Occhio al Titolo di Stato europeo che è stato appena collocato sul mercato: un’emissione attraente che assicura agli investitori un rendimento annualizzato effettivo (IRR) di oltre il 5%.
Si tratta di un bond sovrano a lunga scadenza, che apre una finestra di investimento interessante per gli investitori italiani che vogliono puntare sul reddito fisso estero, andando oltre ai BTP, continuando comunque a beneficiare del regime di tassazione agevolata del 12,5%.
Il Titolo di Stato è incluso infatti nella “white list” ministeriale.
Tra i punti di forza di questa obbligazione c’è il prezzo sotto la pari, che consente di blindare un flusso cedolare significativo, massimizzato dalla plusvalenza a scadenza.
Può trattarsi di una opportunità d’oro per chi desideri diversificare il proprio portafoglio, a patto che si consideri una variabile chiave nel lungo periodo: il rapporto di cambio tra l’euro e la valuta locale.
Emissione Titoli di Stato UK con scadenza a 30 anni, rendimento al record dal 1998
Il Titolo di Stato europeo è quello che è stato emesso nella giornata di ieri, martedì 8 settembre 2026, dal Regno Unito, attraverso un collocamento sindacato con cui sono stati piazzati 4,25 miliardi di sterline di Gilt (Titoli di Stato UK) con scadenza a 30 anni.
I risultati dell’emissione hanno fatto scattare sull’attenti i mercati e il Cancelliere dello Scacchiere John Healey, alle prese con la spina del debito pubblico del Paese e, anche, in vista della prima legge di bilancio che sarà varata dal nuovo governo guidato dal Primo Ministro Andy Burnham.
I Gilt a 30 anni (con cedola del 5,375% e scadenza 2056, sono stati collocati infatti a un rendimento del 5,8168%, valore record mai registrato in un’asta o in un collocamento sindacato di Gilt dall’istituzione del Debt Management Office britannico nel 1998.
La richiesta da parte degli investitori di un yield tanto alto non è una sorpresa: la Gran Bretagna presenta i secondi costi di finanziamento pubblico più elevati tra le principali economie avanzate, dopo l’Australia, e la scorsa settimana i timori globali per un’accelerazione dell’inflazione a causa degli effetti della guerra tra Stati Uniti e Iran hanno spinto i rendimenti dei gilt trentennali scambiati sul mercato secondario ai massimi dall’inizio del 1998.
leggi anche
Quello che sta accadendo ai GILT nel Regno Unito potrebbe riguardare il futuro di tutta l’Europa
Le caratteristiche del Gilt con cedola 5,375%. Forte la domanda
Detto questo, a fronte dello scatto degli yield, il collocamento dei Gilt è stato accolto con una domanda molto forte da parte del pubblico degli investitori, come confermano gli ordini superiori a 85 miliardi di sterline.
In linea con quanto avviene nelle emissioni sindacate dei Gilt britannici, il Titolo è stato prezzato nella parte bassa del range indicativo iniziale.
Per stabilirne il rendimento, le banche incaricate dell’operazione hanno preso come riferimento il rendimento del Gilt con cedola del 4,25% e scadenza nel 2055, in quanto con scadenza simile, fissando alla fine uno yield superiore di 0,75 punti base.
La guidance iniziale prevedeva che il nuovo Gilt offrisse un rendimento superiore di 0,75-1 punto base rispetto al rendimento di mercato del Gilt 2055.
Ma proprio la solida richiesta degli investitori ha consentito di fissare lo spread al livello più basso della forchetta, ovvero a 0,75 punti base.
La brutta notizia, per le casse dello Stato UK, è che il rendimento è comunque balzato al record dal 1998, superando il massimo storico precedente, pari al 5,79%, fissato in un collocamento di Gilt piazzati dal DMO nel maggio 1998.
Ma per gli investitori a caccia di rendimenti, il Titolo potrebbe essere un buon affare.
Money.it ha calcolato a tal proposito quanto potrebbe guadagnare un investitore italiano che decidesse di investire 1.000 euro in questo bond.
Occhio intanto anche all’altro bond sovrano UK che potrebbe risultare appetibile agli occhi degli investitori.
leggi anche
Con un tasso annuo del 6% e rendimento del 5,78%, questo è il titolo di Stato inglese da comprare ora
Cosa deve considerare un risparmiatore italiano che vuole puntare su questo Gilt
Ricordiamo che si sta parlando di un Gilt a 30 anni, con scadenza nel 2056, che è stato emesso al prezzo di 93,806 sterline, con cedola 5,375% e rendimento lordo a scadenza pari al 5,8168%.
