Manovra 2027, la ritenuta sulle fatture B2B raddoppia, cosa cambia per le partite IVA

Patrizia Del Pidio

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Guida al raddoppio della ritenuta d’acconto sulle fatture B2B dal 2028. Le regole per il sostituto d’imposta, l’impatto aziendale ed i soggetti esenti.

Manovra 2027, la ritenuta sulle fatture B2B raddoppia, cosa cambia per le partite IVA

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Il testo del disegno di Legge di Bilancio 2027, approvato dal Consiglio dei Ministri del 28 ottobre 2026 e trasmesso alle Camere, riserva una novità per le partite IVA. L’articolo 35 introduce un aumento della ritenuta d’acconto sulle fatture elettroniche B2B e raddoppia le aliquote precedentemente previste.

La novità avrà un forte impatto sulle aziende minandone la liquidità a partire dal 2028. La misura permette di garantire, per l’Erario, un gettito di oltre 734 milioni di euro già nel 2028, che salirà a quasi 1,5 miliardi quando la misura entrerà a regime.

Raddoppio della ritenuta d’acconto

La novità modifica l’articolo 38, comma 1, quinto periodo, del D.Lgs numero 33 del 24 marzo 2025 (Testo unico dei versamenti e della riscossione). Con la Legge di Bilancio 2026 era stata prevista una ritenuta dello 0,5% per il 2028 che sarebbe salita all’1% nel 2029.

La nuova misura prevede il raddoppio delle aliquote:

  • all’1% dal 1° gennaio 2028;
  • al 2% dal 1° gennaio 2029.

Come funziona la ritenuta

La novità riguarda le transazioni B2B per cessioni di beni e servizi tra soggetti residenti o stabili organizzazioni che si trovano in Italia.

Funziona nel modo classico in cui si applica la sostituzione d’imposta con trattenuta al pagamento, versamento all’Erario e base imponibile.

Nello specifico all’atto del pagamento della fattura il cliente non versa l’intero importo al fornitore ma trattiene la percentuale prevista dall’aliquota, assume la veste di sostituto d’imposta e versa la somma trattenuta direttamente all’Erario. La base imponibile per l’applicazione della ritenuta è l’imponibile della fattura, al netto dell’IVA.

Per comprendere come funzionerà la trattenuta facciamo un esempio pratico.
Il cliente deve pagare al fornitore una fattura da 1.000 euro. Il cliente prima di pagare applica nel 2028 la ritenuta dell’1% trattenendo 10 euro. Al fornitore vengono pagati 990 euro e i 10 euro trattenuti sono versati, dal cliente, all’Erario come acconto.

Chi è escluso

La novità prevede precise esclusioni per non andare a pesare sui regimi agevolati e per evitare le doppie imposizioni. La ritenuta non deve essere applicata a:

  • contribuenti in regime forfettario;
  • soggetti in Concordato preventivo biennale;
  • aziende in regime di Adempimento collaborativo;
  • partite IVA già soggette a ritenuta d’acconto;
  • operazioni legate ai bonus edilizi (i pagamenti effettuati tramite bonifico parlante sono già soggetti a ritenuta).

Perché il Governo la introduce

Perché il Governo inasprisce la ritenuta d’acconto sulle fatture B2B? L’obiettivo è quello di contrastare l’omessa dichiarazione e gli omessi versamenti. In questo modo si intercettano le somme avendo, da una parte un versamento immediato e dall’altro una lista delle somme: si azzera il rischio che a fine anno l’imposta, essendo già tracciata, non venga versata.

Il gettito stimato per le casse dello Stato è di:

  • oltre 734 milioni di euro nel 2028;
  • quasi 1,5 miliardi di euro annui a regime dal 2029.

Il provvedimento, in ogni caso, solleva dubbi e perplessità perché il raddoppio della ritenuta potrebbe trasformarsi in un drenaggio della liquidità delle aziende con una diretta riduzione dei flussi di cassa. Dovendo versare parte delle imposte in anticipo, le imprese si troveranno con meno soldi a disposizione. A questo si somma anche un onere gestionale dovuto ai nuovi adempimenti che richiederanno di aggiornare i software di fatturazione e la contabilità (per calcolare le ritenute e versarle).

Iter parlamentare

Il testo che introduce il raddoppio delle aliquote è contenuto nella prima bozza del disegno di Legge di Bilancio che ha appena iniziato il suo iter parlamentare. La norma potrebbe anche essere modificata in modo sostanziale prima di giungere al testo definitivo. La Legge di Bilancio dovrà essere approvata e pubblicata in Gazzetta Ufficiale entro il 31 dicembre 2026, per entrare in vigore dal 1° gennaio 2027.

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