Garanzia sui prodotti elettronici. Cosa prevede la legge e come farla valere?

Come funziona il periodo di garanzia sui dispositivi tech? Ecco come tutelarti, anche dopo le novità introdotte il 22 ottobre 2026 per la riparazione.

di Pasquale Conte 0 Commenta

Ti è mai capitato di acquistare un nuovo smartphone o un televisore e, già dopo pochi mesi, di notare i primi malfunzionamenti? Si tratta di un problema piuttosto comune, soprattutto per i dispositivi appena lanciati sul mercato. Se ti rivolgi al negozio dove hai effettuato l’acquisto, ti viene detto di rivolgerti al produttore. Il centro assistenza ti propone quindi un preventivo per la riparazione. Cosa fare ora? C’è la garanzia?

La risposta è sì, la legge italiana ha la regola base all’interno del Codice del consumo (D. Lgs. 206/2005, artt. 128 e seguenti). Per i beni acquistati da un professionista, il venditore ha l’obbligo di rispondere dei difetti di conformità per due anni dalla consegna. Dal 2026, ci sono due novità. Quali? A partire dal 27 settembre, il venditore deve ricordarti la garanzia legale con un avviso europeo prima che tu sia vincolato dal contratto. Dal 22 ottobre è invece in vigore il D. Lgs. 176/2026 sul diritto alla riparazione che, in certi casi, allunga la garanzia di un anno.

Se vuoi saperne di più, in questa guida vediamo nel dettaglio che cosa prevede la norma, quando scatta, quali sono i rimedi che puoi richiedere e come procedere.

Cosa prevede la legge

La garanzia legale di conformità riguarda i contratti di vendita tra i consumatori e i professionisti. Di fatto, il venditore deve rispondere di ogni difetto che già è presente sul prodotto al momento della consegna e che si manifesta entro due anni. In questo caso, i rimedi sono gratuiti.

Quando un prodotto è conforme? Quando corrisponde alla descrizione del contratto, è adatto agli usi normali di beni simili e ha le qualità attese. Se si tratta di articoli con componenti digitali, entra in gioco anche la fornitura degli aggiornamenti.

È invece nullo ogni patto preventivo che vada ad escludere o limiti questi diritti. Restano infine fuori i difetti che si presentano per cause diverse rispetto a quelle originarie. Quindi una cattiva manutenzione o ricambi non originali, per esempio.

Quando scatta la garanzia

La garanzia ha una validità di due anni e parte dal momento della consegna del prodotto acquistato. Dal 2022, è stato eliminato ufficialmente il termine di decadenza di due mesi per denunciare un problema o un difetto. È comunque sempre consigliato rivolgersi subito a un centro di assistenza, in quanto la tempestività aiuta a dimostrare quando e come il problema si è presentato.

Ad avere valore è il momento in cui emerge un guasto. Entro il primo anno, di norma si presume che il difetto fosse presente già al momento della consegna e spetta al venditore provare il contrario. Passato il primo anno dall’acquisto, la prova dell’origine del problema spetta invece a te. In che modo? Per esempio con una perizia tecnica.

Per i device usati, invece, acquirente e venditore possono pattuire una durata più breve della garanzia, ma mai inferiore a un anno. Non va confusa con il recesso di 14 giorni previsto per gli acquisti a distanza. In quest’ultimo caso, non è richiesta alcuna motivazione, in quanto si tratta di un diritto che è distinto dalla garanzia base.

A chi bisogna chiedere

Per poterti avvalere della garanzia, è importante che tu ti rivolga direttamente al venditore, ossia l’unico soggetto con cui intercorre un rapporto di tipo contrattuale. Il produttore del dispositivo può rispondere solo se vende direttamente al consumatore, per esempio tramite uno shop online ufficiale o un negozio fisico.

E se il negozio ti indirizza al centro assistenza del marchio? In questo caso, la responsabilità di garantire che il problema venga risolto rimane sua. Per quanto riguarda gli acquisti effettuati in rete, controlla sempre chi risulta come venditore sia nel contratto sia sulla fattura, poiché ci sono piattaforme che si limitano a mettere in contatto le parti e non hanno responsabilità per eventuali problemi o guasti.

