Rinnovo Concordato Preventivo Biennale 2026/2027. Scopri gli 8 vantaggi chiave su visti di conformità, ravvedimento e stop agli accertamenti.
Con la campagna per il rinnovo per il biennio 2026/2027 che volge verso il termine, il concordato preventivo biennale torna al centro del dibattito fiscale. La decisione di confermare il patto con il Fisco per imprese e professionisti con partita Iva non è solo una scelta di compliance, ma una strategia di pianificazione finanziaria.
Chi sceglie di rinnovare il concordato per un nuovo biennio può contare su un pacchetto di agevolazioni potenziate introdotto dalle ultime novità normative. Dal raddoppio delle soglie per i visti di conformità fino alle tutele rafforzate per gli accertamenti, la conferma dell’accordo con il Fisco potrebbe tradursi in un risparmio di risorse importante. Scopriamo gli 8 vantaggi chiave che rendono la mossa del rinnovo conveniente.
Come funziona il rinnovo: i passaggi pratici
Rinnovare il concordato preventivo biennale per il biennio 2026/2027 richiede una procedura interamente telematica legata alla presentazione del modello Redditi PF.
I contribuenti interessati devono utilizzare i software ufficiali messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per elaborare la proposta di reddito calcolata sui propri dati storici.
L’adesione formale avviene compilando gli appositi quadri del modello Redditi (quadro CPB). La scadenza di adesione si allinea a quella di presentazione del modello Redditi del 2 novembre (cadendo il 31 ottobre di sabato): entro questa data è necessario trasmettere la dichiarazione dei redditi con l’accettazione che convalida il patto con il Fisco per l’anno in corso e per il 2027.
Gli 8 vantaggi per chi rinnova il CPB
Il pacchetto di incentivi per chi rinnova il concordato preventivo è stato introdotto dal Decreto Omnibus. Si tratta di un vero e proprio pacchetto premiale per chi sceglie di riconfermare il patto per un altro biennio dopo il primo. Ma quali sono gli 8 vantaggi previsti? Vediamoli nel dettaglio.
1) Innalzamento della soglia IVA a 100.000 euro
Rinnovando il patto con il Fisco si ottiene l’esonero dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione e il rimborso dei crediti IVA. La soglia massima di esenzione viene innalzata da 70.000 a 100.000 euro l’anno. La misura permette di ridurre i costi professionali legati al visto e, soprattutto, velocizza la gestione della liquidità dell’azienda.
2) Soglia per imposte dirette e IRAP a 70.000 euro
Un potenziamento simile a quello dell’Iva è previsto anche per i crediti che derivano dalle imposte dirette e dall’Irap. Per chi rinnova il tetto delle compensazioni senza visto di conformità sale da 50.000 a 70.000 euro l’anno semplificando l’uso dei crediti nel modello F24.
3) Rateizzazione imposte senza interessi
Per chi rinnova il CPB per il biennio 2026/2027 la normativa permette di dilazionare i versamenti del saldo e dell’acconto delle imposte sul reddito concordato. La rateizzazione concessa è a tasso zero e non sono previsti interessi ordinari consentendo di pagare in diverse tranche risparmiando.
4) Esclusione delle maggiorazioni
Per chi rinnova l’accordo con il Fisco non sono previste le maggiorazioni d’acconto (a differenza di quello che accade per chi accetta il concordato per la prima volta). Per il primo anno del nuovo biennio il calcolo degli acconti si basa sul metodo storico e non verrà sottoposto a penalizzazioni o ricalcoli integrativi.
5) Riduzione termini accertamento
Con il rinnovo si hanno vantaggi anche sul fronte dei controlli. La fedeltà del contribuente è premiata applicando una riduzione di due anni dei termini ordinari di decadenza per gli accertamenti fiscali. Il periodo in cui il Fisco può avviare controlli sulle imposte dirette e sull’Iva, quindi, è più corto.
6) Ravvedimento Speciale 2020/2023
Solo per chi conferma l’adesione al CPB per il biennio 2026/2027 è previsto l’accesso al nuovo ravvedimento speciale che permette di regolarizzare le annualità dal 2020 al 2023 applicando un’imposta sostitutiva agevolata che varia dal 10% al 15% in base al punteggio ISA. La base imponibile per la regolarizzazione è ridotta e blinda gli anni regolarizzati da eventuali futuri controlli.
7) Cristallizzazione reddito eccedente
I guadagni futuri di chi accetta il rinnovo del concordato sono messi al sicuro. Se nel corso del biennio oggetto di rinnovo la partita IVA dovesse superare i redditi concordati, la quota di reddito eccedente sarà esentasse per l’applicazione delle imposte ordinarie. Il reddito concordato resta fisso e non dipende dalla crescita reale del guadagno e dei ricavi.
8) Maggiori tutele
Il nuovo quadro ha attenuato anche le sanzioni amministrative per chi rinnova. La presentazione di una dichiarazione integrativa o la correzione spontanea di piccoli errori formali non comporta la decadenza automatica del concordato, ma consentono, al contrario, di rideterminare i suoi valori mantenendo tutti i vantaggi che comporta.