Cos’è un data center, a cosa serve e quanti ce ne sono nel mondo

Pasquale Conte

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Dalle foreste abbattute in Finlandia alle proteste in Virginia. Cosa sono i data center, a cosa servono e perché sono finiti al centro del dibattito?

Cos'è un data center, a cosa serve e quanti ce ne sono nel mondo

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Visto il ruolo sempre più importante dell’intelligenza artificiale, i data center stanno diventando il nuovo fronte della transizione. Ma tolti tutti i vantaggi che essi portano, ci sono polemiche ed episodi di attualità che stanno facendo parlare. Basti pensare a quello che è successo a Muhos, nel nord della Finlandia, dove una foresta è stata completamente abbattuta per un data center di Google. E si parla di circa 330 ettari. Il tutto prima che finissero le valutazioni sull’impatto ambientale, tanto che il 29 ottobre la polizia di Oulu ha aperto un’indagine per sospetto danno ambientale.

Negli USA, invece, il popolo inizia ad esprimere il suo malcontento con le proteste. Lo scorso 24 ottobre, centinaia di persone si sono radunate a Richmond per chiedere una moratoria sui nuovi data center. Il Virginia è infatti considerato lo Stato della Data Center Alley, e proprio qui gli elettori sono sempre più scontenti. Quelli a proprio agio con un data center vicino casa sono scesi al 35%, contro il 69% del 2023, secondo un sondaggio di marzo della Washington Post-Schar School.

Si tratta di due casi isolati, ma che presto potrebbero allargarsi anche al resto del mondo. Per capirne di più, partiamo vedendo cosa sono e come funzionano i data center, per poi spostarci sul numero di impianti in azione in Italia e nel mondo.

Cos’è un data center

Un data center è una struttura che ha il compito di ospitare i server e i sistemi di archiviazione, oltre agli apparati di rete e agli impianti che li alimentano e li raffreddano. Di solito si tratta di un singolo edificio o di un campus che ne racchiude più di uno.

Nel pratico, un data center può venire considerato il luogo da cui siti web, app, servizi di home banking, streaming e modelli di intelligenza artificiale arrivano nelle nostre case e sui nostri telefoni.

Quanto sono grandi? Dipende. Alcuni ospitano solo singole stanze server, altri soo enormi campus costruiti dai grandi operatori del cloud. Per poterli misurare, si usano i megawatt (MW) di potenza elettrica.

Come funziona un data center

Ma nel pratico, come funziona un data center? Pensa a ogni volta che prendi il tuo telefono in mano e cerchi qualcosa in rete, oppure scrivi un prompt a un chatbot. La tua richiesta viaggia nella rete, fino ad arrivare a un server. Quest’ultimo ha il compito di elaborare ciò che hai scritto e di rispondere in qualche frazione di secondo.

Un elemento positivo per l’operatività, ma che ha un risvolto negativo. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, i server assorbono infatti circa il 60% dell’elettricità di un data center moderno, mentre il resto va allo storage e al raffreddamento.

È proprio per questo motivo che i data center richiedono doppie linee elettriche, batterie e soprattutto generatori per evitare di fermarsi in caso di blackout improvvisi. Sono poi necessari impianti di raffreddamento, come detto, che sono sempre più spesso a liquido nelle strutture dedicate all’AI dove la densità di potenza per rack è molto elevata.

L’IEA stima che, entro il 2030, potrebbero servire almeno 20-25 HW di accumulo a batteria da dedicare ai data center, così da poter gestire con successo gli sbalzi di carico dei calcoli con l’AI.

A cosa serve un data center

Ci sono diversi motivi per i quali oggi i data center sono fondamentali. In primis, permettono ai servizi digitali di essere sempre attivi. Parliamo per esempio del cloud, delle email, dei pagamenti con home banking, delle piattaforme di e-commerce, dello streaming e dei servizi della Pubblica Amministrazione.

