Il prezzo dell’oro torna a salire. Toppo tardi per comprare?

Flavia Provenzani

5 Maggio 2025 - 16:54

Il prezzo dell’oro sta tornano verso i massimi storici, ma è troppo tardi per comprare? Esaminiamo i fattori alla base dell’ascesa del metallo giallo e cosa succederà nei prossimi mesi.

Il prezzo dell’oro torna a salire. Toppo tardi per comprare?

Il prezzo dell’oro torna a crescere. Dopo una flessione che ha pericolosamente portato la quotazione vicino al supporto dei $3.200, il metallo giallo al momento viaggia sopra i $3.300. La delusione per i dati sull’occupazione negli Stati Uniti e con i negoziati in corso sul fronte della guerra commerciale che allentano la tensione non pesano più al ribasso sulla quotazione.

La strada torna ad apparire spianata per un ritorno ai massimi storici toccati due settimane fa.

L’interesse per l’oro cresce e insieme a lui le domande su come si muoverà il prezzo da qui in poi.

Gli acquisti nel settore rimangono lucidi e la maggior parte degli investitori detiene lingotti fisici da anni. Molti tra coloro che hanno investito cinque o sei anni fa cercavano una sorta di polizza assicurativa e non si aspettavano di certo i guadagni ottenuti. Ma, ad oggi, non hanno ancora incassato il profitto.

Perché il prezzo dell’oro continua a salire

Sono diversi i fattori che stanno determinando i recenti aumenti dei prezzi. Gli acquisti delle banche centrali dei mercati emergenti rappresentano da anni un supporto basilare alla quotazione del metallo giallo, e più di recente si è assistito a un aumento degli investimenti provenienti da Europa e Nord America.

L’interesse delle banche centrali ha fornito una base per un’ulteriore impennata dei prezzi quando, il mese scorso, gli investitori hanno iniziato a cercare alternative ai titoli del Tesoro USA e al dollaro, in risposta alla tempesta sui mercati finanziari innescata da Trump con l’annuncio sui dazi lo scorso 2 aprile.

Consideriamo che ci sono voluti 14 mesi perché il metallo giallo salisse da poco più di 2.000 dollari l’oncia a 3.000 dollari, ma per passare da lì a 3.500 dollari ci sono volute solo poche settimane grazie al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha lanciato la sua guerra tariffaria per poi indebolire la posizione della banca centrale statunitense suggerendo che avrebbe potuto licenziare il suo presidente Jerome Powell.

I prezzi si sono allontanati dai massimi dopo che Trump ha ritrattato queste sue dichiarazioni, ma gli operatori del settore sostengono che il danno è ormai fatto. È difficile rimettere il latte versato nel bicchiere e far sì che tutti si fidino dell’America come sei mesi fa, figurarsi 20 anni prima.

Quale futuro per il prezzo dell’oro

L’ultima volta che abbiamo regolarmente assistito a nuovi record sull’oro, nel 2011, il punto di svolta sono stati gli investimenti rischiosi che hanno sottratto liquidità al metallo prezioso. Questa volta, però, le acque sono più agitate, data l’incertezza verso altri potenziali beni rifugio e la sfiducia nazionale e internazionale verso la Casa Bianca.

Il motivo per cui le persone comprano oro è per proteggersi da quello che chiamiamo rischio estremo, come affermava l’allora presidente della Fed Ben Bernanke nel 2012.

Ma le tensioni commerciali potrebbero presto far tornare l’inflazione a salire, lo stesso motivo per cui gli acquirenti si sono fiondati sull’oro in passato: il metallo giallo mantiene il suo valore nonostante il potere d’acquisto delle valute scenda. Proprio come successo nel 2022 e nel 2023.

Anche una guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti e il potenziale rallentamento economico che ne deriverebbe dovrebbero sostenere la crescita del prezzo dell’oro, soprattutto ora che gli investitori non si fidano ciecamente dei titoli del Tesoro USA, storicamente un altro bene rifugio in periodi difficili.

I fattori principali che hanno determinato l’aumento del prezzo dell’oro negli ultimi 18 mesi circa appaiono in gran parte invariati. L’oro spesso sale di prezzo quando l’azionario performa bene, per poi salire ulteriormente quando le azioni scendono. Tra i dazi di Trump, i commenti sui social media e le tensioni in Medio Oriente e in Russia/Ucraina, l’incertezza è elevata e sembra in aumento.

Una situazione molto diversa rispetto a quella del 2011, perché questo mercato è guidato da flussi reali e da una domanda reale, e non da flussi speculativi.

Lo scorso anno, i nuovi record dell’oro sono stati sostenuti dagli investitori cinesi che hanno acquistato la materia prima, fisicamente o non. L’attuale salita continua a essere trainata dagli acquirenti delle banche centrali e dagli istituzionali.

E adesso?

Per comprendere la salita del prezzo dell’oro da 430 dollari l’oncia di vent’anni fa a 1.400 dollari nel 2013 e poi a oltre 3.500 dollari il mese scorso, bisogna considerare alcune dinamiche di mercato.

In passato, il prezzo era tipicamente inversamente correlato al rendimento dei titoli del Tesoro USA a 10 anni protetti dall’inflazione (Tips). Il metallo prezioso era più debole quando i tassi di interesse erano alti e viceversa.

Quindi, quando i tassi di interesse erano bassi è aumentato il flusso di denaro verso l’oro. Poi è arrivata l’incertezza geopolitica, con l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022. Allo stesso tempo, eventi come il crollo della Silicon Valley Bank all’inizio del 2023 hanno attirato nuovi acquirenti di beni rifugio.

Fatti come questi hanno contribuito ad abbattere la precedente correlazione inversa del metallo giallo con il dollaro statunitense nel 2023 e nel 2024, quando sono stati registrati nuovi prezzi record mentre il dollaro rimaneva forte e l’inflazione si manteneva alta.

Un altro motivo che spiega questo enorme cambiamento è da ricercare nell’ingresso della Cina nel mercato degli investimenti in oro, attraverso acquisti sia da parte della banca centrale che al dettaglio. La Banca Popolare Cinese ha iniziato ad acquistare oro in grandi quantità circa 10 anni fa, acquisti che poi sono diventati continui. Anche la Russia ha incrementato le sue riserve presso la banca centrale.

Negli ultimi anni, anche la «de-dollarizzazione» è stata considerata un fattore determinante nell’aumento del prezzo dell’oro, in quanto i Paesi stanno scaricando le loro riserve di valuta estera in dollaro statunitense.

Una delle ragioni per cui le banche centrali acquistano oro risiede nella diversificazione del portafoglio di riserve valutarie, data l’elevata esposizione a pochi mercati principali liquidi come il dollaro statunitense e i titoli del Tesoro, in particolare la Cina. Il prezzo dell’oro in aumento, che rompe i suoi legami con i tassi di interesse reali statunitensi e il dollaro statunitense, contribuisce a diversificare il rapporto rischio-rendimento del portafoglio in modo del tutto naturale.

L’ipotesi è che continueranno ad aumentare gli acquirenti per quello che è ormai un asset molto più «risk-off».

Troppo tardi per comprare oro?

Capire se comprare o non comprare oro oggi sta tutto nella propria personalissima opinione che si ha sul mondo.

Siete pessimisti sugli Stati Uniti sotto Trump? Aggiungete un po’ di metalli preziosi al portafoglio. Pensate che la Cina non cederà così facilmente nella guerra commerciale? Fate lo stesso.

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