Quota A, Quota B, aliquote, soglie e scadenze: quanto versano medici e odontoiatri all’ENPAM nel 2026 e come evitare errori sul Modello D
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ENPAM 2026 è una di quelle voci che tornano a bussare puntuali, di solito quando le scadenze da gestire sono già tante e la voglia di aprire l’area riservata è poca. Eppure basta una distrazione - una richiesta di aliquota ridotta inoltrata tardi, un Modello D compilato con approssimazione, una rata saltata - per trasformare un adempimento prevedibile in un problema che si trascina per mesi. Il punto, allora, non è solo quanto si versa, ma cosa fare, quando e su quali numeri.
Ecco una guida pratica, aggiornata alle indicazioni ufficiali della Fondazione per il 2026, per muoversi tra Quota A, Quota B, aliquote, soglie e pagamenti senza sorprese. Un avvertimento, prima di tutto: importi e inquadramenti cambiano in base alla posizione del singolo iscritto (età, tipo di attività, eventuale pensione, fondi speciali), quindi prima di pagare o inviare il Modello D conviene sempre un controllo incrociato tra area riservata ENPAM e commercialista.
Prima di tutto? Capire «quale ENPAM» riguarda il singolo
Partiamo da un assunto. Per medici e odontoiatri iscritti agli Albi, la contribuzione ENPAM non è un numero unico valido per tutti: è un sistema a più gestioni, che convivono sotto lo stesso tetto ma seguono regole proprie.
La Quota A è il contributo di base, obbligatorio per il solo fatto di essere iscritti all’Albo, con importi crescenti per fasce d’età. La Quota B è invece proporzionale al reddito netto da libera professione, con soglie di esenzione, aliquote e - in alcuni casi - la possibilità di chiedere un’aliquota ridotta.
Poi c’è il capitolo dei Fondi della medicina convenzionata e accreditata (medicina generale, pediatria di libera scelta, specialistica ambulatoriale e così via), dove le percentuali sono diverse e in buona parte a carico del Servizio sanitario nazionale. Un discorso a parte, infine, per le società odontoiatriche, tenute in certi casi al contributo dello 0,5% sul fatturato.
Quota A: importi, rate e contributo di maternità
La Quota A è la base dell’edificio previdenziale: si paga comunque, anche negli anni senza alcun fatturato. Per il 2026 gli importi annui fissati da ENPAM sono:
- 152,37 euro per gli studenti del quinto e sesto anno
- 304,73 euro fino a 30 anni di età
- 591,47 euro dal compimento dei 30 fino ai 35 anni
- 1.109,92 euro dai 35 ai 40 anni
- 2.049,83 euro dal compimento dei 40 anni in su
A queste cifre si aggiunge, per tutti gli iscritti, il contributo di maternità, adozione e aborto, pari a 84,26 euro per il 2026. Il versamento ordinario cade il 30 aprile, in unica soluzione oppure - solo con la domiciliazione bancaria attiva - in quattro o otto rate senza interessi. Un dettaglio che pesa in dichiarazione: la Quota A è interamente deducibile dal reddito, come del resto lo sono i contributi previdenziali obbligatori, anche in regime forfettario.
Quota B: quando scatta e quanto si paga
È il punto che genera più dubbi, e più ricerche online. La Quota B colpisce il reddito netto da libera professione prodotto nel 2025 e dichiarato nel 2026 con il Modello D. Ma non su tutto: si versa solo sulla parte di reddito libero-professionale che eccede l’importo già coperto dalla Quota A.
Per il 2026 l’obbligo scatta se il reddito supera 5.446,77 euro (iscritti under 40 o ammessi al contributo ridotto di Quota A) oppure 10.059,28 euro (dai 40 in su, a patto di aver versato la Quota A per l’intera annualità). Superata la soglia entrano in gioco le aliquote ENPAM: 19,50% sul reddito professionale netto fino a 150.000 euro e 1% sulla parte eccedente (di cui solo lo 0,50% è pensionabile). Come la Quota A, anche la Quota B è interamente deducibile ai fini fiscali e va ad accrescere la posizione previdenziale dell’iscritto.
Aliquota ridotta: quando conviene (e quando no)
L’aliquota ridotta è allettante, ma va valutata con attenzione: pagare meno oggi significa quasi sempre costruire una pensione più leggera domani. ENPAM la prevede in due misure.
- La prima è il 9,75% - esattamente la metà dell’aliquota piena - per chi versa già stabilmente ad altre forme di previdenza obbligatoria: il convenzionato che esercita anche la libera professione, il dipendente pubblico in extramoenia, il pensionato ENPAM che continua a esercitare.
- La seconda è il 2%, riservato a categorie specifiche, tra cui i tirocinanti del corso di formazione in medicina generale e gli iscritti che producono determinati redditi da attività intramoenia o equiparata.
Due paletti da tenere a mente: la riduzione non è automatica, va richiesta dall’area riservata prima di compilare il Modello D, e non è retroattiva. Se i requisiti maturano in corso d’anno, però, può valere già da quel momento, anche solo per una parte dell’anno; se invece la domanda arriva dopo la scadenza del Modello D, scatta dall’anno successivo. Va segnalato anche un caso che sfugge spesso: i pensionati anticipati di Quota B restano tenuti all’aliquota intera fino al compimento dei 68 anni.
