Nel cassetto di molte famiglie italiane, o nell’area riservata di Poste, dormono buoni fruttiferi postali comprati negli anni in cui i tassi erano schiacciati a zero. Chi li ha sottoscritti tra la primavera del 2020 e l’estate del 2022 ha incassato le condizioni peggiori della storia recente del risparmio postale, e oggi, con le nuove serie che a scadenza pagano dall’1,75% al 3,69% lordo, senza contare il buono per i minori, la tentazione di rompere il salvadanaio e ricominciare è forte.
Non sempre, però, il conto torna allo stesso modo. Per alcuni buoni il rimborso è una scelta quasi obbligata, per altri conviene attendere lo scatto degli interessi, per altri ancora la vera partita si gioca alla scadenza, con prodotti riservati che premiano chi rinnova.
Quanto rendono i buoni sottoscritti tra il 2020 e il 2021
Il punto più basso è stato toccato il 6 novembre 2020, quando Cassa Depositi e Prestiti ha lanciato serie che sono rimaste in vendita fino all’8 giugno 2022. In quella finestra un Buono Ordinario della serie TF120A201106 riconosceva lo 0,05% lordo per i primi quattro anni e arrivava allo 0,30% lordo annuo solo al compimento del ventesimo anno. Un 3x4 della serie TF212A201106 prometteva lo 0,10% al terzo anno, lo 0,20% al sesto, lo 0,30% al nono e lo 0,50% al dodicesimo. Il 4x4 della serie TF116A201106 si fermava allo 0,75% dopo sedici anni.
Le serie dei mesi precedenti erano appena meno avare. Ecco le principali, con i rendimenti effettivi lordi riportati negli storici ufficiali di Poste.
| Buono e serie | Periodo di emissione | Rendimento lordo alle scadenze intermedie e finale |
|---|---|---|
| Ordinario TF120A200508 | dall’8 maggio 2020 al 16 luglio 2020 | 0,05% fino al 4° anno, 1,25% al 20° anno |
| Ordinario TF120A200717 | dal 17 luglio 2020 al 5 novembre 2020 | 0,05% fino al 4° anno, 0,60% al 20° anno |
| Ordinario TF120A201106 | dal 6 novembre 2020 all’8 giugno 2022 | 0,05% fino al 4° anno, 0,30% al 20° anno |
| 3x4 TF212A200717 | dal 17 luglio 2020 al 6 ottobre 2020 | 0,10% / 0,20% / 0,50% / 1,00% |
| 3x4 TF212A201007 e TF212A201106 | dal 7 ottobre 2020 all’8 giugno 2022 | 0,10% / 0,20% / 0,30% / 0,50% |
| 4x4 TF116A200717 | dal 17 luglio 2020 al 7 ottobre 2020 | 0,20% / 0,40% / 0,75% / 1,25% |
| 4x4 TF116A201106 | dal 6 novembre 2020 all’8 giugno 2022 | 0,20% / 0,30% / 0,40% / 0,75% |
| 3x2 TF106A200508 | dall’8 maggio 2020 al 16 luglio 2020 | 0,35% / 0,70% |
| 3x2 TF106A200717 | dal 17 luglio 2020 al 5 novembre 2020 | 0,10% / 0,30% |
Per i 3x4 i quattro valori si riferiscono al 3°, 6°, 9° e 12° anno, per i 4x4 al 4°, 8°, 12° e 16°, per i 3x2 al 3° e al 6°. Dal 6 novembre 2020 all’8 giugno 2022 i 3x2 non sono stati emessi.
Il confronto con l’offerta di oggi è impietoso. Un 4 anni Plus della serie in vigore dal 22 settembre 2026 paga il 2,25% lordo al compimento del quarto anno, pari all’1,98% netto annuo. Il 3x4 con premio, aperto a tutti, arriva al 2,99% lordo in dodici anni grazie a un premio finale dell’8% sul capitale. Il nuovo Ordinario parte dallo 0,75% e chiude al 2,50% dopo vent’anni. Con l’inflazione di ottobre stimata dall’Istat al 5,4%, i vecchi buoni stanno perdendo potere d’acquisto a ogni bimestre che passa.
Le regole del rimborso anticipato
Prima di fare i conti bisogna sapere che cosa si porta a casa uscendo in anticipo, perché i buoni non funzionano tutti allo stesso modo. Il capitale torna sempre indietro per intero, e la differenza la fanno gli interessi.
