L’economia statunitense sta attraversando un periodo di incertezza, con segnali contrastanti che influenzano significativamente il valore del dollaro. Recentemente, il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha riconosciuto il rallentamento del mercato del lavoro e un leggero miglioramento dell’inflazione. Tuttavia, queste osservazioni hanno scatenato una reazione negativa sul mercato valutario, portando il Dollaro Index (DXY) a un calo significativo. Per quale ragione i recenti dati economici preoccupano le borse?
Cosa sta preoccupando gli investitori?
Durante l’ultima conferenza stampa, Jerome Powell ha sottolineato che il mercato del lavoro statunitense sta mostrando segni di rallentamento e questo rallentamento, accompagnato da un troppo lento calo dell’inflazione, ha alimentato le preoccupazioni riguardo alla sostenibilità della crescita economica e ha contribuito al calo del DXY.
Questo perché, in primo luogo, le dichiarazioni di Powell hanno aumentato le aspettative di un possibile taglio dei tassi d’interesse. Tuttavia, la vera paura, percepita da grandi attori del mercato come Jamie Dimon, CEO di JPMorgan Chase, è la possibilità di una stagflazione negli Stati Uniti.
Cos’è la stagflazione e che effetto potrebbe avere sul dollaro USA?
La stagflazione, una combinazione di stagnazione economica e alta inflazione, rappresenta una minaccia significativa per il valore del dollaro. Se l’economia entra in stagflazione, la fiducia degli investitori nel dollaro potrebbe diminuire, portando a una fuga di capitali verso asset più sicuri.
A giugno 2024, il tasso di disoccupazione è salito al 4.1%, rispetto al 3.6% di un anno fa. Allo stesso modo, l’inflazione è aumentata del 3.0% nei 12 mesi terminanti a giugno 2024. Questo rappresenta un lieve calo rispetto al 3.3% registrato a maggio 2024 secondo i dati del Bureau of Labor Statistics.
Questo al netto del fatto che, Powell, ha ribadito che un taglio dei tassi non è appropriato fino a quando la Fed non avrà raggiunto il proprio obiettivo. Questo approccio prudente indica che la Fed non è ancora pronta a intervenire con politiche monetarie più accomodanti, alimentando ancora più incertezza tra gli investitori.
DXY, uno sguardo al grafico
Il grafico mantiene un andamento laterale, che lo caratterizza ormai dall’inizio del 2023, compreso tra un range di prezzi che va da un massimo di circa 106 punti a un minimo di circa 101 punti. Questa oscillazione riflette al massimo l’incertezza degli operatori che ha caratterizzato le borse dall’inizio del 2023, dovuta alle conferenze contraddittorie delle banche centrali globali, i cui presidenti hanno tenuto in ostaggio i mercati regalando aspettative fallaci di tagli sui tassi d’interesse. Oggi, come negli ultimi anni, non è ancora chiaro cosa faranno le banche centrali, in particolare la Federal Reserve. Tuttavia, il dollaro nell’ultima settimana ha registrato un ribasso abbastanza consistente, dando un chiaro segnale dell’impazienza degli operatori ed esprimendo un certo grado di preoccupazione riguardo al futuro economico del Paese.
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Grafico a candele settimanali dell'indice DXY. Fonte: baha.com