Le elezioni in Germania, che si sono svolte domenica 23 Febbraio, hanno registrato uno scenario più o meno in linea con le previsioni iniziali grazie alla vittoria della CDU ed alla sorpresa di Alternative fuer Deutschland.
Tutti i sondaggisti erano unanimi nel registrare l’ascesa di AfD, il partito di destra guidato da Alice Weidel. Ed infatti AfD ha registrato il 20,8% classificandosi come secondo partito del futuro Bundestag. Ricordiamo che AfD era già stata coronata secondo partito durante le elezioni europee, dove si era imposta in molte regioni, o meglio stati federali, dell’ex Germania est, vero fortino elettorale del partito anche a causa del divario socio-economico ancora presente tra est ed ovest.
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Questo trend di crescita è proseguito anche negli ultimi mesi, soprattutto in scia ai fatti delittuosi e di terrorismo internazionale che hanno scosso la Germania, non da ultimo l’attentato a Monaco di Baviera, che hanno spesso riguardato immigrati di provenienza siriana o di altri paesi arabi.
La sicurezza e la grande critica all’immigrazione incontrollata sono ormai i temi cardine dell’AfD, eppure molti dimenticano come in realtà AfD nasca come partito euroscettico. Bernd Lucke ed altri professori universitari di tendenze liberali e conservatrici fondarono appunto AfD durante la crisi dell’euro per dire che la Germania non era abbastanza ligia alle regole europee e che avrebbe dovuto buttare fuori letteralmente dall’euro la Grecia e gli altri paesi del sudeuropei.
Il partito subisce varie evoluzioni, soprattutto nel biennio 2015-2017, quando Frauke Petry dirige la prima cosiddetta ‘svolta a destra’, inserendo in maniera molto più preponderante il tema dell’immigrazione e della sicurezza. Alice Weidel, nonostante un curriculum vitae internazionale, acuisce queste tendenze e si arriva fino oggi, in cui AfD risulta il secondo partito nazionale.
Ma guardando al quadro complessivo, dobbiamo ricordarci perché siamo arrivati a elezioni anticipate. Perché la cosiddetta coalizione semaforo guidata dalla Spd, cioè dai socialdemocratici, dai verdi e dai liberali, ha litigato pesantemente proprio sulla scorsa legge di bilancio e si è quindi andati ad elezioni anticipate.
I vincitori nominali di queste elezioni però, lo abbiamo anticipato, non sono i candidati di AfD ma i cristiano-democratici della Union, che è formata sostanzialmente dalla CDU in tutta la Germania e dalla CSU, i cristiano-sociali in Baviera. I cristiano-democratici sono guidati in questo momento da Friedrich Merz, un avvocato di lungo corso che ha passato tantissimi anni presso grandi banche e multinazionali e che tra le altre cose è si dice allievo e pupillo del defunto Ministro Wolfgang Schauble. Schauble, per inciso, era il ministro più rigoroso di Angela Merkel, quello che effettivamente voleva buttare fuori la Grecia dall’euro.
Quindi si potrebbero intravedere già delle affinità ideologiche, quantomeno sul piano economico, tra la parte più a destra della CDU e la AfD. Tuttavia, Friedrich Mertz formalmente ha sempre detto, e lo ha ribadito oggi, di voler rispettare la cosiddetta Brandmauer, cioè il muro di sicurezza che i partiti tradizionali hanno posto attorno ad AfD, giurando di non governarci in nessun caso.
Ma è doveroso ricordare che, a seguito dei recenti attentati di matrice islamica, AfD e la CDU hanno votato assieme una mozione parlamentare contro l’immigrazione irregolare. Questo ha fatto molto scalpore in Germania, e qualcuno – certamente esagerando - ha additato l’atto parlamentare come il primo segnale di convergenza.
La coalizione uscente è invece uscita con le ossa rotte da questo governo: la SPD, che aveva vinto le scorse elezioni, caso unico più unico che raro, ora si trova ad un misero 15%. In calo all’11% anche i Verdi, che con le loro politiche effettivamente estremiste, in un momento in cui la Germania soffre pesantemente problema dell’energia dati ovviamente i problemi dall’Ucraina e dal Nord Stream, ha risentito parecchio di un calo di popolarità. Ed infine i liberali del ministro delle finanze Lidner, che ha imposto a mezza Europa il nuovo Patto di stabilità e crescita, e che ora nei suoi comizi viene letteralmente preso a torte in faccia, è rimasto fuori dal prossimo parlamento e si è pure dimesso dalla Presidenza del partito.
Molto sfortunata Sahra Wagenknecht, che con il suo nuovo partito su una base elettorale di estrema sinistra, con un programma di pacifismo e di ripristino delle relazioni con la Russia, contro l’aumento delle spese e per un maggiore welfare state, è rimasta fuori dal Bundestag per appena 13.000 voti. Probabilmente ciò va imputato al recente accordo in Turingia, dove BSW si è alleata addirittura con la CDU e la SPD, cioè con i partiti più ‘mainstream’ pur di escludere ancora una volta AfD. La carica ‘antisistema’ pare quindi già essersi esaurita.
Infine, è interessante notare che l’amministrazione Trump, per bocca di Elon Musk, ma anche del Vicepresidente Vance - che recentemente è stato a Monaco - ha fornito un supporto davvero plateale e direi quasi giornaliero a favore del partito di Alice Weidel.
Elon Musk ha addirittura ha intervistato la leader di AfD sulla sua piattaforma X, ex Twitter, e in questo caso si sono registrate molte sintonie, ad esempio sul nucleare, sulla fine di certe politiche woke e sul sostegno ad Israele. Eppure, alcuni temi non sono stati affrontati per nulla nell’intervista, come ad esempio la fornitura di gas russo dai Gasdotti Nordstream. AfD nel suo programma aveva proprio il ripristino di quella fornitura di gas, anche questo aveva l’avvallo degli americani?
E ancora: un partito che ha nei suoi tizzoni, diciamo così, una critica non solo all’Unione europea come carrozzone burocratico, questo ormai lo dicono in molti, ma soprattutto all’euro, da cui voleva uscire, rientra nei desiderata trumpiani?
Ormai pare quasi inevitabile che nei prossimi mesi la CDU si accorderà con la SPD per un nuovo governo, ma la vera domanda è: quanto durerà?
Perché anche quel governo potrebbe essere destinato a durare poco, come la coalizione semaforo insegna. A quel punto, un secondo muro in Germania potrebbe rompersi e potrebbe essere il turno di AfD.