L’Ordinario è il più generoso con chi esce. Dopo il primo anno riconosce tutti gli interessi maturati fino all’ultimo bimestre compiuto, perché li calcola ogni due mesi e li capitalizza una volta l’anno. Non esiste penale, si perde soltanto la frazione del bimestre in corso.
3x4, 4x4 e 3x2 seguono una logica a gradini. Gli interessi vengono riconosciuti solo alle date di capitalizzazione, cioè ogni tre o quattro anni, e chi rimborsa prima del gradino successivo riceve soltanto quelli maturati fino alla scadenza intermedia precedente. Uscire a un mese dallo scatto significa rinunciare a un intero triennio o quadriennio di interessi.
Sul rimborso si paga solo l’imposta sostitutiva del 12,5% sugli interessi, la stessa che si pagherebbe alla scadenza. Uscire prima non costa nulla in termini fiscali. Va messo in conto anche il bollo dello 0,20% annuo, che scatta quando il valore di rimborso complessivo dei buoni intestati alla stessa persona supera i 5.000 euro. Su un Ordinario del novembre 2020 l’imposta supera da sola il rendimento dei primi quattro anni, e in casi come questo i fogli informativi prevedono la restituzione della parte di bollo che porterebbe il rimborso netto sotto il capitale investito. Tenere fermo un buono che rende meno del bollo equivale a remare controcorrente su una barca senza motore.
C’è infine un vincolo che pochi conoscono. I buoni dedicati ai minori non si possono rimborsare prima dei diciotto anni senza l’autorizzazione del giudice tutelare, quindi per loro i ragionamenti di questo articolo valgono solo in parte.
L’Ordinario del dicembre 2020 che rende lo 0,30%
Prendiamo 10.000 euro investiti il 10 dicembre 2020 in un Ordinario della serie TF120A201106. Il buono ha compiuto 5 anni e 10 mesi il 10 ottobre 2026 e, secondo i coefficienti del foglio informativo, rimborsandolo oggi si incassano 10.065,80 euro netti. In quasi sei anni ha prodotto 65,80 euro di interessi.
Tenendolo fino alla scadenza naturale del 10 dicembre 2040 se ne ricaverebbero 10.540,07 euro netti. Da qui al 2040 il vecchio buono renderebbe circa lo 0,33% netto annuo, bollo escluso.
| Scelta | Orizzonte | Valore netto finale |
|---|---|---|
| Tenere il vecchio Ordinario | fino a ottobre 2030 (9 anni e 10 mesi di possesso) | 10.172,07 euro |
| Rimborsare e sottoscrivere un 4 anni Plus al 2,25% | novembre 2030 | 10.885,64 euro |
| Tenere il vecchio Ordinario | fino a ottobre 2038 (17 anni e 10 mesi di possesso) | 10.460,08 euro |
| Rimborsare e sottoscrivere un 3x4 con premio al 2,99% | novembre 2038 | 13.808,04 euro |
Su quattro anni la differenza è di 713,57 euro, su dodici supera i 3.347 euro. Il punto di pareggio, in questo caso, non esiste. Non c’è orizzonte temporale in cui il vecchio buono batta i nuovi, nemmeno lasciandolo arrivare alla fine.
L’unico accorgimento riguarda il momento del rimborso. Poiché gli interessi maturano a bimestri, conviene presentarsi subito dopo lo scatto e non a metà strada. Chi ha sottoscritto il 10 dicembre 2020 e aspetta il 10 dicembre 2026 guadagna altri 4,40 euro netti, una cifra modesta che vale la pena incassare solo se l’attesa è di poche settimane.
Anche le serie dei mesi precedenti non reggono il confronto. Un Ordinario TF120A200717, sottoscritto tra luglio e novembre 2020, dal sesto al ventesimo anno renderebbe circa lo 0,67% netto annuo. La serie TF120A200508, la meno sfavorevole del 2020, si fermerebbe intorno all’1,40% netto, comunque sotto l’1,98% del 4 anni Plus e il 2,67% netto del 3x4 con premio.
Il 3x4 a un passo dal gradino del sesto anno
Con i buoni a gradini la musica cambia, perché aspettare può valere qualcosa. Un 3x4 della serie TF212A201106 sottoscritto il 15 febbraio 2021 per 10.000 euro ha superato il primo triennio e oggi, rimborsandolo, restituisce 10.026,28 euro netti. Il 15 febbraio 2027 compirà sei anni e il suo valore salirà a 10.105,53 euro netti, con un guadagno di 79,25 euro in tre mesi e mezzo.
