di un modello che continua a generare cassa in modo regolare.

Su queste basi, il gruppo ha proposto un dividendo di 0,33 euro per azione, in linea con una politica che punta sulla stabilità della cedola nel tempo.

Le prospettive per il 2026 restano sostanzialmente in continuità, con risultati attesi stabili e investimenti sotto controllo.

Non è un titolo che cresce rapidamente, ma è uno di quelli che viene scelto per la visibilità dei flussi e la regolarità dei dividendi.

10) Azimut, rendimento del 6,2% ma più esposto al mercato

Dividendo atteso: 2 euro per azione
Dividend yield: 6,2%

Azimut chiude la classifica con uno dei payout più generosi del listino. Il gruppo di asset management distribuisce una parte significativa degli utili e offre rendimenti sempre interessanti.

Nel 2025 i risultati hanno mostrato un andamento misto: ricavi a 1,4 miliardi, utile netto in calo a circa 526 milioni, ma con una crescita significativa delle componenti ricorrenti. È proprio questo il punto chiave, perché dà maggiore visibilità alla capacità di generare utili nel tempo.

La posizione finanziaria resta solida, con cassa netta positiva, mentre per il 2026 il gruppo punta a un utile intorno ai 550 milioni, a condizioni di mercato normali.

La controparte è una maggiore esposizione ai mercati finanziari: quando la raccolta rallenta o i mercati correggono, anche i dividendi possono diventare meno prevedibili.

Per questo Azimut resta una scelta interessante per i dividendi, ma con un profilo di rischio più alto rispetto agli altri nomi della lista.