Guardando ai titoli di Stato italiani oggi, meglio bloccare il rendimento attuale su una scadenza lunga o restare corti e sperare che i tassi salgano ancora? Il bond laddering - letteralmente, «la scala obbligazionaria» potrebbe essere una delle risposte, con il capitale che viene distribuito su più scadenze, così che una parte del portafoglio torni liquida ogni anno, indipendentemente da dove saranno i tassi nel frattempo.
Cos’è il bond laddering?
Invece di comprare un solo titolo con un’unica scadenza, si comprano più titoli - BOT o BTP - con scadenze scalate nel tempo, una ogni anno. Quando il primo titolo arriva a scadenza, il capitale rimborsato viene reinvestito nella scadenza più lontana della scala, così che la struttura si «rinnovi» da sola, anno dopo anno.
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Il vantaggio principale non è massimizzare il rendimento quanto gestire un rischio che chi investe tutto il capitale su un’unica scadenza si assume in pieno: il rischio di reinvestimento, cioè la possibilità di trovarsi, al momento del rimborso, con i tassi di mercato molto più bassi di quando si era investito. Scaglionando gli acquisti, ogni anno si reinveste solo una frazione del capitale, alle condizioni di quel momento e se i tassi sono scesi, la perdita di rendimento riguarda solo quella quota, non tutto il portafoglio.
Quando il primo titolo arriva a scadenza, l’importo rimborsato viene reinvestito nella scadenza più lontana della scala (circa 5 anni), alle condizioni di mercato di quel momento e la scala, che si troverebbe con un «buco» nel primo gradino, si ricompone con scadenze a 1, 2, 3, 4 e 5 anni sfalsate di un anno rispetto a prima. Ripetendo l’operazione ogni anno, dopo 5 anni l’intero portafoglio è stato rinnovato almeno una volta, sempre alle condizioni di mercato del momento del reinvestimento, mai tutto insieme nello stesso giorno.
Come costruire un bond laddering con 10.000 euro
Supponiamo di dividere 10.000 euro in cinque quote uguali da 2.000 euro ciascuna e di investirle in titoli con scadenze distribuite su circa 1, 2, 3, 4 e 5 anni. Ecco un esempio costruito con titoli realmente in circolazione, ai rendimenti rilevati il 29 settembre 2026 (ore 16:00):
| Scadenza | Titolo | ISIN | Prezzo 29/09 | Rendimento effettivo a scadenza lordo/netto |
|---|---|---|---|---|
| 1 anno | BOT 12 mesi, scad. 14/09/2027 | IT0005730681 | 97,07 | 3,21%/2,82% |
| 2 anni | BTP 3% scad. 30/10/2028 | IT0005729733 | 98,88 | 3,58%/3,20% |
| 3 anni | BTP 3% scad. 15/09/2029 | IT0005716839 | 98,03 | 3,78%/3,39% |
| 4 anni | BTP 3,50% scad. 01/03/2030 | IT0005024234 | 99,22 | 3,81%/3,36% |
| 5 anni | BTP 3,15% scad. 01/06/2031 | IT0005707614 | 96,53 | 4,02%/3,60% |
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Il rendimento netto medio della scala, calcolato come media semplice dei cinque rendimenti netti, è di circa il 3,27% annuo. Non è il rendimento più alto ottenibile tra quelli in tabella, basta guardare il 3,60% netto del titolo a 5 anni, ma è il prezzo da pagare per avere ogni anno una quota di capitale che torna liquida, invece di vederlo tutto investito fino al 2031.
Meglio scaglionare o comprare «tutto insieme»?
Il confronto più interessante è tra la scala e due scelte opposte che un risparmiatore potrebbe fare oggi: investire tutto sul breve (il BOT a 1 anno, che presenta la scadenza più breve ma espone per intero al rischio di reinvestire tra 12 mesi a tassi eventualmente più bassi) oppure tutto sul “lungo” (il BTP a 5 anni, il rendimento più alto in tabella, ma con l’intero capitale allocato e più esposto, in caso di vendita anticipata, alle oscillazioni di prezzo).
La scala non elimina questi rischi ma li distribuisce, con solo un quinto del capitale che risulta esposto ogni anno alla necessità di reinvestire, e solo un quinto è vincolato per l’intero orizzonte a 5 anni circa. In fondo, è una scelta di equilibrio, non per «battere il mercato».
I rischi da non sottovalutare
Comprare cinque titoli diversi invece di uno significa, a seconda dell’intermediario, sostenere più commissioni di acquisto rispetto a un unico versamento concentrato. La quota reinvestita ogni anno resta comunque esposta al rischio di reinvestimento, solo in misura ridotta rispetto a un portafoglio concentrato su una sola scadenza breve.
Infine, considerando che il rendimento medio della scala è quasi sempre inferiore al rendimento del titolo più lungo disponibile in un dato momento, chi ha un orizzonte temporale certo e non ha bisogno di liquidità intermedia potrebbe ottenere di più concentrando tutto sulla scadenza più lunga compatibile con i propri obiettivi. Si assumerebbe, però, per intero il rischio che la scala è pensata per attenuare, sempre salvo che il titolo venga portato a scadenza e salvo rischio emittente.
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