Tra i più attivi e convinti sostenitori di Netanyahu in Europa c’è sicuramente il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha immediatamente fornito supporto politico-diplomatico a Israele nella sua guerra contro la Repubblica Islamica, tacendo sulla natura illegale dell’intervento militare di Tel Aviv stando a quanto stabilito dal diritto internazionale in merito alle «guerre preventive».
Oltre ad aver sostenuto il «diritto di Israele a difendersi», l’ex BlackRock ha dichiarato al G7 che Israele «sta facendo il lavoro sporco per tutti noi» in Iran.
L’accusa: Berlino supporta Israele attivamente
In Germania circola la voce, diffusa su X, che il Paese stia supportando le forze israeliane negli attacchi contro l’Iran, con un’immagine di Flightradar che mostrerebbe un aereo cisterna tedesco Airbus A400M sopra la Giordania, presumibilmente per rifornire i jet israeliani. Il Ministero della Difesa tedesco, attraverso una dichiarazione rilasciata alla Berliner Zeitung, ha smentito queste affermazioni, dichiarando che la Bundeswehr non è coinvolta negli eventi attuali in Medio Oriente e che la priorità è la sicurezza dei soldati tedeschi nella regione, con misure già adottate a tal fine.
Tuttavia, emergono sempre più prove che Berlino sia già attivamente coinvolta nell’operazione «Rising Lion» a supporto di Tel Aviv. Come riportato anche da Difesa Online e da alcuni blogger indipendenti, aerei da rifornimento in volo, tra cui un Airbus A400M Atlas tedesco e un RAF KC2 Voyager britannico, operano nei cieli della Giordania, della Germania e del Regno Unito, fornendo supporto logistico agli aerei militari israeliani.
La Germania con Israele
Le immagini pubblicate da Difesa Online mostrano i transponder di questi aerei accesi per brevi periodi, rendendoli visibili su Flight Radar nelle vicinanze di Israele e Iran. L’ipotesi di un coinvolgimento tedesco è dunque confermata da numerose fonti, che suggeriscono un ruolo di supporto indiretto ma significativo nella difesa israeliana. Gli aerei, dopo aver rifornito i caccia di Tel Aviv, scompaiono rapidamente dai radar, il che fa presupporre su una coordinazione segreta.
Durante un’intervista con Politico, Merz ha evitato di confermare un coinvolgimento diretto della Germania, concentrandosi invece sulle discussioni con gli Stati Uniti. «Abbiamo parlato di questo,» ha detto Merz dal summit G7 in Canada, aggiungendo che una decisione americana dipenderà dalla disponibilità dell’Iran a tornare al tavolo dei negoziati. «Se non lo faranno, potrebbe esserci un ulteriore sviluppo,» ha aggiunto, lasciando aperte le opzioni.
E l’Unione europea dov’è?
Ancora una volta emerge la totale irrilevanza dei Paesi europei, che non sono nemmeno stati in grado di condannare una clamorosa quanto evidente violazione del diritto internazionale, che invece fu evidenziata durante l’invasione russa dell’Ucraina del febbraio 2022. Un doppio standard che, come sottolinea la Berliner Zeitung, sta distruggendo la - poca - credibilità rimasta alla compagine euro-atlantista, completamente sdraiata sugli interessi di Washington (e Tel Aviv). E ancora: con chi si è consultato Merz prima di approvare questo sostegno - per ora indiretto - alla guerra di Israele contro la Repubblica Islamica?