L’hanno definito “l’impero delle consegne da 10 miliardi di dollari” o anche il “nuovo Amazon delle consegne”. Sia chiaro: J&T Express deve fare ancora tanta strada per poter arrivare al livello della creatura di Jeff Bezos. Eppure questa sconosciuta azienda di corrieri ha letteralmente conquistato il settore della logistica nel Sud Est Asiatico, e adesso ambisce ad espandersi a livello globale cavalcando l’onda lunga dell’e-commerce cinese.
Fondata a Jakarta nel 2015, J&T Express è cresciuta rapidamente grazie alla collaborazione con operatori locali e al servizio di piattaforme come Shopee, Temu e Shein. Nel momento in cui scriviamo è presente in 13 Paesi e può contare con contratti diretti con aziende come Sephora e Uniqlo per ridurre la dipendenza dai marketplace.
Il Sud Est Asiatico è sicuramente un eccellente banco di prova per ogni azienda di logistica, vista la complessità nell’effettuare consegne in una regione dove non mancano strade dissestate, traffico intenso e province insulari frammentate. Persino Amazon ha faticato tantissimo a piantare la sua bandierina a queste latitudini.
L’ascesa di J&T Express
Ne avevate mai sentito parlare prima? J&T Express è nata dieci anni fa. È stata fondata in Indonesia da due imprenditori cinesi: Jet Lee (ex Ceo di Oppo Indonesia) e Tony Chen. Il nome «J&T» deriva dalle iniziali dei due ideatori, mentre il logo, un coniglio simbolo di velocità (in cinese “Ji Tu”), sottolinea la rapidità del servizio offerto.
Nel giro di un paio di anni dalla sua creazione si è espansa nel Sud Est Asiatico, dove oggi detiene una quota di mercato di quasi il 29% e genera un fatturato di circa 10 miliardi di dollari. Ha realizzato il primo utile nel 2024, dopo aver allargato il business a livello internazionale: Paesi del Golfo, Messico, Egitto, Brasile.
Attenzione alle tendenze di mercato del Sud Est Asiatico: tra il 2016 e il 2021, il mercato dell’e-commerce nella regione è cresciuto a un tasso annuo del 40% e triplicherà entro il 2030, con le sei maggiori economie della regione – Indonesia, Malesia, Filippine, Vietnam, Thailandia e Singapore – che dovrebbero generare 380 miliardi di dollari di vendite e-commerce (fonte: McKinsey).
Il portale Rest of the World ha spiegato che in Vietnam, dove il fabbisogno di investimenti era moderato, l’azienda ha investito in infrastrutture collaborando anche con sponsor locali. E lo stesso ha fatto in Messico, per controllare meglio le operazioni e migliorare la qualità del servizio. La capacità di costruire infrastrutture proprie è ciò che distingue J&T Express, che in sostanza punta a gettare le fondamenta del proprio business e poi trovare clienti (che non mancano affatto).
La logistica: un settore strategico
J&T Express è stata accusata dai rivali di praticare prezzi predatori. L’azienda ha però indicato le economie di scala, l’adozione di tecnologie avanzate e l’esperienza gestionale come fattori che riducono il costo per pacco. Nel frattempo il coniglietto Made in Indonesia sta espandendo i suoi servizi a piattaforme non e-commerce e si sta aggiudicando contratti di consegna diretta con marchi globali del retail.
J&T, per esempio, ha siglato accordi con il rivenditore di prodotti di bellezza Sephora, con il marchio di calzature Clarks e il rivenditore di abbigliamento Zalora a Singapore. Nelle Filippine, oltre alla collaborazione esistente con Uniqlo, ha stretto una partnership strategica con Globe Telecom, la più grande azienda di comunicazioni mobili del Paese.
L’azienda sta inoltre investendo nelle aree rurali, utilizzando l’intelligenza artificiale DeepSeek nelle sue operazioni e testando l’uso di veicoli senza pilota in Cina. La strada è ancora lunga e in salita. Ma già aver conquistato una buona fetta dell’Asia in così poco tempo è sinonimo di qualità. Il grande sogno di J&T? Espandersi ancora, e ancora, fino a diventare conosciuta in tutto il mondo. Chissà che non ci riuscirà davvero.