Leonardo o UniCredit? Ecco quale titolo di Piazza Affari ha ancora margine e quale ha già corso troppo

Gerardo Marciano

04/07/2026

Leonardo con upside del 28% e UniCredit al 4%: i numeri sembrano chiari, ma i rischi sono molto diversi. Difesa vs banca, GCAP vs Commerzbank: il confronto tra i due titoli di Piazza Affari.

Leonardo o UniCredit? Ecco quale titolo di Piazza Affari ha ancora margine e quale ha già corso troppo

A volte il mercato mette sullo stesso tavolo società che, in apparenza, non hanno molto in comune. Leonardo e UniCredit appartengono a mondi diversi: difesa, spazio e tecnologia industriale da una parte; banca, capitale e consolidamento europeo dall’altra. Eppure il confronto è utile per capire due modi diversi di esporsi a Piazza Affari.

Leonardo vive dentro un ciclo di riarmo e sicurezza che potrebbe durare anni, ma deve dimostrare di trasformare ordini e programmi complessi in margini, cassa e crescita sostenibile. UniCredit arriva da una redditività molto elevata e da una disciplina sul capitale che il mercato ha premiato, ma oggi deve fare i conti con la complessità del dossier Commerzbank.

La domanda non dovrebbe essere semplicemente quale titolo sia migliore. Più utile è capire che tipo di rischio si assume scegliendo l’uno o l’altro: rischio industriale, geopolitico e di esecuzione nel caso di Leonardo; rischio bancario, regolamentare e di M&A nel caso di UniCredit.

Il confronto in una tabella

Tabella 1: Leonardo e UniCredit: un confronto sintetico.

Tabella 1 Tabella 1 Leonardo e UniCredit: un confronto sintetico.

Figura 1: Prezzo di chiusura del 3 luglio 2026 e target price medio degli analisti

Figura 1 Figura 1 Prezzo di chiusura del 3 luglio 2026 e target price medio degli analisti

Leonardo: il tema industriale resta forte

La notizia più rilevante per Leonardo riguarda il Global Combat Air Programme, il programma trinazionale tra Italia, Regno Unito e Giappone per lo sviluppo del caccia di nuova generazione. Secondo Reuters, il contratto da 4,6 miliardi di sterline assegnato alla joint venture Edgewing rappresenta un passaggio significativo verso la fase successiva del programma. Non è solo un ordine: è un posizionamento su una piattaforma tecnologica destinata a incidere sul futuro della difesa europea.

Il valore del GCAP non è soltanto economico. Il programma rafforza il ruolo del gruppo in un segmento ad alta intensità tecnologica, dove elettronica, sensoristica, software, comando e controllo e integrazione di sistemi contano almeno quanto la piattaforma aeronautica. È questa trasformazione a spiegare perché Leonardo venga osservata sempre meno come semplice società aerospaziale e sempre più come attore della sicurezza avanzata.

I numeri recenti confermano una traiettoria favorevole: ordini in crescita, ricavi in aumento e miglioramento della redditività operativa. Il punto decisivo, però, resta la qualità dell’esecuzione. Nei grandi programmi multinazionali i tempi possono allungarsi, le priorità politiche possono cambiare e la complessità industriale può pesare sulla generazione di cassa. Dopo la forte rivalutazione del settore difesa, il mercato chiederà conferme sempre più puntuali.

UniCredit: utili forti, ma Commerzbank cambia la lettura del titolo

UniCredit presenta una storia di natura completamente diversa. La banca arriva da risultati molto robusti, con redditività elevata, costi sotto controllo e una politica di capitale che negli ultimi anni ha sostenuto in modo significativo il titolo. In questa fase, però, il mercato non guarda più soltanto al conto economico: il dossier Commerzbank è diventato il principale elemento di lettura strategica.

Reuters ha evidenziato come l’aumento della partecipazione nella banca tedesca possa avvicinare UniCredit a una situazione di controllo rilevante dal punto di vista regolamentare. È il cuore del problema: l’operazione può creare valore se diventa una vera integrazione industriale, ma può anche assorbire capitale e generare attrito politico se resta sospesa in una fase intermedia.

Il titolo resta sostenuto da fondamentali solidi, ma l’investitore deve distinguere tra la qualità della banca e la complessità dell’operazione. UniCredit non è più soltanto una storia di utili, dividendi e buyback: è anche una scommessa sulla capacità di trasformare un dossier politicamente delicato in un progetto europeo realmente accrescitivo.

Che cosa dicono gli analisti

Le raccomandazioni pubblicate negli ultimi tre mesi mostrano un quadro favorevole per entrambe le società, ma con un potenziale implicito diverso. Nel caso di Leonardo, il target price medio considerato è pari a 67,515 euro, contro una chiusura a 52,53 euro del 3 luglio 2026. L’upside implicito è intorno al 28,5%, ma il consenso è più disperso: 12 giudizi Buy-equivalent su 19 coperture, pari a circa il 63% del totale.

