Il rame sale sui dati cinesi, ma lo shock di Grasberg tiene l’offerta sotto pressione fino al 2028

Ufficio Studi Money.it

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Il prezzo del rame sale sostenuto dal ritorno in espansione del Pmi manifatturiero cinese e dal calo delle scorte a Shanghai, mentre la ripartenza della miniera indonesiana di Grasberg, dopo la frana mortale del 2025, slitta a inizio 2028.

Il rame sale sui dati cinesi, ma lo shock di Grasberg tiene l'offerta sotto pressione fino al 2028

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Il rame apre ottobre in rialzo, sostenuto dal ritorno in territorio di espansione dell’attività manifatturiera cinese e da un nuovo calo delle scorte nei magazzini di Shanghai. Sullo sfondo resta un problema strutturale che pesa sui mercati del metallo rosso da oltre un anno, ovvero la lenta e più volte rinviata ripartenza della miniera indonesiana di Grasberg, uno dei maggiori giacimenti di rame al mondo, dopo la frana mortale del settembre 2025.

Il rame sale sui dati cinesi

Il future sul rame scambiato al London Metal Exchange di Londra ha toccato questa mattina i 14.453 dollari a tonnellata, in rialzo dello 0,1% nella seduta e vicino al guadagno di circa l’8% messo a segno nel terzo trimestre, dopo il massimo storico di 14.875 dollari toccato il 10 settembre.

A sostenere i prezzi è stato soprattutto l’indice dei direttori d’acquisto (Pmi) manifatturiero ufficiale cinese, calcolato dall’Ufficio nazionale di statistica (Nbs), salito a settembre a 50,1 punti da 49,8 di agosto: secondo mese consecutivo di risalita e ritorno sopra la soglia dei 50 punti che separa espansione e contrazione dell’attività industriale. Lo statistico capo dell’Nbs, Huo Lihui, ha parlato di un clima economico del settore manifatturiero «ulteriormente migliorato a settembre», come riportato dall’agenzia Xinhua.

Secondo Reuters si è aggiunto un calo del 17,8% delle scorte di rame nei magazzini dello Shanghai Futures Exchange, scese a 38.744 tonnellate, il livello più basso da gennaio 2024.

«Anche se l’incertezza sulla crescita globale e sulle politiche commerciali resta un fattore da considerare, le tendenze strutturali della domanda e la crescita contenuta dell’offerta dovrebbero continuare a sostenere i prezzi nel quarto trimestre»,

ha dichiarato Ewa Manthey, strategist delle materie prime di Ing.

Il nodo Grasberg, rinviato a inizio 2028

Dietro la tenuta dei prezzi c’è anche un problema di offerta più profondo. Nel settembre 2025 una frana di fango ha travolto la miniera di Grasberg, in Indonesia, uno dei maggiori giacimenti al mondo di rame e oro, controllato dalla statunitense Freeport-McMoRan. Sette lavoratori sono morti.

La produzione, inizialmente quasi azzerata, si è stabilizzata nel 2026 tra il 40% e il 50% della capacità normale, ma il calendario di ripartenza è slittato più volte: secondo l’ultimo aggiornamento della società, Grasberg dovrebbe arrivare al 65% della capacità nella seconda metà del 2026, all’80% a metà 2027 e tornare vicina al pieno regime solo a fine 2027, con il ripristino completo rinviato a inizio 2028.

«L’azienda punta a tornare alla piena capacità entro l’inizio del 2028»,

ha dichiarato Tony Wenas, amministratore delegato di Freeport Indonesia.

Perché è importante

Il rame è considerato un indicatore anticipatore della domanda industriale globale poiché usato per cavi elettrici, reti di trasmissione, veicoli elettrici e dai data center. Un prezzo strutturalmente alto si traduce in costi più elevati per chi produce componenti elettrici ed elettronici e per le infrastrutture della transizione energetica. Per chi ha esposizione, diretta o indiretta, al comparto minerario e industriale tramite azioni o Etf su materie prime, il combinato di domanda cinese in miglioramento e offerta compressa da Grasberg rappresenta un fattore di sostegno ai prezzi nel breve-medio periodo, anche se il rame resta storicamente più volatile di quanto suggerisca la narrativa legata alla scarsità strutturale.

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Articolo revisionato da Flavia Provenzani il

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