Materie prime critiche, l’Europarlamento stringe sul Centro europeo. Proposta sulla sede entro fine anno

Ufficio Studi Money.it

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Via libera della commissione Industria alla posizione sul nuovo organismo per scorte e acquisti congiunti. Gli eurodeputati chiedono alla Commissione di superare le divisioni interne e di presentare una proposta entro dicembre.

Materie prime critiche, l'Europarlamento stringe sul Centro europeo. Proposta sulla sede entro fine anno

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Il Parlamento europeo mette fretta a Bruxelles sulle materie prime critiche. Giovedì 8 ottobre la commissione Industria, ricerca ed energia (ITRE) ha dato il via libera alla sua posizione sul futuro Centro europeo per le materie prime critiche, l’organismo che dovrà gestire scorte, acquisti congiunti e investimenti in minerali come litio, cobalto e terre rare. La relazione del socialista olandese Mohammed Chahim è passata con 64 voti a favore, uno contrario e 17 astenuti.

Gli eurodeputati le chiedono di presentare entro la fine del 2026 un’iniziativa per istituire il Centro e decidere dove avrà sede, e di sciogliere i contrasti interni che finora ne hanno rallentato la definizione. Il nuovo organismo, sostiene la commissione ITRE, dovrà operare in modo indipendente per poter svolgere attività di mercato come lo stoccaggio.

Corsa alla sede del Centro europeo per le materie prime critiche

La partita più concreta, e potenzialmente la più contesa tra le capitali, è quella della localizzazione. Il testo fissa una scadenza precisa: la proposta legislativa sulla sede dovrà arrivare entro il 31 dicembre 2026, mentre la scelta finale spetterà a Parlamento e Consiglio entro il 1° gennaio 2028.

A decidere sarà una gara tra le candidature degli Stati membri, valutate dalla Commissione sulla base di criteri come i collegamenti internazionali, la vicinanza ai poli industriali e tecnologici del settore, le competenze scientifiche disponibili, l’integrazione con le filiere e la logistica delle materie prime e la capacità di rendere il Centro operativo in tempi rapidi.

Anche i governi si stanno muovendo. Alla vigilia del voto, mercoledì 7 ottobre, gli ambasciatori dei Ventisette hanno discusso il calendario per l’avvio del Centro.

Non solo scorte

Sul mandato, gli eurodeputati spingono per un organismo che vada oltre il ruolo di magazzino strategico. Negli emendamenti di compromesso messi ai voti, il Centro è chiamato a sostenere l’intera filiera, dalla ricerca di nuovi giacimenti all’estrazione, dalla raffinazione al riciclo, fino alla sostituzione dei materiali più esposti. Acquisti congiunti e stoccaggio dovranno affiancare questi interventi, non prenderne il posto.

Per finanziare i progetti, il Centro dovrà mobilitare capitali pubblici e privati insieme al gruppo Bei, alle banche nazionali di promozione e alle altre istituzioni finanziarie dell’Unione.

Un piano in ritardo

L’accelerazione del Parlamento arriva mentre la strategia europea sulle materie prime fatica a produrre risultati. Il Centro era stato annunciato a dicembre 2025 nel piano RESourceEU, costruito sul modello della JOGMEC giapponese, per ridurre la dipendenza da fornitori esterni, Cina in testa. Ma a febbraio 2026 la Corte dei conti europea ha certificato che gli sforzi di diversificazione non hanno dato risultati tangibili e che la capacità di lavorazione interna è in calo, frenata anche dal costo dell’energia.

Qualcosa, nel frattempo, si è mosso. Il progetto pilota di stoccaggio è operativo da inizio 2026 e Bruxelles ha indicato tungsteno, terre rare e gallio come prime candidate per la riserva strategica comune.

Il voto sul Centro completa la posizione del Parlamento sulla revisione del Critical Raw Materials Act, il cui resto era stato approvato in commissione a giugno con 63 voti favorevoli, 4 contrari e 14 astensioni. Quel pacchetto introduce, tra l’altro, l’obbligo per le grandi imprese di mappare i rischi lungo la propria catena di fornitura e una clausola per limitare l’export di rottami di magneti permanenti, così da trattenere nell’Unione i materiali riciclabili.

Articolo revisionato da Flavia Provenzani il

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