Per capire se l’attesa conviene basta chiedersi in quanto tempo un buono nuovo produrrebbe gli stessi 79,25 euro. Con l’1,98% netto annuo del 4 anni Plus servono circa quattro mesi e mezzo. Poiché allo scatto mancano meno di quattro mesi, in questo caso conviene aspettare febbraio e rimborsare il giorno dopo il compimento del sesto anno.
La regola vale per tutta la serie. Il passaggio dal terzo al sesto anno aggiunge lo 0,79% netto al valore del buono, e l’attesa conviene solo se mancano meno di cinque mesi circa allo scatto. A conti fatti, chi ha sottoscritto un 3x4 tra il 4 novembre 2020 e la fine di marzo 2021 fa bene ad aspettare il sesto compleanno del buono. Chi lo ha comprato dopo, e ha davanti a sé più di cinque mesi di attesa, guadagna di più rimborsando subito. Lo stesso vale per chi lo ha sottoscritto prima del 4 novembre 2020, perché il gradino del sesto anno è già alle spalle e il prossimo, quello del nono, arriverà soltanto nel 2029.
Il 4x4 che conviene chiudere comunque
Il 4x4 della serie TF116A201106 sembra il caso più spinoso, perché il prossimo gradino dell’ottavo anno porta con sé un guadagno più consistente. Su 10.000 euro sottoscritti a gennaio 2021, oggi si incassano 10.070,21 euro netti, che a gennaio 2029 salirebbero a 10.212,22 euro, ovvero 142 euro in più.
Il calcolo del pareggio dice però che un buono nuovo recupera quella cifra in meno di nove mesi, mentre all’ottavo anno mancano ventisei mesi. Nessun buono di questa serie, emessa dal 6 novembre 2020, arriverà al gradino dell’ottavo anno prima di novembre 2028, quindi per tutti i sottoscrittori il rimborso immediato è la scelta migliore. Rimborsando oggi e passando a un 4 anni Plus, a novembre 2030 si avrebbero 10.890,42 euro netti contro i 10.212,22 del vecchio buono, che fino al 2033 non riconoscerebbe altri interessi.
Il buono scaduto e la corsia preferenziale dei Rinnova
C’è poi chi non deve decidere se uscire, perché il buono è già arrivato a scadenza. È il caso dei 3x2 sottoscritti tra maggio e novembre 2020, che sono scaduti o stanno scadendo in queste settimane, e dei vecchi buoni Rinnova a sei anni emessi nell’estate del 2020. Dal giorno successivo alla scadenza questi titoli smettono di fruttare. I cartacei restano immobili finché non vengono portati allo sportello, e anche la somma accreditata sul libretto rende soltanto lo 0,001% lordo del tasso base, per cui lasciarla lì è il primo errore da evitare.
La buona notizia è che proprio chi rimborsa un buono scaduto ha accesso a un prodotto riservato. Il Buono Rinnova 3x4 con premio, nella serie in vigore dal 22 settembre 2026, paga l’1% al terzo anno, l’1,5% al sesto, il 2% al nono e il 2,5% al dodicesimo, più un premio finale del 16% sul capitale investito e non rimborsato in anticipo, per un rendimento effettivo del 3,46% lordo e del 3,10% netto.
Lo può sottoscrivere chi ha rimborsato dal 1° gennaio 2026 buoni scaduti e non prescritti, con l’esclusione dei buoni per i minori, del Buono per un Buono 6 mesi e dei 4 anni risparmiosemplice. La sottoscrizione va fatta in un’unica giornata, che può essere anche successiva a quella del rimborso. Chi ha incassato un buono scaduto dopo il 1° gennaio 2026 e ha lasciato i soldi sul libretto è quindi ancora in tempo, finché CDP non comunicherà in Gazzetta Ufficiale la chiusura del collocamento.
