Chi si ammala mentre lavora come stagionale, come bracciante a termine o nello spettacolo, spesso non vede l’indennità in busta paga: a pagarla è direttamente l’INPS. Da luglio, però, i dati per far avanzare la pratica si comunicano con un servizio online a cui si accede con l’identità digitale, e il vecchio modulo cartaceo è stato ritirato. Con il messaggio n. 3484 del 29 ottobre 2026 l’Istituto riapre una strada su carta: il modulo SR212, riservato a chi non ha credenziali digitali e utilizzabile, si legge nel testo, «in via transitoria e del tutto eccezionale».
Cosa è cambiato da luglio
Il messaggio n. 2207 del 1° luglio 2026 ha annunciato il servizio online «Sportello malattia a pagamento diretto», con la funzionalità «Comunicazioni Dati». Nello stesso momento è andato in pensione il modulo cartaceo SR188: lo ha comunicato l’INPS in una notizia del 2 luglio. Con l’SR188, tra l’altro, si indicava come ricevere il pagamento; nello Sportello, spiega la notizia, i dati di pagamento sono recuperati dal Sistema Unico Gestione IBAN (SUGI).
Nello Sportello il lavoratore vede i dati che l’INPS ha già negli archivi per il periodo di malattia, li corregge o li completa se non sono aggiornati, aggiunge le informazioni richieste e carica i documenti utili: il messaggio cita come esempi le buste paga e il contratto di lavoro. Si può anche indicare un intervallo di tempo che comprende più episodi di malattia, senza mandare una comunicazione per ciascuno.
Il lavoratore accede allo Sportello con la propria identità digitale (SPID di almeno livello 2, CIE di livello 3, CNS o eIDAS), direttamente oppure, scrive l’INPS, utilizzando il servizio di Contact Center Multicanale: 803 164 da rete fissa, gratuito, e 06 164164 da cellulare, a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore.
La pratica parte comunque dal certificato medico, che il medico curante trasmette all’INPS per via telematica. Su questo passaggio il lavoratore non deve fare nulla di nuovo; la «Comunicazione Dati», online o con l’SR212, aggiunge le informazioni che servono per pagare. Per l’invio del certificato e l’avviso al datore c’è un approfondimento dedicato: come funziona il certificato di malattia.
Chi riceve la malattia direttamente dall’INPS
Di norma l’indennità viene anticipata dal datore di lavoro in busta paga per conto dell’Istituto. La guida INPS sulla tutela previdenziale della malattia elenca però i casi in cui paga direttamente l’INPS. Tra i dipendenti del settore privato, quelli a cui si rivolge lo Sportello, ci sono:
- operai agricoli a tempo determinato;
- lavoratori non agricoli a tempo determinato, per i giorni non coperti dal datore;
- lavoratori dello spettacolo a termine o a prestazione;
- stagionali non indennizzati dal datore, quando il contratto collettivo di categoria non prevede l’anticipo;
- lavoratori disoccupati o sospesi con determinati requisiti;
- dipendenti di aziende o datori di lavoro in crisi o inadempienti;
- marittimi con diritto a prestazioni specifiche di settore.
Ogni categoria ha regole proprie. Per i disoccupati o sospesi, ad esempio, la guida richiede che il rapporto fosse a tempo indeterminato e che la malattia insorga entro due mesi dalla sospensione o dalla cessazione. Per gli operai agricoli contano le 51 giornate di iscrizione negli elenchi, nell’anno precedente oppure nell’anno in corso prima dell’evento. La guida precisa anche che per disoccupati e sospesi l’importo è ridotto a 2/3 di quello normale e viene pagato per un massimo di 180 giorni. Il modulo SR212 non modifica questi requisiti: serve soltanto a trasmettere i dati necessari all’istruttoria.
