JustMary sfida Google per la chiusura dell’App

La start up italiana ha diffidato il colosso di Mountain View per aver bloccato l’applicazione che consentiva di ricevere a casa i prodotti a base di cannabis legale venduta da JustMary

JustMary sfida Google per la chiusura dell'App

Davide sfida Golia. Si potrebbe sintetizzare così la diffida avanzata dalla start up italiana JustMary a Google. La società dell’imprenditore Matteo Moretti ha infatti richiesto il ripristino della propria App sullo store di Big G, al momento eliminata in quanto «facilita la vendita e l’acquisto di droghe illegali o la prescrizione di droghe».

Reduce da una campagna di equity crowdfunding su CrowdFundMe che ha visto l’ingresso di 109 soci con investimenti per 76.263 euro, JustMary si è detta pronta a portare il colosso Usa davanti ai giudici, chiedendo oltre 100 mila euro di danni fra investimenti azzerati e mancati incassi. L’App di JustMary è stata disponibile su Play Store, portale da cui si scaricano le applicazioni per gli smartphone Android, dal 20 agosto al 18 ottobre.

«Nei primi mesi la nostra app ha riscontrato un ottimo successo e ha raggiunto un bacino di utenza molto ampio su Milano», ha spiegato Moretti, secondo cui «i mancati incassi nel periodo in cui l’applicazione è stata inutilizzabile pesano per circa 50mila euro tra vendite e investimenti in marketing vanificati a causa della rimozione».

Lo sviluppo dell’applicazione ha richiesto un investimento di circa 60mila euro. «E’ stata realizzata seguendo e rispettando in toto termini, condizioni e relative specifiche tecniche», prosegue Moretti, evidenziando come «nonostante tutte le informazioni e le modifiche inviate dopo la contestazione, Google non ha mai dato risposte sul ripristino dell’App» .

In Italia secondo la Legge 242 del dicembre 2016 è possibile vendere prodotti cannabinoidi che contengano un principio attivo inferiore allo 0,2%. Moretti ha così deciso di lanciare il primo servizio in Italia di consegna a domicilio della cannabis legale entro 45 minuti. La società ora è operativa solo a Milano e non lavora direttamente il prodotto messo in vendita ma si limita a fornire un servizio di intermediazione di materiale realizzato da terzi.

«Tutti i prodotti che vengono venduti all’interno dell’Applicazione JustMary sono assolutamente legali e ne è riconosciuta la libera vendita su tutto il territorio nazionale, quindi non capiamo quali siano le reali motivazioni della sospensione», incalza il fondatore e Ceo della società, notando come «su Amazon e su numerose altre App presenti sullo store Google prodotti come quelli che vendiamo noi con JustMary sono disponibili senza problemi».

Al momento lo scontro tra Mountain View e la start up milanese è stato solo all’orizzonte, non ancora concretizzato. «Noi in buona fede chiediamo il ripristino dell’App: non c’è motivo per tenerla sospesa e ogni motivazioni addotta è fuori luogo. Se poi Google non dovesse ripristinare il nostro software, siamo pronti a proseguire con l’azione legale», conclude Matteo Moretti.

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