Se c’è una guerra sui dazi, e un’altra in Iran in bilico, cosa ti aspetti dall’oro? Che salga. E cosa ti aspetti dal dollaro, altro grande bene rifugio? Che salga.
E invece oggi accade il contrario: oro e dollaro stanno scendendo insieme. Mentre l’S&P 500 aggiorna i massimi, chi ha costruito un portafoglio difensivo, convinto di cavalcare i beni rifugio, si ritrova oggi più esposto che mai.
Questa è una di quelle anomalie che non si può ignorare. Perché colpisce proprio dove non ce l’aspettavamo: nella parte “sicura” del portafoglio.
DXY, GOLD
Grafico lineare del DXY e del GOLD. Fonte: baha.com
Quando le correlazioni si spezzano
Tradizionalmente, esiste una correlazione inversa tra oro e dollaro statunitense. Quando il dollaro si indebolisce, l’oro, denominato proprio in dollari, tende a salire, poiché diventa più conveniente per chi acquista da fuori gli Stati Uniti.
Viceversa, un dollaro forte tende a penalizzare il prezzo dell’oro.
Ma attenzione: questa correlazione si rompe nei momenti di vera paura. In fasi di stress sistemico, sia il dollaro che l’oro tendono a salire insieme. Entrambi sono considerati beni rifugio e attraggono capitali in fuga dai mercati azionari od obbligazionari.
Il punto è che oggi stiamo vivendo un paradosso opposto.
L’S&P 500 continua a macinare nuovi massimi, sostenuto da una narrativadi re-pricing che sembra inarrestabile. E proprio mentre ci si aspetterebbe un rafforzamento dei beni rifugio a causa dell’instabilità geopolitica, sia l’oro che il dollaro stanno perdendo valore.
Chi si è protetto comprando oro e dollaro per diversificare e difendersi dai ribassi azionari, oggi si ritrova con una parte del portafoglio in negativo. Il rischio? Perdere in termini reali e peggiorare il profilo di rendimento-rischio dell’intero portafoglio.
Perché succede tutto questo
Perché si sta verificando uno switch mentale nell’investitore medio.
Il dollaro, almeno in questa fase, non è più percepito come il classico “bene rifugio”.
La prospettiva di un allontanamento del possibile taglio dei tassi da parte della Fed, unita a un deficit fiscale strutturale e a una crescente polarizzazione politica, ha ridotto la fiducia nella valuta americana, ma hanno anche alzato il costo opportunità di detenere oro al posto di obbligazioni USA.
DXY, GOLD
Grafico lineare del DXY e del GOLD. Fonte: baha.com
Quindi, cosa fare?
Significa che ciò che l’investitore medio considerava un asset rifugio oggi si trova in una condizione poco attraente, relativamente meno redditizia. Per questo motivo viene scartato dal pubblico degli investitori.
Quindi, la risposta è chiudere tutto e andare in cash?
Non necessariamente, anche perché l’inflazione continua a mantenersi su livelli elevati, ben al di sopra del target del 2% fissato dalla Fed.
Non resta che contestualizzare questa fase di mercato: al momento, infatti, gli asset preferiti sembrano essere le obbligazioni e le azioni, non oro e dollaro, contrariamente a quanto ci si sarebbe potuti aspettare.