Nemmeno l’importo cambia. Secondo la guida INPS, per i dipendenti l’indennità vale in generale il 50% della retribuzione media giornaliera dal quarto al ventesimo giorno e il 66,66% dal ventunesimo al centottantesimo. Nei pubblici esercizi e nei laboratori di pasticceria si arriva all’80% per tutto il periodo. Per lo spettacolo le percentuali sono 60% e 80%, con un 40% per i disoccupati e per i giorni non lavorativi di chi lavora solo alcuni giorni a settimana.
Un esempio, a puro titolo indicativo: con una retribuzione media giornaliera di 60 euro, l’indennità è di 30 euro al giorno dal quarto al ventesimo giorno e di circa 40 euro dal ventunesimo. I primi tre giorni di malattia restano fuori dall’indennità pagata dall’INPS, che secondo la guida decorre dal quarto giorno. La guida prevede poi una riduzione ai 2/5 in caso di ricovero per chi non ha familiari a carico.
Chi può usare il modulo SR212
Il modulo è «a uso esclusivo dei lavoratori privi di credenziali digitali», scrive l’INPS. Chi ha SPID, CIE, CNS o eIDAS continua a usare lo Sportello online, direttamente o tramite il Contact Center Multicanale, come previsto dal messaggio.
Con la dismissione dell’SR188, chi non ha un’identità digitale (può essere il caso di alcuni stagionali, di lavoratori anziani o di stranieri che non hanno ancora attivato lo SPID) è rimasto senza un modulo cartaceo: l’SR212 colma questo vuoto, ma solo in via transitoria. Per orientarsi tra le opzioni, Money.it ha spiegato le differenze tra SPID e CIE e quale conviene oggi.
Come inviarlo e cosa allegare
Il modulo si scarica dalla sezione «Moduli» del sito dell’INPS, cercando il codice SR212. Una volta compilato, va spedito dal lavoratore alla sede INPS territorialmente competente in uno di questi due modi:
- posta elettronica certificata (PEC);
- raccomandata con avviso di ricevimento (A/R).
In entrambi i casi l’oggetto deve essere «Trasmissione modello COD. SR 212». Insieme al modulo si può inviare l’eventuale documentazione: il messaggio non fissa un elenco obbligatorio, ma per lo Sportello online indica buste paga e contratto di lavoro come documenti utili, ed è ragionevole tenerli a portata di mano anche per la versione cartacea.
Il messaggio non dà l’indirizzo a cui scrivere. Per individuare la sede si usa la pagina Ricerca Sede, che filtra le strutture per nome, Comune o CAP; gli indirizzi di posta certificata sono nell’elenco PEC delle sedi INPS.
Attenzione alla casella da cui si scrive. L’INPS avverte che i suoi indirizzi PEC accettano solo messaggi da altre caselle PEC: una mail ordinaria viene rifiutata con una notifica di errore. Chi non ha una casella PEC propria può scegliere la raccomandata A/R, che costa qualcosa ma lascia una prova di consegna.
Cosa non si sa ancora
Il messaggio n. 3484 lascia aperte alcune questioni. Non indica quanto durerà la fase transitoria né fissa scadenze per l’invio. Non dice nemmeno in quanto tempo arriva il pagamento dopo l’SR212, né indica un canale specifico per seguire lo stato della pratica inviata su carta. E soprattutto non abilita ancora i patronati: l’INPS scrive che, «a seguito di specifiche richieste», sono in corso analisi amministrative e tecniche per consentire anche a loro di trasmettere le comunicazioni necessarie per pagare l’indennità. Il modulo cartaceo è stato rilasciato proprio «in attesa dei necessari approfondimenti». Per ora, quindi, chi non ha credenziali digitali deve inviare da sé l’SR212, via PEC o raccomandata.
| DISCLAIMER Le informazioni contenute nel presente articolo hanno natura divulgativa e non costituiscono consulenza legale o previdenziale personalizzata. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un consulente del lavoro, a un patronato o agli uffici INPS/INAIL competenti. Normative, importi e requisiti possono cambiare: verificare sempre la data di questo articolo e l’eventuale aggiornamento della materia. |
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