Per UniCredit, il target price medio considerato è pari a 85,67 euro, contro una chiusura a 81,96 euro. Il potenziale teorico è più limitato, intorno al 4,5%, ma il consenso appare più compatto: 12 giudizi Buy-equivalent su 15 contributori con rating, pari all’80%, con il restante 20% su giudizi Hold-equivalent e nessuna indicazione Sell-equivalent.

La differenza è importante. Leonardo offre, secondo il consensus, uno spazio teorico più ampio, ma anche una maggiore incertezza sulla traiettoria. UniCredit mostra un consenso più uniforme, ma con meno margine rispetto al target medio. Leonardo appare più interessante per chi cerca upside; UniCredit per chi privilegia qualità reddituale e visibilità sul capitale.

Tabella 2: Prezzi target e raccomandazioni degli analisti:

Tabella 2 Tabella 2 Prezzi target e raccomandazioni degli analisti:

Figura 2: Distribuzione percentuale delle raccomandazioni

Figura 2 Figura 2 Distribuzione percentuale delle raccomandazioni

Il quadro tecnico

Su UniCredit il segnale settimanale è molto forte: la chiusura indicata è 81,96 euro e il sommario tecnico è in area Compra adesso, con 16 segnali di acquisto, 10 neutrali e nessun segnale di vendita. Le medie mobili confermano la forza della tendenza, mentre gli oscillatori restano più prudenti, con RSI a 66,01.

Su Leonardo il quadro è più contrastato. Il titolo chiude a 52,53 euro e il sommario settimanale resta in area Compra, ma non Compra adesso: 11 segnali di acquisto, 9 neutrali e 6 di vendita. Gli oscillatori sono sostanzialmente neutrali, con RSI a 49,14 e MACD in vendita. Le medie di lungo periodo restano favorevoli, ma quelle più brevi segnalano una fase meno lineare.

Il dato tecnico conferma la differenza tra i due titoli. UniCredit appare più forte dal punto di vista della tendenza, ma anche più vicino ai livelli di target medio degli analisti. Leonardo mostra un potenziale fondamentale più ampio secondo il consensus, ma il grafico segnala una fase di consolidamento che richiede conferme.

Figura 3: Segnali tecnici settimanali: confronto tra Leonardo e UniCredit

Figura 3 Figura 3 Segnali tecnici settimanali: confronto tra Leonardo e UniCredit

Due esposizioni complementari, non titoli in gara

Il confronto ha senso se viene usato per costruire un portafoglio, non per cercare una risposta assoluta. Leonardo e UniCredit possono essere considerate due esposizioni complementari: la prima a un ciclo industriale di lungo periodo guidato dalla difesa e dalla sicurezza; la seconda a una banca europea ad alta redditività, con una componente strategica legata al consolidamento.

Leonardo è più interessante per chi cerca crescita strutturale e accetta che il percorso possa essere irregolare. Il consensus attribuisce al titolo un potenziale più ampio, ma il mercato chiederà conferme su margini, cassa, avanzamento dei programmi e capacità di mantenere disciplina industriale. La forza del tema difesa non elimina il rischio che una parte delle aspettative sia già nei prezzi.

UniCredit è più adatta a chi privilegia redditività visibile, capitale e disciplina nella remunerazione degli azionisti. Il consenso è molto favorevole e la banca continua a mostrare numeri di alta qualità. Il limite è che il potenziale rispetto al target medio è più contenuto e che Commerzbank aggiunge un livello di complessità non banale.

Come leggere i due titoli senza forzare la scelta

Per un investitore che gestisce da solo il portafoglio, il modo più prudente è separarli per funzione. Leonardo può essere considerata un’esposizione a difesa, sicurezza e tecnologia industriale; UniCredit un’esposizione al settore bancario europeo e alla capacità di generare capitale in modo ricorrente.

Su Leonardo gli elementi da monitorare sono l’avanzamento del GCAP, la qualità degli ordini, il margine industriale, la generazione di cassa e l’evoluzione delle attività legate a cyber, elettronica e spazio. Su UniCredit, invece, le variabili decisive sono i prossimi risultati, il margine d’interesse, il costo del rischio, il capitale disponibile e gli sviluppi regolamentari e politici su Commerzbank.

Nessuno dei due titoli può essere letto come una scelta priva di rischi. Leonardo richiede pazienza e attenzione alla valutazione dopo la corsa del settore difesa. UniCredit richiede attenzione ai tassi, al capitale e all’M&A. Il confronto è utile proprio per questo: non per stabilire un vincitore assoluto, ma per capire quale tipo di rischio è più coerente con il proprio orizzonte e con il peso già presente in portafoglio.

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