Cosa si può chiedere

Una volta esserti messo in contatto per avvalerti della garanzia, cosa puoi chiedere? È possibile scegliere tra riparazione e sostituzione, purché la risoluzione del problema non sia impossibile o troppo più costosa per il venditore rispetto al consegnarti un’alternativa. Entrambi i servizi, ricordiamo, sono gratuiti.

Ci sono casi in cui possono entrare in gioco la riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto, ma solo se si verificano determinati fattori. Per esempio se il venditore non ha riparato o sostituito l’oggetto, oppure si è rifiutato. O anche quando il difetto si ripresenta nonostante una prima riparazione, o se il venditore ha dichiarato che non riuscirà a risolvere il problema in tempi ragionevoli.

Non è invece possibile risolvere il contratto se il difetto è di lieve entità e se la prova spetta al venditore. Per poter risolvere, basta una dichiarazione rivolta al venditore. Poi ti basta restituire il bene a spese tue e ottenere il rimborso del prezzo.

Cosa cambia dal 22 ottobre

Con il D. Lgs 176/2026, viene recepita ufficialmente la direttiva europea 2024/1799. Cosa vuol dire nel pratico? Che ci sono due novità:

  • Un anno di garanzia in più: se scegli la riparazione anziché la sostituzione, la responsabilità del venditore si allunga di 12 mesi. Il venditore è obbligato a informarti prima di questa possibilità e la regola vale per tutti i contratti conclusi dal 31 luglio 2026. Se hai comprato uno smartphone il 1° settembre 2026, è coperto fino al 1° settembre 2028. Se entro marzo 2027 lo ripari in garanzia, la copertura arriva al 1° settembre 2029;
  • Riparazione anche fuori garanzia: determinate categorie di prodotti devono venire riparate su richiesta del consumatore anche dopo il periodo di garanzie, quando è tecnicamente possibile. Rientrano nella lista smartphone, tablet, TV, lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi e aspirapolvere. L’intervento deve essere gratuito o proposto a un prezzo ragionevole. Sono vietati ostacoli ingiustificati all’uso di ricambi compatibili e di riparatori indipendenti. Per le violazioni eventuali, sono previste sanzioni fino a 50.000 euro.

Come far valere la garanzia

Per poter far valere la tua garanzia legale, ci sono alcuni passaggi da seguire. Per prima cosa conserva tutti i documenti, e quindi scontrino, fattura o ordine online, che vanno tenuti per almeno 26 mesi. Ricorda poi di documentare il problema con foto, video e se possibile una descrizione con la data in cui è comparso.

Puoi quindi scrivere al venditore tramite PEC o raccomandata. Qui ricorda di indicare il difetto e il rimedio che desideri tra riparazione o sostituzione, da accompagnare al riferimento agli artt. 128 e seguenti del Codice del consumo.

Non devi mai pagare preventivi per i difetti coperti dalla garanzia, in quanto si tratta di pratiche illecite segnalabili dall’AGCM. Come detto in precedenza, è importante segnalare il tutto al momento del guasto. Se è nel primo anno, si presume che il difetto sia presente già al momento della consegna.

Se scegli la riparazione, è importante che tu chieda per iscritto che il venditore confermi l’estensione della garanzia per ulteriori dodici mesi, sempre se il contratto sia datato 31 luglio 2026 o date successive.

Cosa fare se il venditore si rifiuta

Se il venditore risponde negativamente alla tua richiesta, puoi inviare una diffida scritta che fissa un termine e prova la tua richiesta. A chi rivolgersi? A un’associazione dei consumatori o al Centro Europeo Consumatori Italia.

Esistono anche altri organismi, come gli ADR di conciliazione. Puoi infine segnalare il comportamento all’AGCM, che vigila su pratiche e clausole scorrette. Se non sei ancora arrivato a una conclusione nei tuoi interessi puoi consultare un giudice competente, in base al valore della causa. In quest’ultima fase, è bene farsi assistere da un avvocato.

Condividi

Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.

Argomenti di cui abbiamo parlato

Commenti

0

Per commentare serve un account Money.it gratuito.

Nessun commento: scrivi tu il primo.

Articoli correlati