Pensione, quanti anni di lavoro ti mancano? Scoprilo in questa tabella

Simone Micocci

26 Settembre 2026 - 12:32

Quanto manca alla pensione? Consulta le tabelle per stimare gli anni di lavoro ancora necessari in base alla tua età e ai contributi versati.

Pensione, quanti anni di lavoro ti mancano? Scoprilo in questa tabella

Quando potrai andare in pensione? Per scoprirlo, oltre a conoscere il tuo anno di nascita, devi tenere in considerazione anche quanti contributi hai versato e, soprattutto, quale forma di pensionamento puoi utilizzare.

C’è chi deve aspettare di raggiungere una determinata età e chi, invece, può lasciare il lavoro una volta accumulati gli anni di contributi richiesti. Per questo due persone nate nello stesso anno potrebbero andare in pensione in momenti molto diversi.

A tal proposito, nelle tabelle che seguono puoi farti un’idea di quanto manca alla pensione in base al tuo anno di nascita o a quando hai iniziato a lavorare. Il calcolo prende come riferimento i requisiti previsti nel 2026, ricordando che per il 2027 è già stabilito un aumento di un mese, che diventerà complessivamente di tre mesi nel 2028. Con il rischio poi di altri tre mesi in più nel 2029.

La tua data effettiva di pensionamento potrebbe quindi essere più lontana di quanto indicato nelle tabelle.

Prima di fare i conti, può esserti utile consultare le regole per andare in pensione aggiornate al 2026. Se invece vuoi sapere come cambieranno i requisiti nei prossimi anni, trovi qui il nostro approfondimento.

Quanto ancora devi lavorare in base all’anno di nascita

Come anticipato, alcune misure pensionistiche richiedono il raggiungimento di una determinata età anagrafica. Tra queste ci sono:

  • la pensione di vecchiaia, per la quale nel 2026 servono 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. Per chi ha iniziato a versare contributi dal 1996 è richiesto anche che la pensione sia almeno pari all’Assegno sociale;
  • la pensione anticipata contributiva, accessibile nel 2026 a 64 anni di età con almeno 20 anni di contributi effettivi. È riservata a chi non ha contributi precedenti al 1996 e richiede una pensione pari ad almeno 3 volte l’Assegno sociale. La soglia scende a 2,8 volte per le donne con un figlio e a 2,6 volte per quelle con almeno due figli;
  • la pensione di vecchiaia contributiva, che nel 2026 richiede 71 anni di età e almeno 5 anni di contributi effettivi. Anche questa possibilità è riservata a chi ha iniziato a versare contributi dal 1996; non è prevista una soglia minima per l’importo della pensione.

La tabella mostra quanti anni mancano, nel 2026, al compimento dei 64, 67 o 71 anni. Raggiungere l’età indicata, da solo, non basta: occorre soddisfare anche gli altri requisiti della misura. Inoltre, le età pensionabili già previste per il 2027 e il 2028 sono leggermente più alte e potrebbero cambiare ancora in seguito.

Anno di nascita Anni ai 64 anni* Anni ai 67 anni** Anni ai 71 anni***
1970 8 11 15
1971 9 12 16
1972 10 13 17
1973 11 14 18
1974 12 15 19
1975 13 16 20
1976 14 17 21
1977 15 18 22
1978 16 19 23
1979 17 20 24
1980 18 21 25
1981 19 22 26
1982 20 23 27
1983 21 24 28
1984 22 25 29
1985 23 26 30
1986 24 27 31
1987 25 28 32
1988 26 29 33
1989 27 30 34
1990 28 31 35

* Età prevista nel 2026 per la pensione anticipata contributiva.
** Età prevista nel 2026 per la pensione di vecchiaia.
*** Età prevista nel 2026 per la pensione di vecchiaia contributiva.

Quanto ancora devi lavorare in base agli anni di contributi

Ci sono poi misure che non richiedono un’età minima, ma si basano sull’anzianità contributiva. La principale è la pensione anticipata, per la quale i requisiti previsti nel 2026 sono diversi per uomini e donne:

  • agli uomini servono 42 anni e 10 mesi di contributi;
  • alle donne servono 41 anni e 10 mesi di contributi;
  • i lavoratori precoci che rientrano nelle condizioni previste dalla legge possono accedere alla cosiddetta Quota 41 con 41 anni di contributi. Devono poter far valere 12 mesi di contributi effettivi prima dei 19 anni, avere anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e appartenere a una delle categorie tutelate, tra cui disoccupati, caregiver, persone con invalidità almeno pari al 74% e addetti a determinate attività gravose o usuranti.

Dal 2027 aumenteranno anche questi requisiti, con alcune esclusioni previste per i lavoratori addetti ad attività gravose o particolarmente faticose e pesanti. Per questo la tabella seguente mostra soltanto gli anni interi che mancano, nel 2026, ai requisiti contributivi attuali. Presuppone contributi accreditati senza interruzioni dall’anno di inizio lavoro; i mesi residui e gli aumenti futuri vanno considerati a parte.

Anno di inizio lavoro Anni interi mancanti a un uomo* Anni interi mancanti a una donna* Anni interi mancanti a un lavoratore precoce**
1992 8 7 6
1993 9 8 7
1994 10 9 8
1995 11 10 9
1996 12 11 N.P.
1997 13 12 N.P.
1998 14 13 N.P.
1999 15 14 N.P.
2000 16 15 N.P.
2001 17 16 N.P.
2002 18 17 N.P.
2003 19 18 N.P.
2004 20 19 N.P.
2005 21 20 N.P.
2006 22 21 N.P.
2007 23 22 N.P.
2008 24 23 N.P.
2009 25 24 N.P.
2010 26 25 N.P.

* Alla cifra indicata vanno aggiunti i 10 mesi del requisito contributivo previsto nel 2026.

** La stima riguarda il requisito di 41 anni previsto nel 2026 ed è valida solo se sono soddisfatte tutte le condizioni per la pensione dei lavoratori precoci. N.P. significa “non possibile”: chi ha iniziato a versare contributi dal 1996 non possiede anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.

Se la tua carriera ha avuto delle interruzioni, il solo anno in cui hai iniziato a lavorare non è sufficiente per fare il calcolo. Devi controllare quanti contributi ti sono stati effettivamente accreditati, consultando l’estratto conto contributivo disponibile nell’area personale Inps.

Potrai così confrontare i contributi maturati con quelli richiesti dalla misura che ti interessa. Il risultato resta comunque una stima: oltre agli adeguamenti dei requisiti, contano la tua situazione contributiva e le condizioni specifiche previste per ciascuna pensione.