Convenzionati, specialisti, accreditati: qui le percentuali cambiano
Per chi lavora in convenzione o in accreditamento, le percentuali non sono una variante della Quota B: sono un altro meccanismo, con una parte del contributo a carico del Servizio sanitario nazionale e una trattenuta diretta sul compenso. Per il 2026, ENPAM ha confermato, tra le altre, un’aliquota del 26% per la medicina generale - assistenza primaria, continuità assistenziale, ruolo unico ed emergenza sanitaria territoriale, medici operanti negli istituti penitenziari - di cui il 10,375% a carico degli enti del SSN e il resto a carico del medico, con una ripartizione che cambia da gestione a gestione. Si sale al 32,65% per gli specialisti ambulatoriali, gli odontoiatri convenzionati e gli addetti alla medicina dei servizi.
Per gli specialisti esterni accreditati, invece, il quadro si sdoppia: 26% per la branca a visita e 24% per la branca a prestazione, quest’ultima in aumento di due punti l’anno fino ad allinearsi al 26% nel 2027. La stessa parola «contributo», insomma, nasconde percentuali molto diverse: conviene leggere il Vademecum ENPAM per la propria gestione, invece di ragionare per analogia.
Società odontoiatriche: il contributo dello 0,5% sul fatturato
Per gli odontoiatri il capitolo «società» è spesso quello che fa inciampare, soprattutto quando studio e struttura hanno ruoli diversi. ENPAM prevede, per le società che operano nel settore odontoiatrico e sono dotate di un direttore sanitario odontoiatra - poliambulatori compresi, ma solo sul fatturato odontoiatrico - un contributo pari allo 0,5% del fatturato annuo versato alla Quota B.
La dichiarazione e il pagamento, con bollettino PagoPA, vanno effettuati dall’area riservata entro il 30 settembre di ogni anno, sul fatturato dell’esercizio precedente. Attenzione: questo versamento non sostituisce la contribuzione personale del singolo odontoiatra (Quota A, Quota B ed eventuali altri obblighi), e se la società è anche accreditata con il SSN scatta pure il contributo del 2%. Nelle strutture più organizzate conviene ricostruire per tempo flussi, fatture e inquadramenti, per non arrivare impreparati a fine settembre.
Scadenze ENPAM: il calendario 2026
Le scadenze non sono burocrazia: sono pianificazione di cassa. Il calendario contributivo 2026 ruota attorno a poche date da segnare:
- 30 aprile: versamento della Quota A, in unica soluzione o come prima rata (con domiciliazione attiva)
- 4 settembre 2026: invio del Modello D sui redditi libero-professionali 2025. Il termine ordinario del 31 luglio è stato prorogato dal Consiglio di amministrazione ENPAM; oltre questa data, per il ritardato invio, scatta una sanzione fissa di 120 euro
- 30 settembre: versamento dello 0,5% sul fatturato per le società odontoiatriche
- 31 ottobre: versamento della Quota B calcolata sul Modello D, in unica soluzione o come prima delle rate
Sulla Quota B, chi sceglie la domiciliazione può pagare in unica soluzione oppure in due, cinque o fino a nove rate, l’ultima a giugno dell’anno successivo. Le rate che scadono nell’anno successivo sono maggiorate del solo interesse legale. La richiesta di eventuale aliquota ridotta, va ribadito, si presenta prima di compilare il Modello D, non dopo. Chi punta a rateizzare deve poi attivare per tempo la domiciliazione bancaria; e per i medici di medicina generale c’è, a inizio anno, la finestra per esercitare o modificare l’aliquota modulare aggiuntiva a proprio carico.
Pagamenti e rate: come non farsi sorprendere dalla cassa
Sul piano pratico, il nodo non è soltanto l’importo, ma il come e il quando. ENPAM incassa tramite PagoPA e, per chi attiva la domiciliazione, mette a disposizione le rateizzazioni già viste.
Esiste anche una carta di credito convenzionata, messa a disposizione dall’ENPAM, che consente di dilazionare i versamenti fino a 30 mesi: comoda per la liquidità, ma è a tutti gli effetti una forma di finanziamento e come tale va valutata, interessi compresi, prima di attivarla. La regola pratica più utile è anche la più semplice: accantonare per tempo una quota degli incassi su un conto dedicato, per non ritrovarsi a ottobre a inseguire la Quota B.
FAQ e domande frequenti
Va presentato il Modello D anche con poca libera professione?
- Sì, quando il reddito libero-professionale supera le soglie che fanno scattare la Quota B; ENPAM consiglia comunque di inviarlo anche sotto soglia. I pensionati del Fondo di previdenza generale che continuano a esercitare, invece, devono dichiarare sempre il reddito, a prescindere dall’importo. E per chi è sul filo, il reddito rilevante ai fini ENPAM non coincide necessariamente con quello determinato secondo le sole regole fiscali.
L’aliquota ridotta si applica da sola?
- No. Va richiesta dall’area riservata, nei termini e prima del Modello D. In caso di perdita dei requisiti, va comunicato all’ente.
I contributi ENPAM sono deducibili?
- Sì, sia la Quota A sia la Quota B. Per non perdere pezzi conviene conservare ricevute PagoPA, evidenze della domiciliazione e riepiloghi dell’area riservata, coordinandoli con la dichiarazione dei redditi.
Il Modello D si può correggere?
- Sì: il reddito dichiarato si può rettificare entro il 31 dicembre 2026 senza sanzioni. Dal 1° gennaio 2027 la procedura cambia.
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