ChatGPT inizia a eliminare i giornalisti dalle redazioni. Quali sono i rischi di una informazione digitale?

Enrica Perucchietti

6 Marzo 2023 - 10:00

Axel Springer e CNET hanno deciso di soppiantare alcuni giornalisti, sostituendoli con l’intelligenza artificiale. In Cina è già realtà. Quali sono i rischi di una informazione gestita dall’IA?

ChatGPT inizia a eliminare i giornalisti dalle redazioni. Quali sono i rischi di una informazione digitale?

Giornalisti e conduttori robot

«Salve a tutti, sono un conduttore news artificiale in lingua inglese. Questo è il mio primo giorno all’agenzia Xinhua. Lo sviluppo dell’industria dei media richiede continua innovazione e una profonda integrazione con le avanzate tecnologie internazionali» .

Ha esordito così il mezzobusto televisivo che da ottobre 2018 legge le notizie per Xinhua, l’agenzia stampa statale cinese. Il suo nome è English AI Anchor, ha le sembianze di un vero giornalista, ma non è umano: è un ologramma presentato ufficialmente durante la World Internet Conference di Wuzhen, la più importante della Cina.

Si tratta di un’intelligenza artificiale sviluppata dal motore di ricerca cinese Sogou, in grado di imparare e diventare ogni giorno più accurata. Espressioni del volto, timbro e perfino i gesti sono una replica di quelli di due noti giornalisti in carne ed ossa, Qiu Hao per le news in cinese e Zhang Zhao per quelle in inglese.

Il problema è che il mezzobusto artificiale cinese non è un caso isolato.
In Giappone è toccato a un androide dalle sembianze femminile, Erica, un robot sviluppato da Hiroshi Ishiguro, direttore del Laboratorio di intelligenza robotica all’Università di Osaka, “rubare” il posto agli umani.

E negli ultimi mesi aumentano le notizie in questa direzione. Una tendenza destinata a estendersi a sempre più redazioni, soprattutto dall’introduzione di ChatGPT.

Ora tocca ai giornalisti tedeschi

La casa editrice Axel Springer, una delle più grandi aziende editoriali e media europee, che pubblica oltre 150 giornali e riviste in più di 32 paesi, tra cui Germania, Francia, Spagna, Russia, Svizzera, Repubblica Ceca, ecc., è in fase di ristrutturazione. E ha deciso di licenziare alcuni giornalisti e di sostituirli con il chat bot ChatGPT.

I tagli riguarderanno due testate tedesche: Die Welt e Bild. L’annuncio è stato fatto mentre l’editore sta cercando di far quadrare i bilanci delle due testate. Entrambi i quotidiani tedeschi hanno avviato un ampio processo di transizione digitale che potrebbe richiedere, negli anni a venire, tagli ai posti di lavoro perché l’automazione e l’intelligenza artificiale stanno rendendo sempre più superflue alcune figure giornalistiche nelle redazioni.

L’annuncio è arrivato con una lettera ai dipendenti firmata dal CEO di Axel Springer, Matthias Döpfner: “L’intelligenza artificiale ha il potenziale per rendere il giornalismo indipendente migliore che mai, o semplicemente sostituirlo”, ha spiegato.

La transizione digitale rivoluzionerà anche il mondo dell’informazione

Secondo il CEO, gli strumenti di intelligenza artificiale potrebbero “rivoluzionare” i media e presto saranno in grado di aggregare informazioni meglio dei giornalisti professionisti. Döpfner ritiene che solo «chi creerà i migliori contenuti originali potrà sopravvivere» a questa rivoluzione digitale.

Cosa significa? Chi sarà immune da questo processo?

Si salverà dal disboscamento degli umani chi coltiva la capacità di trovare notizie pure in modo originale, chi fa inchieste approfondite, apre e avvia dibattiti culturali, cura analisi sulle tendenze in atto. In pratica, non saranno effettuati tagli «a quei giornalisti che sono riconosciuti autori o redattori specializzati».

Matthias Döpfner non ha specificato il numero di dipendenti che verranno sostituiti dall’IA, ma ha promesso che i licenziamenti non riguarderanno giornalisti, autori o editori specializzati. A suo avviso, costoro dovrebbero concentrarsi sul giornalismo investigativo e sui testi originali.

Il sito tech Cnet sostituisce il 10% dei giornalisti con l’IA

Una decina di dipendenti e collaboratori della testata statunitense online CNET è stata licenziata e sostituita dall’intelligenza artificiale.

«Stiamo procedendo con la riorganizzazione del nostro team. Questo comporterà l’uscita di un certo numero di colleghi dal gruppo CNET». Si legge così in una mail inviata ai dipendenti da Carlos Angrisano di Red Ventures, che ha acquisito la media company nel 2020.

Nella comunicazione inviata ai dipendenti, inoltre, i tagli del personale vengono giustificati spiegando che «l’obiettivo è quello di concentrare i contenuti pubblicati sul sito in modo tale da poter riuscire a portare traffico sulla ricerca di Google», dando dunque la priorità alla parte Seo e Sem, aumentando il traffico sul sito proveniente dal motore di ricerca.

Il sito, tra i più noti per gli esperti e appassionati di tech ed elettronica era finito nella bufera nelle ultime settimane dopo la scoperta dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella stesura degli articoli pubblicati. E ora viene reso noto che al 10 per cento circa dei dipendenti totali è stato dato il buon servito.

A darne notizia è The Verge, citando fonti interne alla testata e comunicazioni interne arrivate al personale. I dipendenti che in forma anonima hanno parlato con The Verge hanno confermato che la testata, a discapito della qualità dei contenuti creati in modo originale, intende dare maggiore priorità al traffico sul sito per essere più attrattivi per gli inserzionisti e i contenuti sponsorizzati.

CNET ha confermato i licenziamenti con una breve dichiarazione rilasciata dal responsabile dell’ufficio stampa della testata, Ivey O’Neal: «Oggi il Gruppo CNET ha attuato una riorganizzazione del team, che purtroppo ha comportato l’addio a diversi colleghi. Malgrado sia stata una decisione difficile licenziare i dipendenti, riteniamo che sia fondamentale per la longevità e la crescita futura dell’azienda».

Una catena di montaggio di informazioni

Axel Springer non è il primo editore deciso a introdurre l’Intelligenza artificiale. BuzzFeed, il Daily Mirror, il Financial Times e Daily Express stanno valutando l’applicazione.

Il presentatore o il giornalista robot serve ovviamente ad aumentare l’efficienza e ridurre i costi della redazione.
Da anni si parla dei rischi relativi all’automazione nel campo dell’informazione.

Si dovrebbe infatti temere il giorno in cui anche i giornalisti verranno sostituiti da un’intelligenza artificiale che potrà essere attiva 24 ore su 24 senza lamentarsi dei turni massacranti o dello stipendio, senza bisogno di pause, ferie o malattie, come per qualsiasi altro lavoro. Che potrà anche essere orientata, eterodiretta a raccogliere e assemblare notizie in maniera banale e ripetitiva, senza infastidire mai il sistema.

Insomma, sarà immune da quella che dovrebbe essere la vocazione del giornalista: fare il cane da guardia del potere.

Come osserva Filippo Santelli, corrispondente di Repubblica.it, «A quel punto tutta la catena dell’informazione sarebbe automatizzata come una catena di montaggio industriale, il sogno del regime».