In attesa di conoscere venerdì 16 i rendimenti dei prossimi BTP Valore a 5 anni, c’è chi va scovando altre occasioni di investimento a breve, medio e lungo termine. Tutto dipende da quello che di volta in volta si va cercando in termini di sicurezza, rischio emittente e di mercato, cedola e rendimento. Ad esempio rende il 5,21% il titolo di Stato bulgaro in euro con 4,25% di cedola fissa fino al 2044.
Come comporre un portafoglio obbligazionario?
Non sempre la scelta dipende dal premio fedeltà finale (stavolta non ci sarà sulle due emissioni “speciali” retail) o dai tassi fissi e crescenti. A volte ci sono strategie di portafoglio molto più complesse e sofisticate che mixano scadenze medio-corte, sovrappesate, ad altre più lunghe, sottopesate.
Le prime danno pochi grattacapi e un ritorno più o meno in linea con gli yield di periodo, e liberano il capitale entro pochi anni. Le seconde, invece, ricercano i movimenti profondi dei prezzi nell’arco di tot anni, seguendo da lontano, e come un’ombra, le politiche monetarie delle Banche Centrali. Sono sottopesate perché hanno almeno un paio di problemi, ossia il rischio di mercato e l’incertezza assoluta sul tempo di smobilizzo. Nei casi peggiori si può restare “incastrati” fino a naturale scadenza, mandando in frantumi i piani iniziali.
Ad ogni modo, se ben amalgamate le due strategie dovrebbero garantire maggiore stabilità (posizioni medio-corte) a maggiori ritorni (posizioni lunghe). In alternativa, specie quando i capitali sono esigui, meglio optare per 1-2 ETF obbligazionari scelti per scadenza e duration, o per emittenti, o per politica di gestione dei proventi, etc.
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Il bond “Bulgaria Fx 4,25% Sep44 Eur”
Tra i tantissimi bond sovrani oggi in circolo sul mercato secondario vediamo il Bulgaria Fx 4,25% in euro, in scadenza il 5 settembre del 2044, tra 18 anni. Intuiamo subito che cade nel perimetro delle scadenze lunghe, con tutti gli annessi del caso.
L’identificativo ISIN è XS2890435600 e si tratta di un ventennale in origine che la Repubblica di Bulgaria ha emesso due anni fa, il 05/09/’24. Ha un flottante modesto ed è negoziato sull’EuroMOT di Borsa Italiana, con taglio minimo di 1.000 € nominali e relativi multipli. I volumi giornalieri tradati a mercato aperto sono relativamente modesti. Negli ultimi 30 giorni i contratti e i controvalori daily sono stati mediamente nell’ordine dei 50-150 i primi, e dei 30-150mila € i secondi.
La cedola del 4,25% è fissa dal principio alla fine, con periodicità di liquidazione annua. In più oggi sul mercato la si acquista in area 89,4 centesimi per un effettivo a scadenza sul 5,2% scarso. In pratica stiamo parlando di un quasi 100% (un po’ meno) di rendimento lordo complessivo nell’ipotesi che le cedole non siano reinvestite. In caso contrario i potenziali ritorni lieviterebbero ancora, tanto quanto lo strumento di reinvestimento consentirebbe di ottenere.
Quanto alle spese, la ritenuta sugli interessi è del 12,50%, l’imposta di bollo è invariata al 2X1.000, mentre le commissioni di gestione dipendono dalla propria banca.
Il rischio di mercato del bond in euro bulgaro
Dal 1° gennaio 2026 la Bulgaria ha adottato l’euro quale valuta ufficiale, legale, interna al Paese, ed è divenuto il 21° membro dell’Eurozona. È un passaggio che garantisce maggiore affidabilità, garanzia sulla controparte, il cui rating non è tuttavia da primo della classe. Siamo nel perimetro investment grade, ma con gradi di giudizio sul Baa1 (Moody’s) e BBB+ (Fitch e S&P) e outlook tra lo stabile e il positivo.
Più concreto è il rischio mercato, dove la duration modificata del Bulgaria Fx 4,25%, che si attesta all’11,88 e volatilità annua al 6,04%. Quanto ai corsi di mercato, nel corso del 2025 i prezzi sono oscillati nel range 97-103 centesimi, mentre l’escursione si sta rivelando più ampia quest’anno. Da gennaio ad oggi il massimo è stato a 101,39 a febbraio, e il minimo a 87,56 il primo di ottobre.
Ragioniamo di fantasia e ipotizziamo un ritorno a 103 tra 5 anni esatti, giorno in cui decidiamo di liquidarlo. Bene, a quella data il bond avrebbe maturato un +15% di capital gain oltre al 21% di interessi certi, per un effettivo di circa il 6,5% annuo netto. In teoria non è male, ma il problema è che nessuno può dire quale sarà l’effettivo prezzo di mercato del bond tra 2 o tra 5 o tra 11 anni.
Rende il 5,2% il titolo di Stato bulgaro in euro con 4,25% di cedola fissa fino al 2044
È evidente che non è affatto il classico bond da all-in considerata la scadenza distante e i notevoli rischi di mercato. La view cambia se l’approccio fosse del tipo “marginale” (un 3-4% degli asset totali, per esempio), quasi a prescindere dall’operatività seguita.
Il cassettista si assicurerebbe la buona cedola per 18 anni e la ricca plusvalenza alla fine, e ignorerebbe le fluttuazioni dei corsi da qui al termine.
L’investitore più “sofisticato”, invece, lo movimenterebbe inseguendo di più i timing, cioè i prezzi nel medio termine, mentre difficilmente lo porterebbe a scadenza.
Il trader in bond, infine, potrebbe anche non accostarsi più di tanto al bond per un particolare molto a cuore a chi opera su tempi ravvicinati: la liquidità.
Concludendo, come sempre il vero pericolo non è l’investire in sé, ma farlo ignorando cosa si sta facendo e/o il prodotto di turno e/o senza una strategia chiara. È dalle basi chiare, solide e funzionali che si costruisce il resto della casa, non il contrario.
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