Partite IVA, regime forfettario al sicuro: il MEF conferma la flat tax al 15%

Rosaria Imparato

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Il MEF non ha intenzione di alzare l’aliquota di tassazione delle partite IVA in regime forfettario: la flat tax rimane al 15%. La conferma è arrivata dalla sottosegretaria MEF Maria Cecilia Guerra durante l’interrogazione del 21 aprile presso la Commissione Finanze.

Partite IVA, regime forfettario al sicuro: il MEF conferma la flat tax al 15%

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Il regime forfettario per le partite IVA rimane con l’aliquota al 15%: la conferma arriva dalle risposte della sottosegretaria MEF Maria Cecilia Guerra in occasione dell’interrogazione presso la Commissione Finanze del 21 aprile 2021.

La mini flat tax per i titolari di partita IVA con ricavi e compensi fino a 65.000 euro annui è quindi salva, almeno per quest’anno di imposta.

Da dove nascono i dubbi e le ansie delle partite IVA? Nei giorni scorsi Fabrizia Lapecorella, Direttore generale delle finanze, aveva proposto di alzare l’aliquota per il regime forfettario al 23%. Si tratta però di osservazioni, e non di un’ipotesi su cui il MEF sta lavorando.

Partite IVA, regime forfettario al sicuro: il MEF conferma la flat tax al 15%

Una buona notizia per le partite IVA: la flat tax al 15% rimane invariata. Nelle scorse settimane, dopo le dichiarazioni del Direttore generale delle Finanze Fabrizia Lapecorella di alzare l’aliquota di tassazione al 23%, era partito lo scontro sul regime forfettario.

A dichiarare cessato allarme ci ha pensato la sottosegretaria al MEF Maria Cecilia Guerra, che durante l’interrogazione del 21 aprile ha detto:

“La professoressa Lapecorella non ha suggerito delle linee di intervento, limitandosi a valutazioni che attengono alla maggiore o minore efficacia di alcune forme di prelievo e immaginando possibili forme evolutive di alcuni regimi di tassazione.”

Si tratta quindi di osservazioni, che però non si sono trasformate in proposte di lavoro su cui è impegnato qualche tavolo del MEF (visto che in queste settimane non si lavora solo sul decreto Sostegni bis, ma anche sulla riforma fiscale).

I lavoratori autonomi, quindi, possono tirare un sospiro di sollievo: pare che -almeno per quest’anno di imposta- limiti e requisiti del regime forfettario non verranno modificati.

Partite IVA e regime forfettario: novità sulla fattura elettronica

Potrebbero esserci invece dei cambiamenti riguardanti gli adempimenti per le partite IVA in regime forfettario.

Nella Memoria sul Documento di Economia e Finanza 2021 la Corte dei Conti ha indicato, tra vari suggerimenti per la lotta all’evasione fiscale, anche l’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica per i soggetti in regime forfettario.

In questo modo l’obbligo verrebbe esteso a una platea di 1,5 milioni di partite IVA attualmente esenti, situazione che, secondo la Corte dei Conti, va contro la ratio della fattura elettronica, la cui efficacia è basata

“sulla conoscenza completa degli scambi intercorsi tra i soggetti che svolgono attività economiche indipendenti, a prescindere dal regime fiscale cui sono sottoposti.”

Ricordiamo che il Parlamento ha chiesto il via libera all’Unione Europea per la proroga della fattura elettronica fino al 2024 e l’estensione dell’obbligo ai forfettari, ed è in attesa di una risposta. Per i lavoratori autonomi quindi si prospettano mesi di cambiamenti non sulla tassazione ma sugli adempimenti da rispettare.

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