Pensioni, ultime notizie: anche l’Inps vuole Quota 41 per tutti

Riforma pensioni: per il Presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, Quota 41 per tutti è un’opzione. Ma ci devono essere delle agevolazioni per i lavoratori gravosi.

Pensioni, ultime notizie: anche l'Inps vuole Quota 41 per tutti

Pensioni: l’argomento di discussione nel 2020 sarà Quota 41 per tutti.

Governo permettendo, infatti, l’estensione di Quota 41 potrebbe essere il punto di svolta con cui si cercherà di superare quanto previsto dalla Legge Fornero del 2011.

Dopo le parole del Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, la quale ha confermato che obiettivo del Governo è superare la riforma Fornero, ecco che anche il Presidente dell’Inps ha parlato di Quota 41 per tutti come prossima misura di flessibilità.

Pasquale Tridico si è detto favorevole all’idea di superare gli attuali paletti previsti per la pensione con 41 anni di contributi, aprendo alla possibilità che questa opzione di pensionamento possa essere riconosciuta a tutti i lavoratori.

Oggi, infatti, Quota 41 è un’agevolazione per i soli lavoratori precoci, ossia per coloro che hanno cominciato a lavorare fin dalla giovane età (per almeno 12 mesi prima del compimento dei 19 anni).

Pur aprendo a Quota 41 per tutti il Presidente dell’Inps ha voluto comunque fare delle precisazioni in merito; vediamo quali analizzando le parole pronunciate da Pasquale Tridico in queste ultime ore.

Tridico (Presidente Inps): “Sulle pensioni sono favorevole a Quota 41 per tutti

Il Presidente dell’Inps ha parlato di Quota 41 a margine dell’evento di presentazione del “rendiconto sociale 2017-2018” dell’Inps che si è tenuto in questi giorni a Cagliari.

Interpellato su Quota 41, Tridico ha detto che l’estensione a tutti i lavoratori può essere “un’opzione”, ma bisogna fare molta attenzione a non prevedere una “quota strettamente rigida”.

Secondo Tridico si può sì consentire a tutti i lavoratori di smettere di lavorare, indipendentemente dall’età, con 41 anni di contributi, tuttavia bisognerebbe prevedere dei correttivi “puntuali e precisi per tutelare determinate categorie. Ricordiamo, infatti, che oggi Quota 41 è una misura che tutela esclusivamente determinati lavoratori, quali ad esempio gli addetti a mansioni usuranti e gravose.

Estendendola a tutti ci sarebbe invece una generalizzazione che secondo Tridico potrebbe essere “dannosa” per il sistema; ecco perché contemporaneamente all’estensione di Quota 41 dovrebbe esserci l’introduzione di un nuovo sistema di uscite flessibili per tutti, in base al coefficiente di gravosità del lavoro.

Quindi, più la professione svolta è riconosciuta come particolarmente gravosa e più veloce sarebbe l’accesso alla pensione; d’altronde è proprio in ottica di questo obiettivo che si colloca la Commissione sui lavori gravosi a cui la Legge di Bilancio 2020 dovrebbe dare avvio ai lavori.

Tridico: “Quota 41 da sola non è un’alternativa alla Fornero

Ecco perché secondo il Presidente dell’Inps la sola Quota 41 per tutti non può rappresentare una valida alternativa alla Legge Fornero; in una società complessa come la nostra, dove ci sono molte differenze tra le varie professioni, infatti, non è possibile generalizzare i requisiti per la pensione.

L’intero sistema dovrebbe girare attorno al sistema dei coefficienti di gravosità”, ha dichiarato a tal proposito Tridico; insomma, 41 anni di lavoro sono sufficienti, ma per alcune categorie sono persino troppi.

Pensione con Quota 41: Salvini è d’accordo con il Presidente dell’Inps

Nel frattempo non si placa la polemica di Matteo Salvini nei confronti del nuovo Governo Conte; ancora una volta il leader della Lega ha fatto notare il passo indietro che è stato fatto dall’attuale maggioranza sul fronte pensioni, visto che nella Legge di Bilancio 2020 non ci sono misure in merito.

A tal proposito Salvini ha ribadito quali saranno i suoi progetti qualora dovesse tornare al Governo: confermare Quota 100 in via definitiva ed estendere a tutti la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi. “Il contrario di quello che vuole fare Renzi”, ha ricordato Salvini.

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3 commenti

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Pisces • 1 settimana fa

Sono tutte misure che possono andare bene ancora per qualche tempo, diciamo pochi anni. Poi, comincia ad essere il turno di persone come me, nati dalla metà degli anni 60 in poi, magari laureati, che hanno (non per colpa loro) una situazione contributiva farraginosa, discontinua o che comunque mai arriveranno a quota 40 o 41 se non a 75-80 anni di età (ammesso che ci arrivino a quell’età)...no, bisogna veramente pensare ad un welfare molto diverso da quello attuale.

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Giuseppe • 1 settimana fa

Vorrei sapere a che età si va in pensione chi non ha 20 anni di contributi è ne ha più di 5 anni,
Visto che con 20 si va a 67, è con Max 5 a 71 anni , perciò da più di 5 fino a 19 anni non c’è età pensionabile?

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Giuseppe • 1 settimana fa

Vorrei sapere a che età si va in pensione chi non ha 20 anni di contributi è ne ha più di 5 anni,
Visto che con 20 si va a 67, è con Max 5 a 71 anni , perciò da più di 5 fino a 19 anni non c’è età pensionabile?

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