Un investitore italiano che volesse investire €1.000 in questo Gilt, al cambio attuale EUR/GBP = 0,85, investirebbe l’equivalente di £850 (€1.000 × 0,85) .
Visto che il prezzo del Gilt emesso è pari a 93,806, ovvero per ogni £100 nominali si pagano £93,806, con 1.000 euro (l’equivalente attuale di 850 sterline) l’investitore italiano potrebbe acquisire 906,12 sterline di valore nominale dei Gilt (£850 ÷ 0,93806).
Essendo la cedola pari al 5,375% sul valore nominale del Gilt a 30 anni, la cedola annua lorda percepita sarebbe pari a £906,12 × 5,375%, ovvero circa £48,70 lordi l’anno che, convertiti in euro al cambio di 0,85, sarebbero pari a (£48,70 ÷ 0,85) circa €57,30 lordi.
Applicando la tassazione italiana agevolata del 12,5%, la cedola annua netta sarebbe di circa €50,14*.
leggi anche
Il rendimento sui BTP decennali oltre i 4% sembra un’opportunità, ma c’è un rischio da considerare
Il calcolo del capital gain, il guadagno e il rendimento annualizzato effettivo
Considerando che il Gilt viene comprato a un controvalore di £850 ma alla scadenza nel 2056 restituisce il valore nominale di £906,12, il guadagno finale sul prezzo (capital gain) sarebbe di £56,12.
A questo guadagno si applicherebbe nuovamente l’aliquota del 12,5%, il che significa che il guadagno sul prezzo netto a scadenza sarebbe di £49,11, pari a €57,77 al cambio euro-sterlina di 0,85.
Ciò implica che, dal primo al 29esimo anno, l’investitore percepirebbe €50,14 ogni anno di cedole nette (vedi calcolo cedola netta sopra)*.
All’anno 30 della scadenza del Gilt, oltre all’ultima cedola netta di €50,14, verrebbe liquidato il capitale iniziale di €1.000,00 insieme al guadagno sul prezzo netto di €57,77, per un totale di €1.107,91
L’incasso totale complessivo, calcolato come la somma di tutte le cedole + il capitale rimborsato + il capital gain sarebbe pari a €2.561,97, con un guadagno netto di €1.561,97.
Il rendimento annualizzato effettivo (IRR) netto finale dell’operazione sarebbe dunque pari al 5,10%. Da segnalare che l’IRR è il tasso di crescita reale e personalizzato dell’investimento.
Non è una semplice media, ma rappresenta la percentuale esatta di “interesse composto” che i soldi generano ogni anno, tenendo in considerazione non solo le cedole che vengono incassate nel corso degli anni, ma anche quando vengono ricevute, insieme al prezzo finale che si incasserà alla scadenza.
leggi anche
BTP di guerra, se ne riparla. E anche il Regno Unito valuta bond per finanziare la difesa
Ma attenzione al rischio di cambio con oscillazioni EUR-GPB
Ovviamente bisogna considerare il rischio rappresentato dal rapporto di cambio.
Di seguito una simulazione su quanto si potrebbe guadagnare in caso di variazione in positivo e in negativo pari al 10% del rapporto EUR-GBP.
Da segnalare che, in questa simulazione, la variazione del ±10% del tasso di cambio è applicata esclusivamente al flusso dell’ultimo anno (rimborso del capitale + plusvalenza + ultima cedola).
| Scenario al 30° Anno | Tasso EUR/GBP | Valore Nominale Rimborsato in EUR | Guadagno sul Prezzo Netto in EUR | Incasso Finale Totale in EUR (Anno 30) | Rendimento Netto Annuo (IRR) |
| Sterlina si apprezza (+10%) | 0,77 | €1.176,78 | €63,78 | €1.290,70 | 5,26% |
| Caso Base (Cambio Stabile) | 0,85 | €1.066,02 | €57,77 | €1.173,93 | 5,10% |
| Sterlina si svaluta (-10%) | 0,94 | €963,96 | €52,24 | €1.066,34 | 4,93% |
Va ribadito che il 5,10% è un IRR netto calcolato assumendo un cambio EUR/GBP costante a 0,85 per tutta la vita del Gilt.
Nella realtà, il rendimento effettivo in euro sarà influenzato dalle variazioni della sterlina.
leggi anche
Cambio euro-dollaro, le previsioni a Money.it in attesa dei verdetti BCE e Fed sui tassi
| DISCLAIMER Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio. |
Commenti
0Nessun commento: scrivi tu il primo.