Fase due: al lavoro anche di domenica?

La nuova organizzazione del lavoro adottata nella fase due potrebbe portare all’allungamento dell’orario di apertura di negozi e uffici. Lavorare anche di domenica potrebbe diventare un’abitudine.

Fase due: al lavoro anche di domenica?

Lavorare di domenica, ma anche nel tardo pomeriggio e in serata, potrebbe diventare un’abitudine per molti durante la fase due.

Non c’è ancora l’ufficialità, che arriverà solo quando il Governo Conte ufficializzerà il calendario della ripresa, nonché le nuove regole da seguire per limitare i contagi in questa delicata fase in cui dovremo convivere con il coronavirus, ma sembra essere questa la linea che verrà adottata nei prossimi mesi.

Una cosa però è certa: dovremo abituarci ad una nuova organizzazione del lavoro che potrebbe portare anche a lavorare di domenica all’interno degli uffici, così come in turni che comprendono orari serali.

Questo perché bisognerà limitare la presenza di persone in uffici e negozi, così come pure sopra i mezzi pubblici. Allo stesso tempo, però, non si potrà negare alle persone l’accesso ai servizi, ed è per questo che si va, quando e dove possibile, verso un allungamento degli orari in cui uffici e negozi potranno restare aperti, così come un incremento dei giorni di apertura settimanali.

È per questo motivo che, anche per chi non è solitamente abituato, potrebbe esserci la possibilità di lavorare anche di domenica.

Nuova organizzazione del lavoro: uffici aperti di domenica?

Secondo il Presidente dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità), Silvio Brusaferro, per imparare a convivere con il coronavirus “dovremo abituarci a non avere più orari di punta”. Parole che sembrano anticipare le nuove linee guida che il Governo ufficializzerà a breve, frutto del lavoro della task force di Vittorio Colao.

Per farlo, bisognerà inevitabilmente limitare lo spostamento di persone negli orari in cui solitamente sono frequenti gli assembramenti (nei bar, ma anche sopra i trasporti pubblici), ed è per questo che verrà chiesto alle aziende, ma anche ai negozi, di far lavorare i dipendenti su più turni e su più giornate.

Ad anticipare questa possibilità è stato, ad esempio, il Governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, il quale ha dichiarato che l’unico modo di non creare affollamenti nelle strade è quello di “allungare la settimana lavorativa”.

Scaglionare il lavoro” sembra essere quindi l’unica possibilità per evitare eccessivi spostamenti in determinate fasce orarie e d’altronde la chiusura delle scuole sembra favorire questa direzione.

Ribadiamo che - a pochi giorni dalla fine del lockdown - nulla è stato ancora deciso ma quella di prevedere dei nuovi orari di lavoro ci sembra l’unica soluzione possibile per far sì che in ogni luogo, occasione e indipendentemente dalla fascia oraria, si possano rispettare le regole sul distaccamento sociale.

Negozi aperti anche di notte?

Altra abitudine che potrebbe cambiare è quella dell’orario di apertura dei negozi, così come di alcuni uffici (si pensi, ad esempio, alle Poste).

Il fatto che l’ingresso nei locali dovrà essere limitato ad un certo numero di persone, infatti, potrebbe incentivare la creazione di file all’esterno dei locali, come successo in questi giorni in diversi supermercati.

Figuriamoci cosa succederebbe in tal caso in una fase due dove per spostarsi non servirebbe alcuna autocertificazione: è vero che si limiterebbe la presenza di persone in negozi e uffici, ma allo stesso tempo queste si andrebbero a riversare nelle strade.

Ecco allora che si pensa ad un’apertura anche serale di negozi e uffici, così da distribuire il flusso di persone su più ore della giornata.

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