Dichiarazione con modello Redditi 2026, cosa controllare prima dell’invio

Patrizia Del Pidio

0 Commenta

Modello Redditi 2026 in scadenza il 2 novembre. Guida ai controlli chiave su Certificazione Unica, Quadro LM, fabbricati, detrazioni e Quadro RX.

Dichiarazione con modello Redditi 2026, cosa controllare prima dell'invio

Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.

Entro il 2 novembre 2026 (visto che il 31 ottobre cade di sabato) si deve inviare il modello Redditi 2026. Prima dell’invio del modello, però, vale la pena riguardare i quadri più importanti e quelli più complessi che, rispetto allo scorso anno, hanno subito modifiche normative per evitare errori nella dichiarazione.

La stagione dichiarativa volge verso il termine e proprio per questo bisogna prestare la massima attenzione alla compilazione del modello Redditi per evitare sanzioni e controlli formali e per scongiurare il rischio di perdere le agevolazioni fiscali.

Prima di procedere all’invio, vediamo quali sono le verifiche mirate da fare sui dati già inseriti.

Dati anagrafici e frontespizio

Un errore sui dati anagrafici può bloccare la dichiarazione dei redditi o generare anomalie nel sistema dell’Agenzia delle Entrate.

È di fondamentale importanza verificare l’esattezza del codice fiscale, il domicilio fiscale al 1° gennaio 2025 e accertarsi di aver firmato la scelta per la destinazione per la destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille.

Redditi dichiarati e CU

Il controllo più importante resta quello sui redditi per evitare futuri accertamenti da parte del Fisco. Prima di trasmettere il modello, quindi, è necessario incrociare i dati inseriti nel Quadro RC con i modelli di CU 2026 trasmessi dai datori di lavoro o dai committenti. In questa fase si deve controllare che le ritenute e i giorni di detrazione combacino.

Nel Quadro RB, quello relativo ai fabbricati, è importante verificare le rendite catastali e le quote di possesso effettive. Se per qualche immobile locato si è optato per la cedolare secca, è necessario assicurarsi anche che l’opzione risulti correttamente indicata per i contratti attivi nel 2025: in questo modo si evita che sui canoni percepiti venga applicata l’Irpef.

Partita Iva e regimi fiscali

Per i lavoratori autonomi e per i professionisti i quadri contabili richiedono una precisione maggiore per i limiti legati all’accesso e al mantenimento delle agevolazioni.

Per chi opera nel regime forfettario la compilazione del Quadro LM richiede attenzione l’inserimento del codice ATECO corretto e verificare il relativo coefficiente di redditività per il calcolo della base imponibile. In questo caso va monitorato il limite degli 85.000 euro di ricavi e compensi percepiti nel 2025 perché sforare il limite senza aver superato i 100.000 euro comporta l’uscita dal regime agevolato a partire dall’anno successivo.

Attenzione va prestata anche alla sezione dedicata al Concordato Preventivo Biennale: in questo quadro va verificata la correttezza degli importi precalcolati e delle relative imposte sostitutive dovute per l’adesione.

Deduzioni e detrazioni

Le detrazioni e le deduzioni per abbattere il carico fiscale necessitano non solo di un controllo, ma anche di una verifica documentale per supportare i quadri RP e RN. Bisogna ricordare, infatti, che il pilastro di queste agevolazioni fiscali è la tracciabilità dei pagamenti.

Escludendo i farmaci e le prestazioni sanitarie pubbliche, infatti, la detrazione al 19% è vincolata all’utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili. Per quanto riguarda le spese mediche, invece, il controllo che deve essere effettuato è quello di incrociare i dati presenti sul portale della dichiarazione precompilata.

Un’attenzione particolare, infine, va dedicata ai bonus edilizi: in questo caso vanno separate le quote residue e i massimali delle detrazioni pluriennali precedenti dalle quote relative alle spese sostenute nel 2025.

Il Quadro RX

Per accertarsi che tutti i dati della dichiarazione siano corretti e verificare l’esito economico della compilazione, il riassunto del Quadro RX è essenziale per ricostruire gli acconti 2025 già versati con modello F24 a giugno e novembre dell’anno precedente. In questo modo si evita di pagare due volte la stessa quota di imposta o subire sanzioni per aver versato meno del dovuto.

In presenza di un saldo a credito bisogna valutare con attenzione come destinare le somme: o come rimborso diretto sul conto corrente o come compensazione del credito nel modello F24 per abbattere imposte o contributi previdenziali.

Commenti

0

Per commentare serve un account Money.it gratuito.

Nessun commento: scrivi tu il primo.

Cerca la tua Azienda su