Non si può poi non menzionare l’intelligenza artificiale che, per essere addestrata, richiede capacità enormi di calcolo. Per l’economia e per il lavoro, l’avvento dell’AI ha portato a un grande miglioramento nella produttività. In Italia, uno degli argomenti a favore dei nuovi data center è la riqualificazione di aree industriali dismesse.

Ci sono però anche svantaggi e rischi, quattro in particolare:

  • Energia: secondo l’IEA, i data center hanno consumato circa 485 TWh nel solo 2025, ossia l’1,5% dell’elettricità mondiale, con una crescita del 17% sul 2024. I data center focalizzati sull’AI sono cresciuti del 50% e, sempre secondo l’IEA, il consumo potrebbe raddoppiare fino a 950 TWh entro il 2030. Si tratta di una quota limitata a livello globale, ma particolarmente concentrata sulle singole reti locali;
  • Territorio: il caso citato in precedenza in Finlandia è piuttosto emblematico. Oltre ai 330 ettari di Muhos, a Kajaani sono stati disboscati poco meno di 200 ettari. Secondo gli attivisti, si stimano almeno 250.000 alberi abbattuti. Questo episodio singolo rischia di allargarsi a macchia d’olio in altre aree del Mondo;
  • Comunità: nel sondaggio effettuato da Post-Schar, il 57% dei cittadini del Virginia ritiene che i data center pesino negativamente sulle bollette. È un elemento da tenere a mente, soprattutto nelle aree immediatamente a ridosso dei data center;
  • Reti elettriche: in Italia, le richieste di connessione alla rete sono arrivate a 69 GW a fine 2025, che è molto più della potenza ad oggi installata. Cosa vuol dire questo? Che il settore sta correndo più veloce rispetto a quanto si stia lavorando per la costruzione di nuove strutture.

Quanto costa un data center

Per calcolare quanto costa un data center, si prende come unità di misura il megawatt. Secondo un’analisi di JLL, nel 2026 la sola costruzione dell’infrastruttura ha un prezzo medio di 11,3 milioni di dollari per MW, il 6% in più rispetto al 2025 e il 27% in più del 2020. A questo, bisogna poi aggiungere l’allestimento tecnologico che, per la sola AI, può arrivare fino a 25 milioni di dollari per MW.

E per i campus con più data center? In questo caso, per uno da 100 MW si arriva a pagare oltre 1 miliardo di dollari per la struttura e fino a più di 3 miliardi con l’allestimento per le AI. Tornando al progetto di Google in Finlandia, sono stati studiati quattro siti totali. Il valore è quindi di almeno 13 miliardi fino al 2028.

Guardando all’Italia, secondo uno studio del Politecnico di Milano nel triennio 2023-2025 sono stati investiti circa 7,1 milardi di euro mentre, per il 2026-2028, sono stati annunciati 83 progetti per oltre 23 miliardi di euro di costo.

Quanti data center ci sono

Al momento non esiste ancora un censimento ufficiale relativo al numero di data center nel mondo. Il database Data Center Map elenca circa 13.000 strutture in 174 Paesi. Gli Stati Uniti, da soli, ne contano oltre 4.000, ossia il 38% del totale. Seguono Regno Unito e Germania con 500 ciascuno, la Cina ne conta 370 e la Francia circa 350. Il distretto della Virginia settentrionale è il mercato più grande al mondo.

In Italia le stime variano. Per il Ministero delle imprese e del made in Italy ce ne sono 160 nel nostro Paese, mentre secondo uno studio di Teha-A2A del 2024 se ne contano 168. Il Politecnico di Milano ne ha contati fino a 209 a ottobre 2025.

La differenza sostanziale dipende da cosa si conta e da come. Il polo principale rimane Milano con 33 dei 49 data center attivi in Lombardia e un consumo di circa 414 MW, il 68% della potenza totale considerata dall’Osservatorio. I consumi nazionali sono invece stimati tra 3,9 e 7 TWh l’anno, circa il 2% del fabbisogno.

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