Di quanto caleranno i prezzi dell’elettricità questa estate?

Redazione Money Premium

9 Maggio 2025 - 07:09

L’energia torna a prezzi accessibili. In calo le tariffe elettriche in Germania, Spagna e Italia. Rinnovabili e clima giocano un ruolo chiave.

Di quanto caleranno i prezzi dell’elettricità questa estate?

Con la fine della stagione invernale, l’Europa registra un deciso calo dei costi energetici, una notizia attesa da mesi da cittadini e aziende.

La combinazione di fattori climatici, geopolitici e strutturali ha trasformato il panorama energetico europeo in poche settimane: dal picco registrato tra gennaio e febbraio 2025, i prezzi dell’elettricità all’ingrosso sono crollati fino all’80% in alcune regioni.

I dati più recenti parlano chiaro: in Germania, il prezzo medio dell’elettricità per aprile si aggira sui 72 €/MWh, in netto calo rispetto ai 144 €/MWh di febbraio. Anche in Spagna, i valori sono scesi a livelli inferiori dell’80% rispetto ai massimi di inizio anno, grazie all’elevata penetrazione del solare fotovoltaico. In Italia, il calo è stato meno netto ma comunque significativo, con una diminuzione del 33% rispetto ai picchi invernali.
In Olanda e Polonia si osservano dinamiche simili, che confermano una tendenza comune nei mercati elettrici continentali: la fase di raffreddamento dei prezzi sembra essere ben avviata.

A spingere i costi in alto nei mesi invernali è stata soprattutto la ridotta produzione da fonti rinnovabili, in particolare l’eolico. Secondo i dati di Ember, l’output dei parchi eolici europei è calato del 15% nel primo trimestre del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024. Questo calo è stato causato da venti insolitamente deboli, in media inferiori rispetto alle medie storiche nei principali hub eolici del continente.

Per compensare questo deficit, le utility europee hanno aumentato la produzione da centrali a gas, raggiungendo quota 332 TWh nel trimestre gennaio-marzo 2025 — il livello più alto dal 2022 e un aumento del 7% rispetto al 2024.
Di conseguenza, la quota del gas nel mix energetico europeo è salita al 26%, rispetto al 24% dell’anno precedente, spingendo verso l’alto i prezzi del combustibile stesso. Tra gennaio e febbraio, i prezzi del gas naturale sono cresciuti del 20%, raggiungendo livelli massimi da due anni.

Con l’arrivo della primavera e l’aumento delle ore di luce, la produzione solare sta crescendo rapidamente. Nei prossimi mesi, soprattutto a maggio e giugno, si prevede un’inondazione di elettricità rinnovabile nelle reti europee, che contribuirà ulteriormente a mantenere i prezzi bassi.
Nel 2024, proprio il mese di maggio aveva segnato il punto più basso dei prezzi all’ingrosso in molti mercati, tra cui Francia, Germania e Paesi Bassi. Anche quest’anno, secondo gli analisti, il pattern potrebbe ripetersi.

Questo effetto sarà ancora più pronunciato grazie all’espansione delle installazioni fotovoltaiche negli ultimi 12 mesi, in particolare in Spagna, Italia e Grecia, dove l’insolazione è favorevole e gli incentivi pubblici hanno favorito nuovi progetti.
Nonostante il calo della domanda per il riscaldamento, le utility dovranno comunque ricostituire gli stoccaggi di gas in vista del prossimo inverno. Tuttavia, gli esperti stimano che le quantità acquistate saranno inferiori rispetto a quelle del primo trimestre, contribuendo a limitare l’effetto rialzista sui prezzi.

Questo processo di riempimento, se accompagnato da una primavera mite e da una buona produzione rinnovabile, potrebbe permettere all’Europa di affrontare l’autunno con minori rischi di shock energetici, rispetto agli anni segnati dalla crisi energetica post-pandemia e dalla guerra in Ucraina.

Il calo dei prezzi all’ingrosso si riflette lentamente anche sulle tariffe al dettaglio, che richiedono settimane o mesi per adeguarsi. Tuttavia, molte aziende energivore — come quelle nei settori chimico, siderurgico e manifatturiero — stanno già beneficiando di contratti più vantaggiosi.
Per le famiglie, la riduzione delle bollette elettriche sarà una boccata d’ossigeno, specie dopo un inverno pesante, aggravato non solo dai costi energetici ma anche da un contesto economico fragile e da incertezze geopolitiche, inclusi nuovi dazi commerciali imposti dagli Stati Uniti.

Secondo le previsioni attuali:

  • I prezzi potrebbero scendere ancora del 10–20% in alcuni mercati, prima di toccare il fondo tra maggio e giugno.
  • Il ritorno a livelli stabili o in lieve risalita è atteso a partire da luglio, in concomitanza con i primi segnali di ricarica degli stoccaggi e la ripresa di alcune attività industriali.
  • A medio termine, resta fondamentale il potenziamento delle infrastrutture di rete e di stoccaggio, per evitare futuri colli di bottiglia.