Effetto AI, Microsoft offre incentivi all’esodo a 60.000 dipendenti. Chi sarà colpito e dove

Laura Naka Antonelli

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Microsoft ha offerto a un massimo di 60.000 dipendenti un piano di incentivi per l’esodo volontario. Coinvolto un quarto della forza lavoro, c’entra l’AI.

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Microsoft ha appena annunciato un piano di incentivi all’esodo anticipato rivolto a un massimo di circa 60.000 dipendenti.

Per la precisione, l’offerta è stata inoltrata a dipendenti attivi nei mercati del Regno Unito, degli Stati Uniti, del Canada e dell’India, che rappresentano il 27% della forza lavoro complessiva del gruppo, composta da 223.000 persone.

Microsoft: piano di incentivi all’esodo volontario per frenare i costi, a fronte di enormi investimenti nell’AI

Il motivo alla base della decisione è la necessità, per il colosso di Redmond, di ridurre i costi.

Come diverse altre aziende che stanno scommettendo sul business dell’AI, Microsoft sta effettuando ingenti investimenti nei data center per soddisfare l’elevata domanda di potenza di calcolo necessaria all’intelligenza artificiale e fornire servizi cloud a colossi del calibro di Anthropic e OpenAI.

Nel mese di luglio, la Big Tech americana ha reso noto di stimare un balzo delle spese in conto capitale relative al terzo trimestre del 2026 fino a più di 50 miliardi di dollari, rispetto ai costi sostenuti nello stesso periodo del 2025, inclusi i leasing finanziari, pari a $34,9 miliardi: un aumento delle spese che, se le previsioni del colosso software si riveleranno esatte, sarà pari su base annua al 43,3%.

Di fatto, la corsa all’intelligenza artificiale richiede investimenti enormi in server, data center, semiconduttori. E un ruolo chiave nel settore è ricoperto da Microsoft, che soddisfa la domanda delle aziende che sviluppano l’AI. Ma la fornitura dei suoi servizi comporta inevitabilmente investimenti, e di conseguenza costi, molto sostenuti.

Di qui, in un momento in cui la domanda che assilla gli investitori è quanto gli investimenti nell’AI genereranno utili e ricavi, la decisione del gigante di cercare di frenare i propri costi, offrendo a 60.000 dipendenti l’occasione di lasciare il loro posto di lavoro in via anticipata.

Il precedente del primo piano di pensione di anticipata della sua storia

Già nel mese di aprile, Microsoft aveva annunciato il primo piano di pensione anticipata della sua storia, a cui ha avuto il diritto di accedere il 7% circa dei suoi dipendenti americani.

Successivamente, nel mese di luglio, il gruppo ha comunicato un piano per licenziare fino a 4.800 dipendenti.

Piano di incentivi all’esodo dei dipendenti, Microsoft: “per creare maggiore flessibilità”

Ieri, il memo inviato ai dipendenti da Amy Coleman, vice presidente esecutivo e responsabile delle risorse umane:

“L’offerta di uscita volontaria riflette una parte importante del modo in cui stiamo evolvendo il nostro approccio ai cambiamenti: creare una maggiore flessibilità e, dove possibile, per offrire più opportunità ai dipendenti per decidere il loro futuro professionale”.

Coleman ha aggiunto che “l’iniziativa riprende quanto appreso all’inizio dell’anno con il programma di pensionamento volontario”.

In atto un processo di trasformazione del business di Microsoft

Tutto, mentre - così come riporta un articolo della CNBC - Microsoft è nel pieno di una trasformazione del proprio modello di business, puntando sempre di più a far pagare ai clienti i servizi in base all’effettivo utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Il gruppo ha messo a disposizione di programmatori, addetti alle vendite e personale della catena di approvvigionamento strumenti basati sull’AI, osservando risultati tangibili.

Allo stesso tempo, il colosso noto per Windows e Office vuole assicurarsi di disporre delle competenze necessarie per cogliere le nuove opportunità di crescita più promettenti.

Il trend delle azioni Microsoft e cosa cambia per gli investitori

Ieri le azioni Microsoft hanno concluso la giornata di contrattazioni di Wall Street in rialzo dell’1,54%, a quota $532,60. In premercato il titolo riporta ora un lieve ribasso.

Per un investitore, l’annuncio relativo al piano di incentivi per l’esodo volontario di 60.000 dipendenti può essere letto in chiave positiva: si tratta infatti di una misura che è tesa alla riduzione dei costi e che potrebbe dunque sostenere ulteriormente i margini dell’azienda.

Detto questo, per calcolare l’impatto reale, è necessario che alcune incognite vengano rimosse: bisognerà vedere infatti quanti dipendenti aderiranno all’offerta (in inglese nota come buyout), quale sarà il costo effettivo del piano di incentivi e soprattutto se i risparmi riusciranno a compensare l’impatto negativo sui conti delle spese sostenute per l’intelligenza artificiale.

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