I mercati emergenti battono le attese sui profitti dopo 4 anni. Conviene investire ora?

Redazione Money Premium

23 Giugno 2026 - 07:55

Il superamento delle stime sugli utili da parte delle aziende emergenti rappresenta il segnale che il ciclo economico e corporate sta entrando in una fase più matura e sostenibile

I mercati emergenti battono le attese sui profitti dopo 4 anni. Conviene investire ora?

Per la prima volta da aprile 2022, le aziende incluse nell’indice MSCI Emerging Markets stanno superando in media le stime sugli utili annuali formulate un anno fa.

Non si tratta di un rimbalzo isolato o di un effetto statistico temporaneo, ma di un segnale concreto che il ciclo degli utili nei mercati emergenti ha finalmente invertito la rotta dopo quattro anni di delusioni consecutive. Questo cambiamento di tendenza rafforza in modo significativo la tesi di un mercato toro prolungato e potenzialmente vigoroso per le azioni dei paesi in via di sviluppo.

Da dove viene la crescita?

Per comprendere la portata di questo dato è necessario ricordare il contesto degli ultimi anni. Tra il 2022 e il 2025 le aziende emergenti hanno sistematicamente deluso le aspettative degli analisti. L’inflazione post-pandemia, l’impennata dei tassi di interesse globali, il rallentamento cinese e le tensioni geopolitiche avevano creato un ambiente ostile per la crescita degli utili. Molti investitori avevano progressivamente ridotto l’esposizione ai mercati emergenti, considerandoli un’area ad alto rischio e bassa prevedibilità. Oggi quel quadro sta cambiando in profondità.

Il motore principale di questa inversione è la domanda insaziabile di semiconduttori per l’intelligenza artificiale, che sta beneficiando in particolare le aziende tecnologiche asiatiche. Corea del Sud e Taiwan rappresentano i casi più emblematici: i colossi della memoria e della fonderia come Samsung, SK Hynix e TSMC stanno registrando revisioni al rialzo delle stime di utile particolarmente aggressive. La crescita attesa degli utili per il 2026 nell’indice MSCI Emerging Markets, secondo diverse case di analisi e consensus Bloomberg, oscilla tra il 18% e oltre il 50% a seconda delle fonti, un ritmo nettamente superiore a quello previsto per i mercati sviluppati (intorno al 19-27%). Non si tratta solo di un fenomeno concentrato nel settore tecnologico.

Anche altri settori sono in risalita

Il miglioramento degli utili si sta estendendo anche ad altri comparti. In India, ad esempio, le raffinerie stanno beneficiando di margini più solidi grazie alla domanda interna di prodotti petroliferi e a un contesto energetico favorevole. In Brasile, le aziende del settore elettrico stanno registrando progressi significativi, sostenuti dalla crescita della domanda energetica e da un quadro regolatorio più stabile. Questo allargamento della base di crescita è cruciale: dimostra che il recupero non dipende esclusivamente dall’onda lunga dell’intelligenza artificiale, ma tocca anche settori tradizionali legati ai consumi interni e alle infrastrutture.

Dal punto di vista delle valutazioni, i mercati emergenti mantengono un vantaggio competitivo rispetto ai mercati sviluppati, in particolare agli Stati Uniti. I multipli forward price-to-earnings restano generalmente più bassi, e il rapporto PEG (price/earnings-to-growth) si trova ai livelli più contenuti degli ultimi quindici anni.

Sarà una crescita solida e duratura?

Questo significa che, anche dopo il forte rally degli ultimi diciotto mesi, gli investitori stanno ancora pagando prezzi relativamente contenuti per una crescita degli utili attesa superiore alla media globale. Naturalmente, non mancano i rischi. La dipendenza dal ciclo dell’intelligenza artificiale espone una porzione rilevante dell’indice a eventuali rallentamenti negli investimenti in data center da parte dei grandi hyperscaler americani. Le tensioni geopolitiche, in particolare intorno a Taiwan e alle relazioni tra Stati Uniti e Cina, restano un fattore di volatilità strutturale.

Inoltre, la Cina continua a mostrare una crescita più moderata rispetto al resto dei mercati emergenti, con stime di utile per il 2026 inferiori alla media dell’indice. Tuttavia, il quadro complessivo appare più equilibrato rispetto al passato. La crescita degli utili si sta dimostrando sempre più diffusa, non limitata a poche mega-capitalizzazioni tecnologiche. I flussi di capitale verso i fondi dedicati ai mercati emergenti sono tornati positivi in modo consistente, e molti gestori istituzionali stanno riconsiderando l’underweight storico su questa asset class.