Maggioranza in difficoltà sulla legge di Bilancio, ma è l’opposizione il grande assente

Lega e Movimento 5 Stelle devono ancora trovare la quadratura per la legge di Bilancio: nonostante queste difficoltà, l’opposizione appare impalpabile.

Maggioranza in difficoltà sulla legge di Bilancio, ma è l'opposizione il grande assente

Il governo annaspa nel gran marasma dei numeri della legge di Bilancio 2019 ma l’opposizione, per propria volontà o incapacità, non riesce ad approfittarne tanto che negli ultimi sondaggi l’attuale maggioranza può sempre contare su un largo consenso nel paese.

È questo al momento il grande paradosso della politica nostrana: se da un lato il “governo del cambiamento” sta dimostrando tutti i suoi limiti e le sue contraddizioni dopo appena 100 giorni, dall’altra parte le opposizioni non riescono o non vogliono cavalcare queste palesi difficoltà.

Governo in affanno

Manca una settimana alla presentazione della nota di aggiornamento al Def e il governo sembrerebbe essere sempre in alto mare. Tirato per la giacca da più parti, il ministro dell’Economia Giovanni Tria si trova tra l’incudine dei mercati e il martello dei partiti della sua maggioranza.

Fin dalla nascita del governo Conte, subito appariva chiaro che tra la miriade di roboanti promesse il momento della verità sarebbe arrivato in autunno quando, dalle parole, la maggioranza sarebbe dovuta passare ai fatti della legge di Bilancio.

Tutte le perplessità della vigilia si stanno ora purtroppo trasformando in realtà: per soltanto iniziare a realizzare l’esoso programma di governo servono tanti miliardi che, al momento, sono un miraggio per le singhiozzanti casse nostrane.

Ecco dunque il puntare tutto su un innalzamento dell’asticella del deficit, Tria sta cercando di non andare oltre l’1,6% ma sarà dura resistere, per trovare le coperture necessarie alle promesse elettorali.

Tra Reddito di Cittadinanza, inizio di Flat Tax e Quota 100, il conto è già salato senza contare tutte le altre voci di bilancio, sterilizzazione delle clausole di salvaguardia in primis, che si dovranno aggiungere.

La coperta anche con un condono tombale sembrerebbe essere comunque molto corta e i nodi stanno venendo al pettine. Non è un caso che serpeggia un sempre maggiore nervosismo tra le fila della maggioranza, con Lega e Movimento 5 Stelle che non vogliono rinunciare a nessuna delle loro richieste fatte a Palazzo Tesoro.

Opposizione alla camomilla

Dopo aver passato gli ultimi cinque anni ad attaccare ferocemente i vari governi Letta, Renzi e Gentiloni, Lega e Movimento 5 Stelle adesso si trovano loro negli scranni del potere. In questi primi mesi però, appare evidente come in questo matrimonio tra i due freschi sposi siano ben pochi i punti in comune.

Ognuno pensa al proprio orticello e non si fida dell’altro, specie con le elezioni europee all’orizzonte, con il risultato che finora nel concreto questo esecutivo ha prodotto ben poco (Decreto Dignità e Milleproroghe in arrivo) e ora si trova in difficoltà nel mettere a punto la legge di Bilancio.

L’azione dell’opposizione però appare molto poco ficcante. Liberi e Uguali è praticamente sparito dai radar, mentre Fratelli d’Italia è sempre pronta a sostenere la Lega e le uniche stoccate le dedica ai 5 Stelle.

Forza Italia invece è sempre in una posizione di limbo. Attacca sui temi che stanno a cuore, vedi giustizia e tetto al mercato pubblicitario, ma per il resto non incalza un governo che vede all’interno una Lega che rimane sempre una preziosa alleata.

Il centrodestra non governativo quindi non ha particolare interesse nel mettere in difficoltà o cattiva luce Matteo Salvini, visto che in caso di un ritorno alle urne la coalizione unita guidata dal leader del carroccio vincerebbe a mani basse.

Tutte le speranze di una efficace opposizione ricadono quindi nel Partito Democratico, ma la situazione di quella che fino a pochi mesi fa era la prima forza politica del paese appare essere sconfortante.

Con il Congresso come obiettivo, non mancano le consuete e stucchevoli polemiche interne tra le varie correnti. Uscite poi poco felici come la cena proposta da Calenda non fanno altro che rendere quasi patetico il partito.

La minoranza dem forte della candidatura di Nicola Zingaretti da tempo spinge per un Congresso da fare il prima possibile per scegliere il nuovo segretario, mentre Matteo Renzi crede che la priorità al momento sia quella di fare una dura opposizione.

C’è poi una manifestazione, contro il governo, indetta dal PD a Roma il prossimo 30 settembre che al momento appare una grande incognita: in caso di flop, sarebbe la pietra tombale sulle speranze del partito di poter risalire la china.

Con un fronte delle opposizioni del genere, Movimento 5 Stelle e Lega possono dormire sonni tranquilli. Gli unici problemi per la loro maggioranza possono arrivare solo dall’interno: fino a quando uno dei due partiti non deciderà di staccare la spina, il governo Conte potrà andare avanti indisturbato anche senza fare nulla.

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