Imposta sulla donazione: cos’è e quando si paga

Caterina Gastaldi

22 Settembre 2022 - 19:04

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In alcuni casi è necessario pagare un’imposta sulle donazioni, anche se questa non sempre dovuta entro certi limiti e casi.

Imposta sulla donazione: cos'è e quando si paga

I beneficiari di donazioni, se queste non provengono da parte di un parente entro un certo grado, sono tenuti a pagare un’imposta sulla donazione ricevuta, nel caso in cui questa non sia di modico valore e venga quindi fatta attraverso l’intervento di un notaio per atto pubblico.

Inoltre, superati specifici limiti, il beneficiario dovrà pagare l’imposta anche nel caso di donazioni ricevute da membri della propria famiglia. Le franchigie, in questo caso, variano a seconda del rapporto di parentela in questione, e saranno più alte più stretta sarà la parentela. Di seguito quindi tutte le informazioni necessarie al riguardo, e le modalità da utilizzare per il pagamento dell’imposta entro i termini previsti dalla legge.

Cos’è l’imposta sulle donazioni

Sulle donazioni di non modico valore, e quindi per le quali è necessaria la presenza di un notaio, l’atto pubblico, e due testimoni, il ricevente è tenuto a pagare un’imposta. Sarà il notaio stesso che si è occupato della redazione dell’atto, dopo aver registrato la donazione, a procedere con il versamento dell’imposta per conto del donatario.

Per quanto questa sia la regola generale, ci sono situazioni in cui l’imposta non è dovuta per nulla oppure a patto che non vengano superati determinati limiti, come nel caso di regali tra parenti. A seconda del diverso grado di parentela, in questo caso, ci si trova di fronte a franchigie diverse e percentuali differenti dovute per il pagamento dell’imposta in questione.

Franchigie previste per donazioni tra parenti

In alcuni casi particolari non è previsto il pagamento dell’imposta sulle donazioni. In queste situazioni rientrano anche quelle tra parenti, entro specifici limiti previsti dalla legge e condivisi anche dall’Agenzia delle Entrate.

Nello specifico le franchigie da non superare per non dover pagare l’imposta sono le seguenti:

  • in caso di donazione tra coniugi e parenti in linea diretta (quindi genitori, figli anche adottivi, nonni, e nipoti) la franchigia è di 1 milione di euro. Al suo superamento l’imposta sarà del valore del 4%. Il calcolo deve essere fatto sul valore eccedente il massimo previsto;
  • in caso di donazioni tra fratelli e sorelle, la franchigia è di 100mila euro per ciascun beneficiario, al superamento della quale si pagherà un’imposta pari al 6%. Anche in questo caso l’imposta sarà sul valore eccedente la franchigia;
  • per le donazioni tra altri parenti fino al quarto grado, affini in linea retta, oppure affini in linea collaterale fino al terzo grado, non è prevista una franchigia, ma si dovrà pagare l’imposta su ogni donazione, pari al 6% del valore totale;
  • in qualsiasi altra situazione, quindi per le donazioni tra amici o in generale tra persone senza legami di parentela, è prevista una tassazione pari all’8% sul valore totale.

Tuttavia, nel caso in cui il beneficiario fosse una persona portatrice di handicap grave, allora l’imposta verrà applicata sulla parte del valore della quota che supera 1.500.000 euro. Questo a prescindere dal grado di parentela tra le persone coinvolte.

Quando non si paga

Ci sono alcune situazioni in cui non è previsto il pagamento dell’imposta, neanche nel caso di donazioni tra persone senza gradi di parentela.

  • In caso di donazioni di modico valore non è necessario il pagamento dell’imposta o della presenza del notaio e dei testimoni;
  • per le donazioni in favore di regioni, province, comuni, o dello Stato;
  • nel caso di donazioni fatte in favore di onlus e fondazioni bancarie;
  • non si pagherà l’imposta neanche per le donazioni che avvengono in favore di enti pubblici, fondazioni o associazioni legalmente riconosciute che abbiano come scopo esclusivo assistenza, studio, ricerca scientifica, altre finalità di pubblica utilità;
  • non è prevista imposta per le spese di mantenimento ed educazione, o per quelle sostenute per malattia, quelle ordinarie per abbigliamento o per nozze;
  • per le donazioni di automobili o di altri veicoli iscritti alla Pra;
  • nel caso di trasferimenti di aziende o rami aziendali familiari a favore di discendenti o coniuge, nel rispetto di specifici requisiti;
  • nel caso di liberalità indiretta, quando vengono rispettate specifiche regole.

Donazioni indirette

In casi particolari le donazioni indirette non sono soggette al pagamento delle imposte. Per “donazione indiretta” bisogna prima di tutto precisare che si intende quella fatta con un preciso scopo, come per esempio per permettere l’acquisto di un’auto o una casa da parte del ricevente, che altrimenti non avrebbe avuto fondi sufficienti per farlo.

Questa non verrà tassata a patto che:

  • all’interno dell’atto di acquisto del bene, venga specificato da dove vengono i soldi utilizzati, indicando i dati del donante;
  • questa sia posta in essere da parte del donante al fine di dotare il ricevente delle risorse necessarie per la stipula di un atto soggetto a Iva o a imposta di registro proporzionale, come nel caso di un genitore che dona i soldi al figlio per poter acquistare la prima casa.

Come pagare l’imposta

A dover pagare l’imposta è il donatario, ovvero il ricevente della donazione, ma non è quest’ultimo a dover fare fisicamente l’azione. Infatti entro 30 giorni dalla redazione dell’atto di donazione da parte del notaio, questo deve occuparsi della sua registrazione all’ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate e al pagamento dell’imposta di registro nella misura fissa 200 euro. Al contempo, il notaio si occuperà anche di versare l’imposta dovuta sulla donazione.

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