Manovra 2027: bonus, congedo parentale e conto Inps per i nuovi nati, cosa cambia per le famiglie

Patrizia Del Pidio

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Guida ai bonus famiglia della Legge di Bilancio 2027. Come funziona il conto INPS per i nuovi nati, le regole per la scuola ed il Bonus Mamme fino a 40k.

Manovra 2027: bonus, congedo parentale e conto Inps per i nuovi nati, cosa cambia per le famiglie

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Il disegno di legge di Bilancio 2027 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri del 28 ottobre 2026. La manovra ha un valore di circa 26 miliardi di euro e nel testo emerge la volontà dell’esecutivo di sostenere la natalità e di tutelare il potere di acquisto delle famiglie italiane.

Proprio per questo motivo la manovra prevede un pacchetto specifico di interventi e bonus destinati alle famiglie, ai nuovi nati e alle mamme lavoratrici.

In questo articolo andremo ad analizzare nel dettaglio:

Di seguito analizziamo nel dettaglio tutte le misure approvate e come funzionano i nuovi incentivi per le famiglie.

La novità principale: il conto Inps per i nuovi nati

La novità più rilevante per incentivare la natalità è l’istituzione del fondo “Valore nuovi nati” pensato per accompagnare i bambini dalla nascita e fino ai 18 anni.

A partire dal 1° gennaio 2027 lo Stato verserà in un apposito fondo 100 euro all’anno per ogni bambino nato in Italia. Il meccanismo prevede l’apertura di un fondo di risparmio gestito dall’INPS , una sorta di salvadanaio previdenziale, che non può essere toccato, non è tassato e non è pignorabile fino a quando il beneficiario non compie i 18 anni.

Con il versamento di 18 annualità, di fatto, lo Stato raggiungerà un importo complessivo di 1.800 euro, al netto di eventuali rendimenti finanziari.

Il fondo, in ogni caso, può essere alimentato, oltre che dallo Stato, anche dai genitori e da altri familiari (nonni, zii, altri parenti) che potranno provvedere a versamenti volontari periodici.

Vincoli e utilizzo del capitale

Il fondo nuovi nati è stato pensato come uno strumento di tutela a lungo termine e proprio per questo motivo le somme accumulate non possono essere toccate prima che il bambino compia i 18 anni.

Le somme che lo Stato versa, e anche quelle che integrano nel fondo i familiari, saranno, quindi, indisponibili fino alla maggiore età del beneficiario. Per grave emergenza familiare, in ogni caso, è prevista una deroga che dovrà, tuttavia, essere autorizzata dal giudice tutelare.

Una volta raggiunti i 18 anni il giovane non potrà usare le somme come vuole, ma dovrà utilizzarle in uno dei modi che prevede la normativa, ovvero:

  • per finanziare studi universitari i percorsi di alta formazione;
  • come capitale per avviare un’attività imprenditoriale o lavorativa;
  • per destinarli in una fondo pensione per la previdenza complementare.

La Manovra, per incentivare il versamento dei fondi anche da parte dei familiari, ha previsto la possibilità di beneficiare di una detrazione fiscale per le somme versate. Le aliquote dell’agevolazione, però, non sono ancora state chiarite ed è necessario attendere i futuri decreti attuativi.

Congedo parentale all’80%

La Manovra 2027 interviene anche sul congedo parentale facoltativo che spetta ai genitori dipendenti. Viene aumentata la durata e la copertura, ma anche la progressività in base a come è composto il nucleo familiare
L’estensione base prevede che il periodo di congedo indennizzato all’80% passi dagli attuali 3 mesi a 4 mesi complessivi per ogni coppia di genitori.

Per le famiglie numerose, tuttavia, la tutela aumenta e:

  • sale a 5 mesi in presenza di due figli;
  • sale a 6 mesi a partire dal terzo figlio.

Si potrà beneficiare delle mensilità maggiorate all’80% entro i primi sei anni di vita del bambino.

Il congedo parentale non va confuso con il congedo obbligatorio di maternità, per il quale la mamma lavoratrice dipendente ha diritto a 5 mesi complessivi (tra prima e dopo il parto) con un diverso regime di indennità a carico dell’Inps. Le novità in Legge di Bilancio, infatti, si applicano al congedo parentale facoltativo che può essere sommato al congedo obbligatorio.

Voucher per madri lavoratrici autonome e bonus mamme

Il testo della manovra introduce anche due importanti novità per le mamme lavoratrici. Da una parte abbiamo il nuovo voucher per le madri libere professioniste iscritte alla Gestione Separata per le quali viene introdotto un contributo economico mirato a sostenerle nella gestione dei figli nei primi anni di vita.

A queste lavoratrici sarà riconosciuto un voucher di 500 euro al mese per un massimo di tre mesi (1.500 euro totali) per il pagamento di servizi di baby sitting, per coprire le rette di servizi educativi o per l’iscrizione alla scuola dell’infanzia.
Nello stesso tempo viene prevista un’evoluzione del bonus mamme che viene reso strutturale (non sarà più necessario rinnovarlo ogni anno).

Il bonus sarà riconosciuto alle mamme lavoratrici:

  • con almeno due figli a carico;
  • che hanno un reddito complessivo da lavoro non superiore a 40.000 euro l’anno;
  • che sono lavoratrici dipendenti, anche a tempo determinato, o autonome.

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