Un titolo che scambia a oltre cento volte gli utili sta dicendo qualcosa di preciso: il mercato non lo sta pagando per quello che guadagna oggi, ma per quello che spera guadagni domani. Tradotto in pratica, chi compra firma un assegno in bianco alla crescita futura.
Se quella crescita arriva, l’investimento torna. Se manca anche solo un trimestre, il prezzo cade prima che i fondamentali possano sostenerlo. È un meccanismo che non lascia margini d’errore: i multipli a tre cifre funzionano come una leva, amplificano i guadagni quando le stime salgono e moltiplicano le perdite quando vengono riviste al ribasso.
È esattamente la cornice in cui vanno letti due nomi noti di Piazza Affari: STMicroelectronics e Avio. Multipli stratosferici, impostazione tecnica positiva, attenzione degli analisti. La somiglianza, però, finisce nei numeri di superficie: sotto il cofano sono due storie diverse, e una delle due è oggi più difendibile dell’altra.
STMicroelectronics: il prezzo ha già divorato la ripresa
Partiamo dal nome più pesante. STM è una società seria, in un settore strategico, con una storia di margini importanti alle spalle. Ai prezzi attuali, però, è cara. Non leggermente cara: cara in un modo che lascia margini d’errore minimi.
Il titolo scambia a 58 euro. Il target medio degli analisti si ferma a 51,79 euro. Vuol dire che il consensus, già di per sé non particolarmente prudente sui semiconduttori europei, vede un downside teorico vicino all’11% nei prossimi dodici mesi. Quando il prezzo supera il target medio, il messaggio è netto: per giustificare ulteriori rialzi servono revisioni al rialzo delle stime, non semplici conferme.
Il P/E 2025 viaggia a 140, quello corrente schizza a 458. Numeri che fotografano un problema preciso: gli utili sono crollati. Il fatturato è sceso da 15,96 miliardi del 2023 a 12,72 nel 2024, fino ai 9,89 attesi per il 2025. L’EPS è passato dai picchi del 2022-2023 a 0,44 euro. Il margine operativo, che due anni fa sfiorava il 28%, oggi è sotto il 3,5%. Quello netto è all’1,4%.
Il mercato sta scommettendo sul rimbalzo. Le stime indicano 12 miliardi di ricavi nel 2026, 13,9 nel 2027, 15,3 nel 2028. In sostanza, il consenso si aspetta che STM torni intorno ai livelli del 2023 entro tre anni. È plausibile. Il punto è un altro: a 58 euro quel ritorno è già nel prezzo. Anzi, è già stato pagato in anticipo.
L’analisi tecnica conferma la sensazione. Le medie mobili sono tutte in territorio rialzista, ma è il momentum a parlare chiaro. RSI a 89,7, stocastico a 93,3: livelli che storicamente non si vedono mai senza una pausa successiva. Non significa crollo imminente. Significa che chi entra oggi paga il prezzo più alto possibile della fase tecnica in corso.
La posizione operativa è quella di chi guarda, non di chi insegue. Chi è dentro da prima ha pochi motivi per uscire finché il trend tiene. Chi è fuori dovrebbe avere la disciplina di aspettare: o un ritracciamento serio, o una conferma sugli utili che oggi semplicemente non c’è.
Avio: cara, ma con una logica industriale leggibile
Avio si muove su una traiettoria diversa. Anche qui i multipli sono alti - P/E 2025 a 85, corrente a 111 - ma la storia che raccontano è più ordinata.
Il titolo scambia a 41,65 euro contro un target medio di 42,90 euro. L’upside teorico è risicato, intorno al 3%, ma almeno non si parte sopra la soglia degli analisti. E soprattutto il consensus è compatto: cinque raccomandazioni, tutte positive, quattro «buy» pieni. Non c’è un solo «hold» o «sell» nel campione. Capita raramente.
I numeri di crescita aiutano a capire perché. I ricavi viaggiano da 338 milioni del 2023 a 442 nel 2024 e 541 nel 2025, con stime che puntano oltre 1 miliardo nel 2029. È un’espansione lineare, sostenuta dal posizionamento nel settore del lancio spaziale, dove la domanda è strutturalmente in crescita e la concorrenza europea è limitata.
Il problema è la redditività. Margine operativo al 2,65%, EBITDA al 5,80%, margine netto al 3,37%. ROE al 2,09%, ROA allo 0,76%. Sono numeri da società che fattura tanto e porta a casa poco. Per giustificare un P/E a tre cifre serve che quei margini si espandano in parallelo ai ricavi. È la vera scommessa industriale del titolo, e va monitorata trimestre per trimestre.
Sul piano tecnico la situazione è più sana di STM. RSI a 63, MACD positivo, medie mobili in acquisto, oscillatori in larga parte neutrali. Il titolo è impostato bene ma non è in ipercomprato esasperato. C’è ancora respiro, cosa che su STM oggi manca.
Cosa fare, in pratica
La conclusione è meno bilanciata di quanto possa sembrare. STM è la società migliore, Avio è oggi l’investimento migliore. Sono due affermazioni distinte e vanno tenute separate.
Comprare STM al prezzo attuale significa accettare un rapporto rischio/rendimento sfavorevole: prezzo sopra il target, multipli estremi, indicatori tecnici esausti. È il classico scenario in cui le buone notizie sono già dentro il prezzo e ogni delusione pesa molto più di ogni sorpresa positiva.
Avio non è un’occasione - il P/E lo conferma - ma è una posizione difendibile. Ricavi in crescita strutturale, consensus compatto, tecnica ordinata e un settore in cui l’Italia ha un vantaggio competitivo concreto.
In Borsa la regola che pochi rispettano è la più semplice: comprare la qualità non basta, bisogna comprarla al prezzo giusto. STM oggi non lo è. Avio lo è di più, anche se non di molto. E quando i multipli sono questi, la differenza tra «di più» e «abbastanza» è quella che separa un buon investimento da uno che brucia tempo e capitale.