Coronavirus: Airbnb e Booking allertano gli utenti

Lunghi avvisi agli utenti sulle piattaforme e disdetta a costo zero in caso di rinunce legate al timore di contagio. I dettagli

Coronavirus: Airbnb e Booking allertano gli utenti

Anche Airbnb e Booking affrontano il coronavirus. Sulla scia della crescita di contagi e decessi legati alla malattia - al momento oltre 40.000 colpiti dal virus e almeno 900 morti - le due aziende hanno cominciato a prendere diverse contromisure finalizzate a prevenire il rischio contagio e tutelare in misura maggiore le spese degli utenti.

Sui siti delle piattaforme sono infatti indicate garanzie di disdetta a costo zero per le prenotazioni in caso di timori legati al contagio, e lunghe informative sul coronavirus e i suoi effetti allertano gli utenti in procinto di usufruire del servizio.

Mosse che appaiono dovute anche in virtù di una psicosi che dilaga tra gli stessi host, ovvero quelli che affittano appartamenti o camere.

Airbnb autorizza sia turisti che host a cancellare gratuitamente le prenotazioni effettuate o ricevute entro il primo febbraio del 2020, per soggiorni nella provincia cinese di Hubei con data di check-in entro il primo aprile del 2020.

Ma la particolare tutela riguarda anche gli utenti che viaggiano dalla provincia di Hubei verso qualsiasi destinazione.

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Coronavirus: Airbnb e Booking allertano gli utenti

Le due piattaforme hanno attivato le cosiddette misure seguenti a “cause di forza maggiore”, applicandole a tutte le strutture nella Cina continentale e a tutti gli utenti diretti verso simili territori.

“I nostri termini - per quel che riguarda cause di forza maggiore - tutelano host e turisti con prenotazioni all’attivo considerate idonee e che interessano la nuova epidemia di coronavirus”,

si legge sul sito di Airbnb.

Chi parte dalla provincia di Hubei, qualunque sia la sua destinazione, ha la possibilità di cancellare la prenotazione senza pagare nulla, così come tutti gli utenti in arrivo dai territori che l’Organizzazione mondiale della sanità ha etichettato come a rischio.

Per Booking stesse tutele, con garanzia di disdetta a costo zero per tutte le strutture della Cina continentale e tutte le prenotazioni di stanze con check in fino all’8 febbraio.

In più, Airbnb ha chiesto agli host in alcune zone della Cina colpite dal virus di aiutare gli ospiti nella riorganizzazione del soggiorno, evitando di citare in maniera esplicita motivazioni legate alla patologia.

In una comunicazione diretta agli host della regione, la compagnia invita a prestare molta attenzione al diffondersi del virus e ad essere di supporto nel caso in cui l’itinerario o i piani di un utente dovessero cambiare improvvisamente.

Booking e Airbnb sono solo due delle tantissime aziende tecnologiche costrette a fronteggiare l’impatto economico del virus. Colossi come Apple, Nvidia e Facebook hanno diffuso avvisi e accorgimenti relativi all’epidemia, e in alcuni casi hanno persino rivisto al ribasso diversi target economici sul medio termine.

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