I Titoli di Stato sotto stress stanno colpendo anche i corporate bond e i dividendi. L’attenti di Goldman Sachs

Laura Naka Antonelli

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Attenzione all’effetto contagio dei Titoli di Stato europei sui corporate bond. Goldman Sachs non esclude conseguenze anche sui dividendi.

I Titoli di Stato sotto stress stanno colpendo anche i corporate bond e i dividendi. L'attenti di Goldman Sachs

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La crisi che si è abbattuta in questi ultimi mesi sui Titoli di Stato europei, finiti nel mirino di forti sell off che hanno fatto impennare i rendimenti, sta avendo conseguenze negative anche sui corporate bond dell’Europa.

Parola di Goldman Sachs, che ha ricordato soprattutto il balzo dei rendimenti degli OAT, i bond sovrani della Francia, fino a oltre il 5%, avvenuto lo scorso 21 ottobre, per la prima volta dal 2022. Il rialzo ha esercitato una ulteriore pressionesullo spread OAT-Bund a 10 anni, ovvero sullo spread Francia-Germania, che è schizzato fino superare quota 177 punti base il giorno successivo.

Il gigante americano ha ricordato che, a far fronte alle pressioni sui rispettivi costi di rifinanziamento del debito, sono anche altre economie avanzate, come quelle degli Stati Uniti, del Regno Unito e del Giappone.

La tensione sui Titoli di Stato europei (ma non solo) sta contagiando anche i corporate bond

Secondo gli analisti di Goldman Sachs, gli effetti della tensione esplosa sul mercato dei bond sovrani europei si stanno già trasmettendo al mercato del credito corporate del Continente: i costi di finanziamento delle aziende stanno infatti aumentando.

A pesare sono anche altri fattori: le ingenti emissioni di debito, che accrescono l’offerta di obbligazioni sul mercato e che possono spingere al rialzo i rendimenti, e i collocamenti di bond da parte degli hyperscaler americani, che stanno aumentando la competizione per la raccolta di capitale.

Goldman Sachs stessa ha reso noto di prevedere che le emissioni di debito da parte degli hyperscaler balzeranno dai $250 miliardi del 2026 a $420 miliardi nel 2027, riflettendo il bisogno crescente delle società tecnologiche di finanziare gli investimenti che stanno lanciando per la costruzione di infrastrutture necessarie allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Forte rialzo da settembre per i rendimenti dei bond investment grade e high yield

Le aziende europee stanno già pagando le dinamiche in atto: i costi più alti che devono sostenere per pagare gli interessi sui bond che emetteno stanno iniziando infatti a erodere i loro margini.

Goldman Sachs ha fatto notare che i rendimenti dei corporate bond con rating investment grade sono già saliti di 30 punti base circa al 4,4%, dall’inizio di settembre, portando gli spread con il tasso privo di rischio dei Titoli sovrani ad allargarsi di 24 punti base circa, fino a 117 punti base.

Ancora peggio è andata alle obbligazioni high yield, che hanno visto i rendimenti schizzare di 90 punti base, fino al 7%, facendo salire così gli spread di 94 punti base, fino a quota 354.

Le spese per gli interessi più alti stanno riducendo gli utili delle aziende. Quelle più a rischio

La pressione si sta già riflettendo da un po’ sulla spesa per interessi delle società quotate sullo Stoxx 600, il principale indice azionario europeo.

Goldman Sachs ha calcolato che, a partire dal 2022, il costo degli interessi è salito dall’1,25% all’1,85% dei ricavi: un incremento di 60 punti base che ha ridotto gli utili di oltre il 5% nello stesso periodo.

La banca USA ha individuato anche le aziende che sarebbero più vulnerabili alla traiettoria rialzista dei costi di accesso di finanziamento: si tratta di società, ha fatto notare il colosso, che dispongono di una capacità inferiore di generare cassa, e/o che presentano esigenze di rifinanziamento a breve termine o una quota significativa di debito a tasso variabile.

A tal proposito, è stato sottolineato che la vita media delle obbligazioni delle società quotate sullo Stoxx 600 è pari a circa sette anni.

Tuttavia, un quarto del debito dovrà essere rifinanziato nei prossimi due anni, mentre un altro quarto è costituito da obbligazioni a tasso variabile.

Di conseguenza, circa la metà del debito potrebbe risentire relativamente presto dell’aumento dei tassi, attraverso maggiori costi di rifinanziamento o un adeguamento degli interessi.

Con costi debito più alti, a rischio secondo Goldman Sachs anche i dividendi e gli investimenti

Le conseguenze potrebbero andare a detrimento degli investimenti e della stessa remunerazione a favore degli azionisti, ovvero dei dividendi, in un contesto in cui Goldman Sachs ha rimarcato che “l’aumento dei rendimenti fa salire i costi di finanziamento, mentre l’ampliamento degli spread aggrava ulteriormente la pressione sulle società che devono rifinanziare il debito nel breve termine”.

I vertici di alcune aziende potrebbero quindi essere costretti a privilegiare il rafforzamento dei bilanci rispetto ad altri impieghi della liquidità. Un fenomeno che è già in atto: “I vertici aziendali si stanno concentrando maggiormente sulla riduzione della leva finanziaria, con il rischio di dirottare risorse dagli investimenti o dalla remunerazione degli azionisti”.

Goldman Sachs ha precisato di non prevedere un “evento sistemico del credito”.

La combinazione attesa per il 2027 di prezzi delle materie prime più bassi, rallentamento dell’inflazione, minori tassi di interesse e crescita economica più solida dovrebbe infatti contribuire ad allentare la pressione sui bilanci aziendali.

Allo stesso tempo, l’aumento del costo del debito è “un freno costante” per alcune aziende, soprattutto in una fase di rallentamento della crescita degli utili.

Goldman Sachs stima che gli utili cresceranno a un ritmo inferiore al 10% nel corso del 2027, rispetto alla crescita attesa a +20% circda quest’anno.

Negli Stati Uniti, l’outlook è di una crescita inferiore al 15%, rispetto al balzo superiore al 30% previsto per i profitti di quest’anno.

Le conseguenze per gli investitori che guardano al mercato dei bond

Ma cosa comporta per gli investitori lo stress che si sta manifestando anche sui mercati obbligazionari corporate?

Lo scenario delineato da Goldman Sachs rafforza la necessità di un approccio più selettivo nella scelta dei corporate bond, con particolare attenzione alla solidità dei bilanci, alla capacità delle aziende di generare cassa e alle rispettive esigenze di rifinanziamento.

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