Come fare lo SPID aziendale, a cosa serve e quando conviene

Pasquale Conte

29 Settembre 2026 - 15:14

Ecco quando serve lo SPID per imprese e professionisti e come ottenerlo tra requisiti, documenti, provider abilitati e costi aggiornati a oggi.

Come fare lo SPID aziendale, a cosa serve e quando conviene

Chi ha una partita IVA o amministra una società, come fa a parlare con la Pubblica Amministrazione? Basta lo SPID personale o serve quello aziendale? La risposta dipende molto dal portale a cui devi accedere, in quanto sbagliare identità significa perdere tempo e denaro.

Nel linguaggio comune, lo SPID aziendale indica l’identità per uso professionale, che AgID prevede in due versioni: una intestata alla persona fisica e una che riporta anche i dati della persona giuridica. Cambiano documenti richiesti, costi e servizi raggiungibili.

Se vuoi saperne di più, in questa guida trovi a cosa serve, come si richiede, quali gestori lo offrono e quanto costa, con prezzi aggiornati al momento in cui stiamo realizzando questa guida.

A cosa serve lo SPID aziendale

Le linee guida AgID distinguono l’identità per uso professionale della persona fisica, che contiene solo gli attributi della persona, da quella per la persona giuridica, che contiene sia i dati della persona sia quelli dell’organizzazione. Quest’ultima è lo SPID aziendale vero e proprio, detto anche di tipo 4. Riguarda chi opera come dipendente o collaboratore di un ente.

In pratica, esistono quattro tipi. Il tipo 1 è lo SPID personale. Il tipo 2 riporta solo i dati dell’azienda e oggi non è in uso. Il tipo 3 è il professionale della persona fisica. Il tipo 4 è quello giuridico, con dati di persona e società.

Il responsabile legale può usare il proprio SPID oppure dotare i dipendenti di un’identità professionale per accedere ai servizi online. Sono però i singoli portali a decidere quale tipo accettare. Spetta infatti ai fornitori di servizi definire il livello di autorizzazione associato alla persona.

Requisiti e documenti

Per lo SPID aziendale servono tre condizioni. L’ente deve avere personalità giuridica, chi richiede deve essere legale rappresentante con poteri di firma autonoma e il suo nome deve risultare in una visura camerale rilasciata da non oltre 7 giorni. Il gestore verifica l’esistenza della persona giuridica, i poteri del firmatario e la sua identità.

I documenti richiesti sono la carta d’identità, la tessera sanitaria, la visura camerale, i dati societari e la PEC dell’organizzazione indicata in visura. Se i poteri non emergono dalla visura, bisogna integrare la documentazione societaria, come lo statuto o la delibera di nomina. Per lo SPID professionale bastano invece partita IVA, documento e tessera sanitaria.

C’è una novità importante. Dal 3 agosto 2026 la carta d’identità cartacea non è più valida, nemmeno se non è ancora scaduta. Per l’attivazione servono quindi CIE, passaporto o patente in corso di validità.

Attenzione: le regole possono cambiare da gestore a gestore: InfoCert, ad esempio, rilascia lo SPID di tipo 4 solo alle persone giuridiche iscritte alla sezione ordinaria del Registro delle Imprese o alla sola sezione REA. Aruba, per l’aziendale, chiede i documenti del legale rappresentante, la visura camerale, il codice fiscale e la partita IVA dell’azienda.

Come si ottiene

Il percorso è simile per tutti i provider. Scegli il gestore e la tipologia, poi il riconoscimento di persona, in videochiamata con operatore oppure online tramite CIE, CNS o firma digitale. Carichi i documenti, inserisci i dati dell’azienda e attendi la verifica. Infine imposti l’OPT per il secondo livello di sicurezza tramite app o SMS.

Il riconoscimento con firma digitale o CNS è gratuito presso Aruba e InfoCert, mentre la videochiamata costa 29,90 euro. Con Poste Italiane, se hai già PosteID, l’uso professionale si abilita online senza inviare altri documenti.

Quando è l’azienda a chiedere lo SPID per un proprio dipendente o collaboratore, il gestore deve acquisire una documentazione adeguata che ne provi la qualità. La richiesta può essere inviata con un’attestazione della stessa persona giuridica.

Ricorda che l’ente deve comunicare tempestivamente al gestore ogni variazione che incide sul ruolo di dipendente o collaboratore.

Provider abilitati e costi

Al momento, esistono 12 gestori abilitati:

  • Intesi Group;
  • ID InfoCamere;
  • TeamSystem ID;
  • TIM;
  • SPID Italia;
  • Sielte;
  • Poste Italiane;
  • Namirial;
  • Lepida;
  • InfoCert;
  • Aruba;
  • EtnaID.

Non tutti vendono versioni professionali e aziendali. Ecco i prezzi ufficiali IVA esclusa:

  • Aruba: il professionale costa 22 euro il primo anno e 30 dal rinnovo. L’aziendale da 35 euro l’anno;
  • InfoCert: il professionale costa 24,90 euro l’anno, l’aziendale sale a 49 euro;
  • Namirial: il professionale costa 35 euro l’anno, con CIE e videoidentificazione. Nel listino online, non compare la versione aziendale;
  • Poste Italiane: l’uso professionale costa 30 euro per un anno, 54 euro per due e 69 euro per tre.

Facendo i conti su tre anni, il piano triennale di Poste costa 23 euro l’anno, la media più bassa tra i quattro listini professionali sopraelencati. Presuppone però la presenza di un PosteID già attivo che, dal secondo anno, costa 6 euro annui.

Con il videoriconoscimento, il primo anno lo SPID aziendale InfoCert costa 78,90 euro più IVA, cioè 49 euro di canone e 29,90 di riconoscimento, IVA inclusa. InfoCert professionale e aziendale costano rispettivamente 30,38 e 59,78 euro l’anno.

Vantaggi e quando conviene

Il vantaggio principale sta nel fatto che un’identità dedicata al lavoro, separata da quella privata, garantisce un accesso ai portali che richiedono la qualifica professionale. Con InfoCert, ogni organizzazione può avere più titolari di SPID aziendale, ciascuno con la propria richiesta, e l’autenticazione rimane a due livelli di sicurezza. Aruba, invece, consente un solo SPID aziendale per ogni partita IVA.

Ma quando conviene? Se sei un professionista o una ditta individuale, lo SPID professionale è di solito la scelta giusta e più economica. Se rappresenti una società e un portale richiede i dati della persona giuridica, ecco che entra in gioco lo SPID aziendale di tipo 4.

Non conviene invece pagare un canone se ti serve solo per accedere a servizi personali o a un singolo portale che accetta la CIE, la cui identità digitale non ha canone. Prima di acquistare, controlla quale identità richiede il portale.

Errori da evitare

Gli errori più comuni si evitano con poche e veloci verifiche. Per prima cosa rispetta i requisiti alla lettera, quindi devi avere una visura non più vecchia di sette giorni, PEC identica a quella indicata in visura, documento d’identità valido tra CIE, passaporto o patente.

Controlla poi sempre quale tipo di SPID richiede il portale dove vuoi accedere, per non pagare l’aziendale quando basta il professionale. Ricorda infine di segnare sempre la data di rinnovo, con i canoni che sono sempre annuali e hanno condizioni che possono variare.

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