L’AI spiega metà della crescita degli utili Usa, ma il vento in poppa comincia a esaurirsi. Parola di Ben Snider (Goldman Sachs)

Ufficio Studi Money.it

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Il capo strategist azionario Usa di Goldman Sachs alza il target dell’S&P 500 a 8.700 punti dopo un trimestre di utili trainato per metà dall’intelligenza artificiale, ma avverte: la crescita rallenterà e i costi di ammortamento dei data center rischiano di azzerare i benefici già dal 2028.

L'AI spiega metà della crescita degli utili Usa, ma il vento in poppa comincia a esaurirsi. Parola di Ben Snider (Goldman Sachs)

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Ben Snider è il Chief US Equity Strategist di Goldman Sachs Research che dal 2025 ha ereditato da David Kostin il ruolo di riferimento della banca d’affari statunitense sull’andamento di Wall Street, la stessa poltrona da cui per anni sono arrivati i target sull’indice S&P 500 più citati dal mercato. Il 23 settembre 2026 Goldman Sachs Research ha pubblicato, a sua firma, un report dal titolo “Can AI Investment Drive S&P 500 Earnings Even Higher?”, che prova a rispondere alla domanda che più di ogni altra tiene sveglia Wall Street: quanto della corsa di Borsa degli ultimi due anni sia «vera» crescita degli utili, e quanto rischi di sgonfiarsi insieme all’entusiasmo per l’intelligenza artificiale.

Gli utili per azione dell’S&P 500 sono cresciuti del 51% nel secondo trimestre 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e del 26% negli ultimi quattro trimestri. Secondo Snider, circa metà di questa crescita nel 2026 è direttamente riconducibile agli investimenti in intelligenza artificiale. Alla base ci sono gli oltre 800 miliardi di dollari di spesa in conto capitale (capex) che le grandi società tecnologiche «iperscaler» destineranno quest’anno a data center e chip IA, il 94% in più rispetto al 2025; Goldman stima che la cifra salga a 1.200 miliardi nel 2027 e 1.400 miliardi nel 2028.

Nonostante questo, il report esclude che si tratti di una bolla nel senso classico del termine:

«Poiché i prezzi azionari non hanno tenuto il passo con l’impennata degli utili, le valutazioni di breve termine non mostrano alcun segnale di bolla»,

scrive Snider, che alza di conseguenza il target dell’S&P 500 a 12 mesi a 8.700 punti, dai 7.764 del 21 settembre, per un potenziale rialzo di circa il 12%.

Ma lo stesso report aggiunge un avvertimento che vale la pena leggere per intero:

«anche un multiplo ’medio’ può risultare costoso se gli utili attuali non sono sostenibili».

Già il 13 settembre, in un’intervista alla Cnbc, Snider aveva anticipato il nodo della concentrazione del rischio. Se anche solo due o tre dei grandi acquirenti di capacità di calcolo rallentassero gli investimenti, aveva spiegato, la crescita degli utili si assottiglierebbe rapidamente, perché la spesa in conto capitale resta per sua natura discrezionale e reversibile.

Il report di Goldman arriva nello stesso weekend in cui la sospensione dell’addestramento di alcuni modelli di OpenAI ha pesato sui produttori asiatici di memoria come Sk Hynix e Samsung Electronics, a conferma di quanto la catena della domanda AI sia oggi concentrata su pochi soggetti: esattamente il rischio segnalato dallo stesso Snider.

Non tutti a Wall Street condividono la lettura «non è una bolla» di Goldman. Come abbiamo raccontato in un’analisi pubblicata su money.it il 25 settembre, c’è chi accosta l’attuale euforia sull’IA ai meccanismi che precedettero la crisi dei mutui subprime del 2006, a partire dal finanziamento «circolare» tra iperscaler e società di intelligenza artificiale.

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