Come contestare un maxi conguaglio dell’acqua per mancate letture del contatore. L’ordinanza della Cassazione, il reclamo e la conciliazione ARERA.
Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.
Per le bollette dell’acqua la Corte di Cassazione cancella i maxi conguaglio se il gestore non ha provveduto a leggere il contatore per anni. L’ordinanza n. 25882 del 28 settembre 2026 della Cassazione rappresenta un punto di svolta per gli utenti costretti a pagare bollette dall’importo elevato a causa di anni di consumi stimati e mancate letture dei contatori.
La pronuncia ribalta quelle che sono state, finora, le regole del gioco: la negligenza di un gestore non può essere pagata dai cittadini, soprattutto quando la mancata lettura e i mancati controlli impediscono anche di rendersi conto se nell’impianto c’è una perdita occulta.
Vediamo cosa cambia per le famiglie e come devono far valere i propri diritti di fronte a un conguaglio di importo elevato.
Bollette acqua, cosa stabilisce la Cassazione?
Prima della pronuncia di settembre, una perdita di acqua sotto il pavimento o in giardino comportava costi maggiori per il proprietario dell’impianto (il cittadino).
Grazie alla nuova ordinanza i giudici ribaltano il meccanismo prevedendo che il gestore del servizio idrico sia obbligato periodicamente a leggere il contatore. Il dovere è previsto sia dal punto di vista contrattuale sia dal punto di vista normativo. La lettura del contatore deve essere fatta a intervalli regolari, il gestore non può inviare per anni bollette che si basano sui consumi presunti.
Se il gestore non esegue le letture, priva l’utente della possibilità di accorgersi dell’anomalia nei consumi e di riparare il guasto prima che il danno economico diventi insostenibile.
Proprio per questo motivo, in assenza dei controlli e delle letture periodiche l’utente può chiedere l’annullamento dell’eventuale maxi conguaglio.
Il caso
La vicenda giudiziaria trae origine da un contenzioso tra la società erogatrice Publiacqua S.p.A. e un utente finale. Per diverso tempo il gestore aveva fatturato esclusivamente sulla base di stime, chiedendo poi improvvisamente un ingente conguaglio a seguito di un consumo anomalo. Soltanto successivamente, mediante perizia tecnica, è emersa la presenza di una perdita occulta a valle del contatore.
La Cassazione ha chiarito che la proprietà privata dell’impianto non esonera l’ente gestore dai doveri di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto (art. 1375 c.c.). La mancata esecuzione delle letture periodiche viola i doveri di diligenza professionale, danneggiando l’utente a cui viene preclusa la possibilità di individuare la perdita ed evitare il danno economico.
Prescrizione e tutele
Oltre alla recente ordinanza, dal 1° gennaio 2020 è previsto che i crediti per i consumi di acqua, luce e gas si prescrivono in 2 anni. Se il gestore invia un conguaglio che richiede il pagamento di somme risalenti a più di due anni prima, l’utente ha il diritto di non pagare quella quota. Tuttavia, la prescrizione non è automatica: deve essere formalmente eccepita dal consumatore. Il gestore è obbligato a evidenziare in bolletta la presenza di importi prescrivibili e a fornire un modulo per contestarli.
leggi anche
Cos’è la prescrizione e come funziona
Cosa fare in caso di maxi conguaglio?
Se si riceve una bolletta dell’acqua di importo anomalo per conguagli dovuti alle mancate letture la prima cosa da fare è inviare un reclamo scritto al gestore per contestare formalmente la bolletta. L’invio del reclamo deve avvenire tramite PEC o raccomandata A/R. In esso va eccepita la prescrizione biennale per gli importi vecchi e contestata al gestore la mancata lettura del contatore citando l’ordinanza della Cassazione n. 25882/2026.
Per evitare che il gestore proceda a distacchi per morosità è bene calcolare la quota di consumi effettivi e pagare la parte non contestata mentre si attende una risposta al reclamo. Se il gestore non risponde entro i termini o respinge il reclamo bisogna avviare una procedura di conciliazione gratuita tramite il servizio Conciliazioni ARERA.
Come scoprire se c’è una perdita occulta?
Le perdite di acqua molto spesso sono invisibili, si diramano nei muri, sotto i pavimenti o nei giardini senza lasciare traccia, ma portando a un costo salato in bolletta. La cosa migliore è verificare periodicamente il proprio impianto per scoprire se ci sono perdite occulte. Si tratta di una verifica che può fare chiunque in modo totalmente gratuito.
Bisogna chiudere tutti i rubinetti e spegnere gli elettrodomestici che utilizzano l’acqua (lavatrice, lavastoviglie o caldaia). Si deve controllare anche lo scarico del water, a volta la perdita è minima e si nasconde nel filo d’acqua che scorre nel water. Poi si deve controllare il contatore generale dell’acqua. Se la rotella gira o i numeri digitali avanzano, nonostante non si stia usando l’acqua, c’è una perdita occulta.
Commenti
0Nessun commento: scrivi tu il primo.