Un 3x2 della serie TF106A200717 sottoscritto il 20 ottobre 2020 per 10.000 euro è scaduto il 20 ottobre 2026 e vale 10.158,69 euro netti. Reinvestendo 10.150 euro, perché i buoni si sottoscrivono per multipli di 50 euro, il confronto a dodici anni è questo.
| Dove finiscono i 10.150 euro | Rendimento lordo a 12 anni | Valore netto nel 2038 |
|---|---|---|
| 3x4 con premio, aperto a tutti | 2,99% | 13.923,54 euro |
| Buono Rinnova 3x4 con premio | 3,46% | 14.634,04 euro |
| Rinnova Prima 3x4 Premio, prenotato prima della scadenza | 3,69% | 14.989,29 euro |
La terza riga indica la strada migliore e insieme la lezione per chi ha buoni ancora in corsa. Il Rinnova Prima 3x4 Premio riconosce un premio finale del 20% e un rendimento del 3,69% lordo, ma si prenota solo in ufficio postale, entro i trenta giorni che precedono la scadenza di un buono dematerializzato. Chi lascia passare la data perde l’accesso e ripiega sul Rinnova, rinunciando in questo esempio a 355,25 euro. Sulla scadenza dei propri buoni conviene dunque mettere un promemoria con un mese di anticipo.
Va ricordato che nessuno dei due Rinnova è adatto a chi potrebbe avere bisogno dei soldi prima dei dodici anni. Il premio si incassa solo alla scadenza finale, e chi esce prima perde sia il premio sia gli interessi del triennio in corso.
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Chi decide di chiudere un vecchio buono spesso lo fa con in testa i rendimenti più alti del catalogo, ed è proprio lì che si nasconde il primo equivoco. I Rinnova, con i loro premi del 16 e del 20%, sono riservati a chi incassa un buono arrivato alla scadenza naturale, e nessun rimborso anticipato, per quanto conveniente, apre quella porta. Chi esce oggi da un Ordinario o da un 4x4 del 2020 dovrà quindi accontentarsi dei buoni aperti a tutti, come il 4 anni Plus o il 3x4 con premio, che restano comunque molto più generosi delle vecchie serie.
Un discorso simile vale per il Buono Premium al 3,25%, che resterà in collocamento fino al 5 novembre e che molti, in questi giorni, guardano come la destinazione naturale dei soldi appena liberati. Il buono è però riservato alla nuova liquidità arrivata in Posta con un bonifico, un assegno o l’accredito dello stipendio o della pensione, e la somma che torna sul libretto dal rimborso di un vecchio buono non rientra in nessuno di questi canali.
Resta poi la tentazione di scegliere il nuovo buono guardando soltanto il tasso, dimenticando che la logica dei gradini funziona anche al contrario. Un 4 anni Plus non riconosce un centesimo di interessi se viene rimborsato prima del quarto anno, mentre il 3x4 con premio comincia a pagarli solo dopo il terzo e riserva il premio a chi arriva fino in fondo. Prima di rompere il vecchio salvadanaio bisogna insomma essere certi di non dover rompere anche il nuovo. A chi pensa di avere bisogno dei soldi nel giro di un anno o due può convenire guardare fuori dal circuito postale, verso i titoli di Stato a breve scadenza come il BOT a 12 mesi, aggiudicato all’asta del 9 ottobre 2026 con un rendimento lordo del 3,175%.
Come si fa?
I buoni dematerializzati si rimborsano anche online, dal sito di Poste o dall’app, e possono essere rimborsati in parte, per importi di 50 euro e multipli. Quelli cartacei vanno portati allo sportello e si rimborsano solo per intero. Il valore aggiornato si trova nell’area riservata di poste.it per i dematerializzati e nei simulatori di Poste e CDP per i cartacei, inserendo tipologia, serie e data di sottoscrizione.
Chi vuole sottoscrivere un Rinnova deve essere intestatario del buono scaduto che ha rimborsato, e per la versione dematerializzata serve un libretto o un conto postale con la stessa intestazione del nuovo buono. Per i buoni cartacei emessi prima del 1° gennaio 2009 l’intestatario deve essere presente al momento del rimborso. Il Rinnova Prima, invece, si prenota esclusivamente allo sportello e può essere condizionato, nel qual caso viene emesso solo se il rendimento non è sceso rispetto a quello della scheda consegnata al momento della prenotazione.
Avvertenza. Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza personalizzata. I valori sono calcolati sui coefficienti e sui tassi riportati nei fogli informativi e negli storici ufficiali di Poste Italiane e CDP, al netto dell’imposta sostitutiva del 12,5% e al lordo dell’imposta di bollo. Condizioni dei buoni in emissione aggiornate al 3 novembre 2026.
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